Apocalissi prossime future…

… UN ‘GIOCO’ AL MASSACRO ALLE PORTE…

…MA  ANCHE SE TUTTI NOI NO!

di Dagoberto Husayn Bellucci

“Che or’è, scusa ma che or’è
che non lo voglio perdere
l’ultimo spettacolo.
Fine del mondo in Mondovisione.
Diretta da S. Pietro per l’occasione
La borsa sale, i maroni no
Ferri batte il record di autogoal
Le liste del Giudizio Universale
saranno trasmesse dai telegiornali
a reti unificate e poi sulla pagina 666.
Prima però, su canale 9 ci sarà
il Terzo Festival del dolore
con la finale dei casi umani
meno meno meno meno umani che mai.
I Puttanieri ci diano dentro
che la di là niente ciccia niente
niente ma tu giri più leggero
bruciando le tue scorte di preservativi
Fiorin Fiorello l’amore è bello se ci sei tu

A che ora è la fine del mondo?
A che ora è la fine del mondo?
A che ora è la fine del mondo?
Che rete è?

Destra Sinistra Su Giù Centro
Fine del mondo con palle giramento
Che chi è fuori è fuori
e chi è dentro è dentro
e fuori TV non sei niente
Ultimo appello per i merdaioli:
finitevi la merce che di là non funziona.
Altro girone altro regalo:
niente caramelle per i leccaculo.
OK il girone è giusto! OK? OK!

A che ora è la fine del mondo?
A che ora è la fine del mondo?
A che ora è la fine del mondo?
Macellai da Disneyland
Che rete è? Che ora è?
Che rete è? Che ora è?

A che ora è la fine del mondo?
Posso salutar mammà?
A che ora è la fine del mondo?
Posso salutar papà?
A che ora è la fine del mondo?
Posso salutar Fefè?
A che ora è?

Forse là di là mancherà qualcosa:
casa, chiesa, tele e cosa?
Serial killer, serial politici,
morti in diretta, i migliori casi clinici
i cazzi vostri in piazza…ok? ok!”

( Ligabue – “A che ora è la fine del mondo” – album “A che ora è la fine del
mondo” 1994 )

“Si può spegnere ogni tanto il pensiero
smettere almeno di crederci per davvero
e non essere più schiavi per lo meno
di un’idea come di un’altra, di un mistero

sembra che non sia possibile dimenticarsi di sè
e giudicandoci ognuno con gli altri
convincersi che
se non lo sai

buoni o cattivi
non è la fine
prima c’è il giusto o sbagliato
da sopportare

si può spegnere ogni tanto il cervello
smettere almeno di usare solo quello
si può far finta che non ci sia niente
anche quando ti tremano le gambe

sembra che non sia possibile dimenticarsi di sè
e giudicandoci ognuno diversi
convincersi che
se non lo sai

buoni o cattivi
non è la fine
prima c’è il giusto o sbagliato
da sopportare…

… che di per sè è maledetto
perchè divide
mentre qui tutto
dovrebbe solo unire”

( Vasco Rossi – “Buoni o cattivi” – album “Buoni o cattivi” 2004 )

Al di là del riduzionismo meccanicista sistemico e dell’individualismo
assuefante e ‘confortante’ il quieto vivere che hanno determinato un
superamento delle ideologie ed una deriva esistenziale e militante che
riducendo le ‘estreme’ a mera rappresentanza di sè, spesso a testimonianza
indegna di un passato diventato trapassato remoto e oggettivamente ‘avvertito’
quale ‘antiquariato politico’ dall’opinionismo sinagogico-sistemico alias “la
gente” – soggetto indefinito, indefinibile e ‘saggiamente’ creato
artificialmente per ‘determinare’ il sondaggismo spastico-kippizzato che tanto
‘piace’ ai moderni …(ci si ‘dilettano’ con ‘sondaggi’ e ‘proiezioni’ i peones
berlusconiani, i ‘kahalici’ opinionisti alla Mannehimer, i pippeggiamenti
televotanti delle varie De Filippi, internauti virtuali in astinenza e le
infinite schiere di massaie stanche e assenti mentre ‘zappeggiano’ con il
telecomando alla ‘cerca’ di una telenovela, dell’ultimo reality o delle
televendite promozionali dei canali privati…tutto è un sondaggio e tutte le
opinioni fanno ‘brodo’ nella società del nulla massificata contemporanea…
all'”ameregana”…) – restiamo, più o meno ‘romanticamente’, saldamente
ancorati ad una concezione del mondo e della vita che trascenda la finzione
sistemico-rappresentativa dell’oligopolio capitalistico denominato ordinamento
democratico il quale favorisce l’affermazione degli interessi mercantilistico-
economicistici del partito unico della borghesia sapientemente ramificato nelle
diverse ‘sigle’ elettoral-partitocratiche ‘concorrenti’ , tutte,
all’edificazione della lottizzazione di idee culturali ‘veicolate’ dai moderni
strumenti di condizionamento di massa informatico-televisivi (…lo ‘spaccio’
delle coscienze…) ai quali sarà affidato il compito di presiedere al
condizionamento dei meccanismi del pensiero contemporaneo conformista dal quale
verranno partoriti gli usi e i costumi, le mode e le ‘opinioni’ necessarie per
l’addomesticamento depauperizzante che ‘cloroformizzerà’ – castrazione
cerebrale di massa – le invertite comparse del terzo millennio….dopo gli
esperimenti ‘ovini’ siamo vicinissimi alla clonazione umana…(…la famosa
pecora Dolly in confronto a quanto ci riserverà il futuro prossimo venturo sarà
un pallido ricordo…siamo già all’uomo-incinto ovvero la scienza dell’ibrido e
dell’orrore… “in quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore”
legittimamente affermava oltre trent’anni or sono Franco Battiato…sul ponte
sventola bandiera bianca…’resa’ senza condizioni…l’umanità ‘galleggiante’ –
come gli stronzi – su mari inondati di escrescenze putride….a paragone di
quanto accade oggi il diluvio universale assume le dimensioni di una mezza
mareggiata davanti alla terrazza Mascagni sul lungomare labronico….gli
‘schizzi’ non arrivano nemmeno a sfiorare il gazebo…).
Il Sistema Mondialista ovvero, parafrasando le risoluzioni strategiche delle
Brigate Rosse – Partito Comunista Combattente, lo Stato Imperialista delle
Multinazionali (S.I.M.) contro il quale occorre l’edificazione di movimenti di
resistenza ‘reali’ al di là del virtuale dominante e dell’indifferenza di
massa….’impresa’ sostanzialmente titanica considerati i rapporti di forza
permanenti e il livello di coscienza politico-culturale che oramai caratterizza
l’informe agglomerato umano dei belanti contemporanei.
Abbiamo sentito solerti assessori delle formule geopolitico-strategiche
definire la politica internazionale come “scienza” da ‘analizzare’ con
metodologia…’strana’ attitudine, oltretutto se considerassimo da quali
pulpiti si calano simili definizioni, che – dispiace sottolinearlo – non ha
alcuna valenza laddove si intenda la Politica – quella con la ‘P’ maiuscola –
come l’arena di combattimento di forze (politico-culturali, socio-economiche,
teo-ideologiche e etnico-razziali) contrapposte miranti , nè più nè meno, il
predominio più o meno assoluto… Non c’è niente di ‘scientifico’ nella natura
del Potere e in quella dei rapporti internazionali…così’ come non esiste
alcuna ‘metodologia’ inerenti la prassi determinata dai diversi soggetti
politici per la conquista del potere. Queste divagazioni le lasciamo ai vetero,
ai post o ai neo-marxisti…per i quali tutto è scienza e tutto, alla fine, si
risolve nell’economia e per l’economia…La geopolitica è l’insieme delle
dinamiche di evoluzione, sviluppo e decadenza di uno Stato in relazione con
altri Stati. In ultima analisi infatti è sempre, e soltanto, di rapporti di
forza dei quali si parla ogni qualvolta si intenda ‘analizzare’ sia la politica
nazionale di uno Stato (i rapporti istituzionali, la conflittualità dei
partiti, la sfera d’influenza degli attori ‘comprimari’ – siano i sindacati o
la confindustria, le aziende multinazionali o i trust’s lobbistici – i quali
nelle moderne democrazie assurgono a fattori determinanti le linee-guida la
politica di una nazione) sia le relazioni internazionali fra i diversi
Stati…. E laddove è politica esiste una conflittualità quindi rapporti di
forza e , necessariamente, un ‘tasso’ più o meno elevato – a seconda delle
caratteristiche specifiche del paese/partito/movimento oggetto dell’analisi –
di partecipazione collettiva alle vicende e agli sviluppi della vita
politica….’questa’ è la ‘sfera’ emotiva che , da sempre, ha ‘fascinato’ le
masse…. e questa, almeno così dovrebbe essere, la realtà di ogni
contrapposizione politica: aspra, violenta, dura, determinata, decisiva.
Altrimenti, escludendo il peso della politica si deve, giocoforza, ricadere
nell’analisi marxista e quindi nella sola sfera economica…la quale potrà
spiegare qualcosa, potrà capitalizzare le analisi e eventualmente identificare
le variabili ma non sarà mai in grado di comprendere nè valutare adeguatamente
i fattori emotivo-ideologico-politici che modificano eventi e strutture in
funzione di e per obiettivi superiori (…dinamiche verticali di formazione e
sviluppo della politica in contrapposizione a quelle orizzontali e livellatrici
dell’economia…).
Ciò che chiamiamo Politica è l’insieme di sentimenti, passioni, ‘tifo’ che
sono immesse nei rapporti di forza tra due ‘duellanti’….Un pò come allo
stadio…un pò come in guerra…senza slancio emotivo, senza passione e senza
violenza la politica non esiste…esiste il suo surrogato che è quello,
appunto, creato ad hoc dal Mondialismo ovvero la sublimazione dell’ideale e
dello spirituale nella sfera economicistico-materialistica dell’esistenza…le
‘guerre commercial-mercantili’ del chi ha più navi, missili, aziende, operai e
fabbriche ‘vince’…. Non che navi, missili, aziende, operai e fabbriche non
siano sostanziali quando si voglia prendere in esame la realtà dei rapporti di
forza di due o più soggetti nazionali ma…non sono tutto…nè lo saranno mai!
Senza l’ardore eroico, lo slancio patriottico, la passione ideologica e la
violenza politica (…’rileggetevi’ Sorel…) non sarebbero minimamente
pensabili nè ammissibili le guerre ed i conflitti i quali – come ricordava quel
maestro di tattica e strategia militare che fu il Von Clausevitz – non sono
altro che la continuazione con altri mezzi della politica…
Si prenda in considerazione la Germania nazionalsocialista…..superiore
ascetica metafisica forma spartana del XXmo secolo…( “Renè Guènon più le
divisioni corazzate” come sarà definito il nazionalsocialismo da due autori
‘occultisti’ che, fra i primi (1), ‘indagheranno’ il fenomeno dell’ascesa
hitleriana al potere da un’ottica prevalentemente demonizzante ) …pensate
forse che Hitler avrebbe ‘fascinato’ 70 milioni di tedeschi senza il
Fuhrerprinzip e l’avvento di un Reich millenario fondato su quello che,
lucidamente, Rosemberg definì come “il mito del XXmo secolo” ma semplicemente
dicendo loro ” armatevi fratelli, andate al fronte e combattete per i Krupp
altrimenti patiremo la fame”?
Si consideri la stessa Unione Sovietica “rivoluzionaria” del giudeo-
bolscevismo…ai miti internazionalisti propri del marxismo ‘scientifico’ il
“Maresciallo” Stalin unì la retorica della “guerra patriottica” per salvare
capra e cavoli  di un impero costruito sul sangue dell’odio di classe e sullo
sterminio sistematico di milioni di “contro-rivoluzionari” (…che poi tali non
erano..anzi..semplicemente rappresentavano quelle classi medie che, per un
motivo o l’altro, i bolscevichi avevano preventivamente deciso di eliminare o
le nazionalità “scomode” alla politica insostenibile di pianificazione totale
che avrebbe rilanciato la sgangherata macchina produttiva sovietica a costo di
indicibili sacrifici…’altrui’ ovviamente…come si dice…’facile’ fare il
frocio con il culo degli altri!….bontà ‘loro’ questi erano i dirigenti
bolscevichi…).
Si guardi infine anche agli stessi Stati Uniti d’America…la demoplutocrazia
occidentale per eccellenza…quando ‘occorre’ (e da quando i ‘vaccari’
dell’Ovest sono ‘scesi’ in campo per il dominio planetario…dalla prima guerra
mondiale in poi…è purtroppo ‘occorso’ diverse volte) ai ‘bei principi’
democratici e alle favole “liberatrici” pure loro hanno dovuto mobilitare la
enorme macchina propagandistica per ‘disegnare’ stereotipi razzisti e
classisti….(dal crucco crociuncinato al comunista trinariciuto, dal ‘muso
giallo’ …prima giapponese poi indocinese…all’arabo fanatico e, più o meno,
‘pazzoide’…quante volte avete ‘visto’ i film di propaganda hooliwodiana
utilizzare questi stereotipi in decine, centinaia, migliaia di occasioni? E
quante volte queste fisime hanno proiettato nell’immaginario collettivo
mondiale sentimenti d’odio – e di paura – che hanno favorito gli interventi
yankee nei quattro angoli del pianeta…rafforzando nel contempo l’immagine dei
“liberatori” d’oltreoceano…buoni, belli, forti, tolleranti e – che diamine! –
liberatori e democratici gli americani… tutti dei ‘combattenti’ indomabili
questi ‘marines’…tutti dei Chuck Norris in sedicesimo….che
‘film’…’appunto’…finzioni cinematografiche e nient’altro …buone comunque
per mietere consensi alla causa americana)…il che ci riporta ad un
‘delicatissimo’ problema….quando ‘serve’ al di là delle ‘ciarle’ più o meno
materialistico-economicistiche si deve dare a chi combatte (al fronte come
dietro le linee, alla propaganda come all’opinione pubblica) idee-forza per le
quali morire…il ‘resto’ sono – appunto – ovvietà indegne persino di essere
‘discusse’ (nessuno può seriamente pensare che i conflitti si generino dal
‘caso’ e non siano sovra-ordinati e studiati proprio per rispondere ad esigenze
di natura economica).
Il Sistema del Mondialismo per come si presenta e palesa è una abilissima,
funzionalissima e oliatissima macchina per la fabbricazione di finzioni. La
società contemporanea del monopolio mercantilistico-finanziario, che proietta
immagini imbellettate ad arte di sè e del suo benessere materiale, vive di un
riciclo continuo di menzogne: da quelle storico-propagandistiche (si pensi
all'”olocausto ebraico”, alla fola dei sei milioni di ‘poveri’ ebrei gasati e
alla lucrosa attività di sciacallesca ‘monetizzazione’ delle presunte/pretese
vittime operata fino ai giorni nostri dai centri nevralgici del sionismo
internazionale) a quelle massmediali, da quelle relative alla cultura (una
cultura a senso unico, pensiero unico neo-liberista dominante…c’è posto solo
per chi ha il ‘pedigree’ ideologico in ‘ordine’…internazionalismo,
progressismo, scientifismo, materialismo di ogni risma sono – ad ogni
latitudine e sotto ogni ‘bandiera’ – benvenuti…qualunque altr’idea viene
tacciata immediatamente di razzistico-reazionaria, oscurantista, retrograda
quand’anche non dichiaratamente assolutamente criminosa qualora si propugni
superiorità razziali o confessionali, etniche o religiose…insomma lo si
voglia o meno l’accusa di “fanatismo” e “estremismo” è sempre lì, pronta dietro
l’angolo, fa capolino in qualsiasi modo, vorrebbe imporre la sua verità –
illuministico-massonica-pacifinta – e pretendere severe sanzioni dei
‘colpevoli’ di lesa maestà ideologica) a quelle inerenti la spiritualità (che
ovviamente si pretende portatrice di messaggi umanitaristico-salvifici
possibilmente privatistici ovvero la ‘New Age’ …non una rivelazione di verità
ma…un pout-pourri, una melassa informe e amorfa, un crogiulo indistinguibile
di appelli più o meno credibili ad un auspicato, massonicissimo,
onnicomprendente “volemose bene”) passando per i quattromiliardi e
cinquecentoventisettemilioni di mea culpa e genuflessioni di ogni categoria e
al rinnegamento ‘militante’ di tutte le bandiere, le fedi, le storie…’sport
nazionale’…anche ‘internazionale’ volendo di masse informi e amorfe private
di qualsivoglia facoltà…a ‘malapena’ sanno usare ancora un telecomando…
anche se, come sempre, sono gli ‘altri’ a decidere che ‘spettacoli’ farvi
vedere….
“Estremismo” che poi qualche solerte imbecille ( di quelli che – per
intendersi – scarabocchiano fiumi d’inchiostro dalle colonne di “Libero”, del
“Giornale” da un lato della ‘barricata’ politica ‘destro’ o del “Fatto
Quotidiano” o di “Repubblica” dall’altro versante, il ‘sinistro’…bipolarismo
sistemico ) vorrebbero ricondurre all’anti o al pro-berlusconismo…come se
Berlusconi rappresentasse qualcosa di più o di diverso del semplice
“amministratore” (delegato della fazione ‘destra’ del partito unico della
borghesia) e dell'”esecutore” di direttive ‘altre’…
Quindi occorrerà essere chiari, netti e categorici: noi siamo la “chiesa di
tutte le eresie” (per dirla con Benito Mussolini), il Fascismo originario,
socialista e nazionale, rivoluzionario e repubblicano di San Sepolcro è un’idea
radicalmente, totalmente, rigorosamente avversa a tutto il mondo moderno, alle
demoplutocrazie capitaliste, al modello social-marxista, all’internazionalismo
sotto ogni bandiera esso si ripresenti (…internazionalismo che non ha niente
a che spartire ovviamente con la visione universalistico-imperiale di quelle
manifestazioni conformi alla Tradizione informale venute alla luce nel corso
della storia…), ai principi giacobini dell’89, a tutto il mondo della
massoneria cosmopolita, all’Internazionale dei mercanti affaristico-
finanziaria, al Giudaismo ovunque si annidi.
E se qualche altrettanto solerte idiota aveva pensato che fossimo ‘altro’ ,
che fossimo ‘sinistri’ o ‘destri’ a seconda di ciò che stoltamente veniva
percepito per fini ed obiettivi che non ci appartenevano dunque rimettiamo le
‘idee’ al suo posto: “”È inevitabile che in questo mondo di sfruttatori e di
sfruttati non sia possibile alcuna grandezza che per ultima istanza non abbia
il fatto economico. Vengono bensì contrapposte due specie di uomini, di anni,
di morali, ma non occorre avere molto acume per accorgersi che unica è la
sorgente che le alimenta. Così è anche da un medesimo tipo di progresso che i
protagonisti della lotta economica traggono la loro giustifi cazione. Essi si
incontrano nella pretesa fondamentale di essere ognuno il vero autore della
prosperità sociale per cui ognuno è convinto di poter minare le posizioni
dell’avversario quando riesce a contestargli ogni diritto di presentarsi come
tale.” La ragione fondamentale che ci ha indotto a convocare questo Congresso è
determinata dal profondo convincimento – mio e vostro – che il momento presente
imponga alla nostra organizzazione l’esigenza di “serrare i ranghi” attorno ai
motivi centrali della nostra idea della vita e del mondo. L’esigenza, in primo
luogo, adi riconoscere quali siano realmente i piani di riferimento, i cànoni
da cui derivare la nostra presenza politica – di scorgere la direzione ideale
da assumere. In secondo luogo – o, meglio, conseguentemente e simultaneamente –
, l’esigenza di articolare in uno schieramento elastico, agile, senza
complessi, senza inibizioni – in una parola: spregiudicato -la nostra
vocazione, la nostra volontà di lotta politica.” (2)
Niente di più ma niente di meno…quelle che saranno le linee programmatiche
rivoluzionarie ‘tracciate’ da Freda nella “Disintegrazione del sistema” sorgono
da una visione metapolitica che ha identificato nella società moderna, in tutte
le sue forme e manifestazioni, il nemico da abbattere. La programmazione
teoretica del soldato-politico antagonista al Nuovo Ordine Mondiale,
trascendendo il piano della realtà contemporanea e muovendo sulle coordinate
originarie pre-esistenti del mondo della Tradizione,  dovrà concretizzarsi in
una nuova sintesi fanaticamente consapevole di ritrovarsi a combattere nella
quotidianità contro un mondo ostile, avverso e avversato: la società degli
‘altri’, il mondo politico-economico e socio-culturale costruito dagli ‘altri’,
il sistema di potere e di sfruttamento dell’uomo che ‘altri’ hanno creato,
‘altri’ dirigono, ‘altri’ hanno l’ambizione di difendere e custodire…La
società borghese di massa, capitalistico-consumista, non è il nostro mondo; non
ci appartiene idealmente, politicamente, culturalmente e – soprattutto –
spiritualmente. Se qualcuno ‘ambisce’ a viverci affari suoi…L’obiettivo
principale del soldato-politico antagonista resta la disintegrazione del
sistema, il suo sradicamento totale, la tabula rasa del mondo borghese
moderno….senza ma e senza se!
Occorre dunque la coscienza di combattere una guerra di logoramento….dura,
lunga, infinita, terrificante…una guerra quotidiana contro tutto e tutti
senza risparmiare colpo, senza arretrare di un centimetro se non per re-
impostare ripartenze conformi e assestare nuovi colpi. Una guerra di
liberazione nazionale certo. Una guerra di ribellione sociale per restituire
dignità e onore ad un popolo-bue soffocato e imbecillito da sessantacinque anni
di coca-colonialismo a stelle e strisce. Occorre una rivolta nazionale e
sociale. E’ necessario ribellarsi perchè la ribellione è il primo dovere di
ogni individuo che aspiri alla propria libertà: noi europei viviamo da
sessantacinque anni nel mondo degli ‘altri’, soffocati in casa nostra dalle
politiche socio-economiche e finanziarie imposteci dagli ‘altri’, debilitati
dalle direttive di ordine culturale e dai modelli di riferimento che ci sono
stati instillati da ‘altri’. L’Europa ha bisogno oggi come mai di ribelli, di
soldati-politici consapevoli, di eversori dell’ordine costituito: “Il Ribelle,
dunque, deve possedere due qualità. Non si lascia imporre la legge da nessuna
forma di potere superiore nè con i mezzi della propaganda nè con la forza. Il
Ribelle inoltre è molto determinato a difendersi non soltanto usando tecniche e
idee del suo tempo, ma anche mantenendo vivo il contatto con quei poteri che,
superiori alle forze temporali, non si esauriscono mai in puro movimento. A
queste condizioni, potrà affrontare il rischio del passaggio al bosco.” (3)
A chi serve, a che cosa servono, a quali obiettivi risponderebbero dunque la
difesa dell’ordine costitutivo, l’invocazione di leggi più o meno d’emergenza
inerenti l’ordine pubblico (anche in funzione anti-immigratoria) quando ciò
precluderebbe definitivamente una piena consapevolezza del ruolo e della
funzione dell’antagonismo radicale? L’immigrazione è un problema….e su questo
non abbiamo dubbi…ma un problema prodotto, voluto, fomentato e foraggiato da
chi? E per conto di chi? E soprattutto a vantaggio di chi? ….Sono affari
‘loro’…degli ‘altri’…del mondo degli ‘altri’. E’ vero: a pagarne i costi è
tutta la società. A pagarne i costi sono il popolo e le fasce più deboli di
questo popolo. Ma nella malaugurata ipotesi che domani masse di immigrati
conquistassero la maggioranza nell’Europa ‘bianca’ e decidessero un’assetto di
potere diverso dal presente, una riorganizzazione delle strutture di potere
interne alla società capitalistica, sarebbe la scomparsa – pur sempre – del
mondo borghese, della società degli ‘altri’, del sistema che ha permesso questo
meticciato e che paga dazio alle sue politiche di sconcertante
internazionalismo terzomondista!
Volete buttare qualche immigrato a mare? Benissimo….iniziate pure! Non è
affar nostro nè ci interessa quale sarà, domani, il ‘risultato’….non è
questione di ‘ottusità’ o di magnanimità, terzomondismo o cripto-comunismo (…
cripto che? ma quando? ma chi? …)….è semplicemente la constatazione che –
da ‘difendere’ in ‘giro’ (ma ci siete andati in ‘giro’ per una qualunque città-
cittadina-borgo del ‘belpaese’?) ci sia ben poco, quasi niente…anzi
sicuramente niente che meriti “difese” dell'”Occidente” – non c’è niente da
salvare se non un potere, un sistema di potere e una struttura di potere che,
da oltre sessant’anni, ha coniugato l’antifascismo più o meno militante con la
democrazia, svendendo sovranità nazionale, dignità nazionale, identità
nazionale….E di ‘razze’ da ‘difendere’ non se ne intravede nemmeno l’ombra…
al massimo feccia…feccia ‘tricolored’ – meticciato levantino eredità di
ondate secolari di immigrazioni commistionanti – e feccia ‘allogena’…. E non
sia mai che ci si accusi di scarso “patriottismo” laddove ci riferiamo,
indistintamente, alla ‘feccia’ tricolore: già i rapporti della polizia di Jew
York dei primi anni del Novecento parlavano – nei documenti rinvenuti
dall’ufficio doganale per l’immigrazione di europei – degli italiani ponendosi
il dubbio che fossero realmente europei (troppo bassi, malnutriti, scuri di
carnagione e neri)…. Già i nazionalsocialisti, nel varare la loro
legislazione razziale a Norimberga, avevano provveduto a sanzionare qualsiasi
rapporto carnale tra appartenenti alla stirpe germanica e italiana (e i
matrimoni tra tedeschi e italiani vennero di fatto proibiti) …Questi,
‘signori’, sono fatti e dati storici. Poi qualora si volesse parlare di
“sfiguramento razziale” o “meticciamenti etnici” siamo d’accordo che il rischio
c’è e che ciò possa realizzarsi (magari nell’arco di qualche generazione). Ma
anche questa è questione di ‘identità’ e di ‘spirito razziale’: ammesso e non
concesso che si riesca a ‘ributtare’ a mare l’insieme multicolored presente e
deambulante in ogni dove dalle alpi alla sicilia ….sarebbe pur sempre da
rifondare uno spirito su basi razziali che, da settant’anni oramai, è
assolutamente assente. Ovvero se anche non esistessero gli immigrati resterebbe
il ‘problema’ delle tante “senorita’s” che, per interesse o ‘diletto’,
troverebbero la via dell’alcova ‘compagnate’ dal metecio di turno….E non
dimenticandoci dell’eterno problema del sangue d’Israele ‘abilmente’ consumato
da ebrei, mezzi-ebrei e giudaizzanti di ogni risma contraenti matrimoni
‘bastardi’…. Anche questo è aspetto da tenersi in considerazione qualora si
voglia affrontare seriamente la Questione della ‘Razza’.
Dunque occorre parlar chiaro: nè con gli immigrati (tutti gli immigrati) nè
con i degradati italioti contemporanei nè – soprattutto – con questo Sistema! E
occorre parlar chiaro su un altro punto essenziale: a chi ci accusa di
‘sinistre’ fascinazioni rispondiamo con le parole pronunciate in occasione del
Congresso di Norimberga nel 1935 dal ministro della propaganda
nazionalsocialista tedesca dr. Goebbels: “Ai primi d’agosto di quest’anno, uno
dei più autorevoli giornali inglesi pubblicava, col titolo “Due dittature” , un
articolo di fondo nel quale si faceva il tentativo – tentativo ingenuo e
totalmente vano di fronte alla realtà effettiva – di additare le pretese
analogie manifeste tra il bolscevismo russo e il nazionalsocialismo germanico.
(…) L’autore del suddetto articolo riteneva di poter affermare che, oggi, i
due opposti estremi del bolscevismo e del nazionalsocialismo “sventolano su
regimi che, affini nella loro struttura essenziale, sono identici in molte
delle loro leggi, che ne costituiscono le colonne maestre. Quindi una
somiglianza crescente.”. Lo scrittore affermava inoltre: “In entrambi i paesi è
istituita la medesima censura sull’arte, la letteratura e naturalmente la
stampa. Eguali la guerra contro l’intelligenza, gli attacchi alla religione e
l’ostentazione di miriadi di armati, così sulla Piazza Rossa come sul
Tempelhofer Feld.”. Con finto stupore egli rilevava: “il fatto strano e
spaventoso che sia possibile educare due nazioni, un tempo tanto diverse, ad un
tipo d’organizzazione sì disperatamente simile, e di costringervele a forza.”.
Come vedete: tante parole, tante sciocchezze. L’anonimo scrittore non si è
nemmeno dato il fastidio di studiare i principi essenzialissimi e fondamentali
nè del nazionalsocialismo, nè del bolscevismo. Egli si attiene alla mera
esteriorità – …modus operandi tipicamente ebraico…nella stampa e non solo…
e , ‘stranamente’, tipica attitudine rimbalzata tranquillamente nelle ‘estreme’
di ogni colore e ideale dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri…’gente’
che si è immedesimata, nel corso degli anni, con i ‘marines’ , con i militi di
Pinochet ( perchè avevano (sic!) divise simili ai tedeschi…roba da sparargli
in bocca ) , con quelli della DDR comunista (…per l’identico motivo…)  o
con i maosti cinesi della rivoluzione culturale… se dovessimo attenerci alle
semplici ‘somiglianze’ saremmo immediatamente da arruolare fra i più sfegatati
‘ultrà’ di ‘tsahal’ e della loro ‘disciplina’ militare….che pure, fra i
‘destri’ ha esercitato tanto tanto ‘fascino’….il ‘fascino del brutto’….
perchè…laddove è ebreo è brutto…laddove è ebreo è capovolgimento di
valori….laddove è ebreo è sovversione….hic et nunc! ndr -, e nemmeno di
questa sa apprezzare e classificare i veri caratteri con quella classica
oggettività giornalistica di cui tanto suole vantarsi la grande stampa
mondiale. (…) Dal canto nostro, cercheremo di scomporre il bolscevismo nei
suoi elementi fondamentali, mostrandolo del tutto smascherato al pubblico
germanico ed europeo. (….) Essi ignorano l’essenziale; mentre, infatti, il
comunismo internazionale cerca di sopprimere tutte le peculiarità di nazione e
di razza, che son date da natura, mentre esso scorge nella proprietà la causa
primissima della decadenza capitalistica dell’economia mondiale, e quella
espropria quindi sistematicamente con un’opera di confisca radicale, svolta con
raffinatezza e brutalità, mentre esso non vuole ammettere il valore della
personalità e si sforza di affogar questa in un vuoto e morto ideolo, la massa;
mentre esso sostituisce ed uccide tutti gl’impulsi idealistici e superiori
degli individui e dei popoli con un ottuso e squallido principio
materialistici; il nazionalsocialismo, invece, scorge nella proprietà, nella
personalità, nella nazione, nella razza e nell’idealismo quelle forze che
sorreggono ogni civiltà umana e la determinano fondamentalmente. Il bolscevismo
mira con piena consapevolezza a rivoluzionare tutti i popoli. Reca in sè una
tendenza aggressiva internazionale. Il nazionalsocialismo, invece, si limita
alla Germania e non è un articolo d’esportazione, nè come idea, nè come azione.
Il bolscevismo nega la religione in linea di principio, radicalmente,
aprioristicamente. Non ravvisa in essa altro che un “oppio per il popolo”. Il
nazionalsocialismo, invece, nella propria tolleranza verso le confessioni,
professa un idealismo deista e trascendentale, che sorge naturalmente
dall’anima della razza. Mentre il nazionalsocialismo inizia un tipo e una forma
nuova della civiltà europea, il bolscevismo è la dichiarazione di guerra della
barbarie internazionale, capeggiata da ebrei, contro la civiltà stessa.” (4)
Il ‘resto’, tutto il ‘resto’, non ‘conta’….non contano l’URSS di Stalin nè
la Cina di Mao, Pol Pot e Ho Chi Min e non hanno rilievo – se non in funzione
anti-imperialistica e di sopravvivenza nazionale dei singoli popoli –  le
guerre di liberazione condotte dai partiti comunisti di mezzo mondo. Perchè
questi avvenimenti, sia chiaro, sono seguenti al crollo dell’Europa e alla
disintegrazione-decomposizione delle società europee abilmente, cinicamente e
spietatamente condotte con assoluta abilità dall’Internazionale Ebraica.
Se poi qualcuno aveva qualche dubbio in merito…affari suoi! Non siamo mai
stati nè mai saremo comunisti in quanto, in ultimissima analisi, il comunismo è
un prodotto giudaico, elaborato, teorizzato, applicato e realizzato da crani
ebraici per la sovversione mondiale….
Inoltre occorre sottolineare che se parlare di giustizia sociale, controllo
dello Stato sull’economia, partecipazione dei lavoratori alle imprese o
socializzazione che dir si voglia, controllo dei prezzi e contrasto dei
monopoli questo voi lo chiamate “comunismo” beh…evidentemente qualcuno non ha
capito – o preferibilmente non vuole capire – cosa sia stato il Fascismo…
superamento della visione materialistico-classista marxista e unità
nazionale… Ma questa non è una novità (o se preferite è una novità solo per
chi ha fatto finta di capire o evidentemente non aveva letto ‘bene’)… O,
qualora vi sembrasse ‘utile’ una qualche disamina d’ambienti ideologicamente a
noi lontani anni-luce, ecco cosa scrivevano i compagni internazionalisti agli
inizi degli anni Ottanta quando sostenevano che un esercito “a direzione
proletaria (…) potrebbe nascere anche (…) grazie al lavoro organizzativo
dei comunisti fra i “combattenti delusi, fra i proletari radicalizzati”… –
ovvero si chiedevano in una polemica ‘interna’ – se “potrebbe, cioè, esistere
una direzione proletaria che foss’altro che comunista?” arrivando a sostenere,
per quanto relativo alla situazione palestinese dell’epoca in profonda
mutazione (5), che fosse necessario il sostegno al “carattere rivoluzionario di
quelle lotte anche quando non comportino “la presenza attiva e organizzata di
comunisti” e anche quando, perciò, questa circostanza negativa non lasci adito
ad altra possibilità che non sia quella del raggiungimento di obiettivi
socialmente legati al quadro borghese, ma egualmente rilevanti sotto il
rapporto politico in quanto fattori di indebolimento dei blocchi
imperialistici, al cui interno introducono elementi di frattura e di
attrito….”. Niente da ‘eccepire’….anzi!
Ma torniamo a ciò che abbiamo appena finito di sottolineare: la nostra
alterità al mondo degli immor(t)ali principii, all’egualitarismo,
all’internazionalismo, al mito progressista che si accompagna con quello
evoluzionista, alla selva di ramificazioni che da quel fatidico ’89 si
sarebbero dipanate ideologicamente favorendo, tra l’altro, anche l’utopia
marxista con il suo ‘contorno’ di materialismo più o meno scientifico….
Tutto già scritto, vergato, ritrascritto, ribadito mille e più volte e
inserito lucidamente e profeticamente su quello che rimane, a tutti gli
effetti, il programma di dominio mondiale dell’Internazionale Ebraica ovvero “I
Protocolli dei Savi Anziani di Sion”….Vi ‘piaccia’ o meno ….questo è quanto
abbiamo sempre affermato….se – per esigenze ‘tattiche’ – abbiamo
polemicamente e strumentalmente utilizzato ‘aggeggi marxisti’ – e se ciò
foss’anche avvenuto aveva appunto una esigenza ‘tattica’ in contrapposizione
con le ‘destre’ ed i ‘destri’ di ogni risma e colore…, allora è bene
sottolineare – una volta di più – che  il Nazionalsocialismo e il Fascismo
furono ‘altro’ rispetto tanto al giudeo-bolscevismo quanto al giudeo-
capitalismo…
E se al fascismo abbiamo ‘rimproverato’ ( …ci voleva ‘poco’ in fondo… )
una ‘magnanimità’ a dir poco “ottusa”  – e sicuramente un approccio
superficiale e assolutamente irresponsabile visti anche gli esiti terminali –
rispetto alla questione ebraica ed al suo affrontamento radicale, al
Nazionalsocialismo (ciò che per noi rimane l’indiscutibile rappresentazione
fascinosa e la massima realizzazione del Fascismo compiuto, organico, totale…
senza se e senza ma..perchè il Nazionalsocialismo non fu solo Idea e Dottrina,
Milizia e Azione fu, principalmente, fede e metafisica apparizione di un ordine
spartano, militare, socio-politico ed economico irradiatisi dall’ultimo sospiro
vitale della Tradizione ario-europea) possiamo solo rimandare chiunque intenda
‘comprendere’ i nessi di causa ed effetto relativi alla sodomizzazione kahalica
alla quale è stato sottomesso il Vecchio Continente all’indomani del più
grande, terrificante e distruttivo conflitto della storia mondiale (…la
Totalkampf crociuncinata condotta con lucida spregiudicatezza dal Fuhrer contro
le potenze bestiali e assassine dell’Occidente e dell’Oriente eterodirette
dall’Internazionale Ebraica…).
Non servono paraplegiche stampelle marxiste per affermare che il Fascismo fu
superiore – per realizzazioni, per storia, per civiltà e per assoluta visione
politica – al marxismo. No ‘cari’ ….non serve alcun “stalinismo metodologico”
per rendere il fascismo “la dottrina più formidabile della storia nelle
realizzazioni assolute”: c’era ed era “assoluto” e assolutamente formidabile il
Nazionalsocialismo – chiamatelo pure ‘super-fascismo’ se vi pare – che dalla
metodologia del rapinatore di banche di Tiblisi non ha niente nè da apprendere
nè da spartire.
Nè ci si venga a raccontare la storiella assurda di un’URSS “antagonista” alle
democrazie occidentali…tutt’al più concediamo ai sovietici di essersi
spartiti l’Europa e il mondo in quel di Yalta assieme ai supercapitalisti
dell’Occidente. L’URSS …la grande “assistita” …l’eterna ‘accattona’ della
politica mondiale (…sul punto di implodere – come riconobbe Lenin fin dal 23
sottolineando l’impossibilità di fuoriuscita del modello bolscevico al di fuori
dei confini russi – e sempre sostenuta dalle ‘palanche’ occidentali…). Una
nazione vastissima e pure ridotta quasi alla fame durante gli sforzi di
collettivizzazione selvaggia imposta dalla “N.E.P.” staliniana. Uno Stato dalle
potenzialità vastissime che, per resistere all’urto cingolato dell’offensiva
tedesca dell’estate 1941, ricorse all’aiuto capitalistico dell’America
rooseveltiana come sottolinea Piero Sella: “Prevedendo a quell’epoca lo scoppio
delle ostilità tra URSS e Giappone, gli Occidentali decisero di aprire una
nuova strada che permettesse di far affluire i rifornimenti alla Russia da Sud
attraverso il Golfo Persico e l’Iran. La neutralità di quel regno era l’unico
ostacolo da superare; a fine agosto ’41, Russi ed Inglesi invadono il paese e
si impossessano dell’importantissima transiraniana da poco ultimata che si
snodava da Abadan sul golfo, fino al Caspio, su un percorso di 1.400 km con 200
gallerie e quasi 2000 viadotti. Attraverso tale itinerario, a soli due mesi
dall’attacco tedesco, prendono ad affluire ai comunisti i generosi aiuti
americani: migliaia di locomotive, di carri armati, di cannoni. Nel settembre
’41 Harriman e Lord Beaverbrook sono a Mosca per prendere nota delle necessità
sovietiche; li accompagna un primo credito di un miliardo di dollari. Il
presidente Roosevelt, in una lettera del 7 marzo 1942, stabilisce che le
spedizioni alla Russia debbano avere la precedenza assoluta, non solo nei
confronti degli alleati, ma, persino, sulle forze armate USA. Nel corso del
conflitto, si mossero per la Russia dai porti americani 2.660 navi che
portarono a destinazione oltre venti milioni di tonnellate di armamenti e
rifornimenti. Di queste navi solo 77 furono affondate. Notevole fu anche la
quantità di rifornimenti che prese il via dai porti inglesi. Churchill
riferisce la spedizione di migliaia di aerei e di carri armati. Considerando
che la Gran Bretagna aveva una produzione bellica superiore a quella tedesca e
un dispendio di mezzi nettamente inferiore, la cosa non deve meravigliare.
Dagli Stati Uniti giunsero ai Sovietici 13.303 carri armati e autoblindo, 8.212
cannoni, 2.328 trattori per artiglieria, 11.000 carri ferroviari, 427.284
automezzi di vario tipo, in prevalenza autocarri. Kruscev, a proposito di
questi ultimi, disse: “Provate ad immaginare come avremmo potuto avanzare da
Stalingrado a Berlino senza questi mezzi. Le nostre perdite sarebbero state
enormi perchè non avremmo avuto possibilità di manovra.” (6).
Ora ciò potrebbe risultare oltremodo “fazioso” proveniendo, lo scritto in
questione, dall’analisi del “destro” (o neofascista o quel che vi ‘pare’…
chiamatelo come volete…ci siamo ‘capiti’) Piero Sella tra i fondatori e
animatori della rivista di approfondimenti storico-culturali de “L’Uomo Libero”
di Milano. Vediamo dunque cosa scriveva, qualche anno prima (…intorno al
Sessantotto o giù di lì…), un “sinistro” in merito alle collusioni
intercapitalistiche tra le democrazie plutocratiche occidentali e l’URSS
(capitalismo di Stato). Analizzando i rapporti intercapitalistici tra blocco
occidentale e blocco orientale nel secondo dopoguerra mondiale e l’assoluta
preponderante supremazia americana rispetto ai ‘rivali’ (…inesistenti….)
sovietici scriverà Arrigo Cervetto, teorico marxista della linea
internazionalista attorno alle cui tesi prenderà vita il sodalizio politico di
“Lotta Comunista”, quanto segue: “Durante la 2a guerra mondiale imperialistica
gli Stati Uniti , che erano il concorrente-predone più forte, stabilirono una
vastissima rete di basi militari in quasi tutti i continenti. Costruirono ben
450 basi con 925 aeroporti nei paesi alleati e nemici, spendendo per la sola
costruzione qualcosa come 2 miliardi e mezzo di dollari. Non solo nessuna
potenza imperialistica era mai giunta a stabilire una rete così vasta e fitta
di basi militari fisse e soprattutto mobili (flotte aero-navali), ma è certo
che senza il grande conflitto imperialistico neppure gli Stati Uniti vi
sarebbero riusciti. Le basi militari statunitensi che avvilupparono tutto il
mondo non furono altro che i depositi regionali di smercio di un fiume
incessante di produzione bellica che dal 1940 al 1945 straripò dall’immensa
macchina capitalistica degli USA: 86.000 carri armati, 297.000 aerei, 315.000
cannoni, 64.500 battelli da sbarco, 6.500 navi da guerra, 5.400 navi da
trasporto. La strategia militare statunitense, come le stesse cifre sulla
produzione bellica indicano, era basata da un lato contro l’imperialismo
tedesco che aveva cercato di occupare con la violenza il mercato europeo e
contro quello giapponesi che si era impossessato dell’Asia, ma d’altro lato era
tesa a stabilire il predominio sugli stessi alleati. Non a caso la strategia
militare USA era il riflesso della potenza “motoristica”: con 11 milioni di
uomini in campo gli Stati Uniti gettarono bn 300.000 aerei! Il capitalismo
europeo, indebolito e stremato, si riparò all’ombra di questa superpotenza. Da
questa scelta nacque la NATO. Gli staliniani la contestarono dopo la rottura
dell’alleanza USA-URSS e dopo aver per 7 anni acclamato come liberatrice la
mastodontica macchina bellica americana che con le sue potentissime basi si
andava insediando in tutto il mondo. Ancor più che in Europa gli Stati Uniti si
indesiarono massicciamente in Asia. Alla data odierna gli USA hanno dislocato
nel Pacifico 780mila uomini, 6.050 aere, 560 navi. Nel Vietnam hanno 440mila
uomini, 40mila in Corea, 40mila in Thailandia. La sola VII flotta conta 175
navi, 75mila uomini e 700 aerei. La base nucleare di Guam conta 50 bombardieri
e 6 sottomarini Polaris. (…) La base di Korat in Thailandia può diventare un
centro logistico di 100.000 soldati e 40.000 addetti ai servizi. E così via. Da
un punto di vista generale si può dire che il baricentro della potenza militare
statunitense si è andato consolidando, dalla 2.a guerra mondiale, in Asia, cioè
sul mercato ove gli USA hanno meno concorrenti e dove la pur forte ripresa del
capitalismo giapponese non è ancora in grado di rovesciare, o di modificare
sensibilmente, il predominio americano. (…) Solo un rovesciamento delle
alleanze dell’imperialismo giapponese ed un blocco asiatico o russo-giapponese
potrebbe, nei prossimi anni e fintantochè la Cina non giunga a collocarsi tra
le prime cinque potenze mondiali (traguardo molto lontano), capovolgere gli
attuali rapporti di forza asiatici. Ma l’attuale “coesistenza diseguale”, cioè
l’alleanza USA-URSS, copre il fianco europeo agli Stati Uniti. E la “coesisteza
diseguale” non esprime altro che il rapporto economico-militare di 2 a 1 a
favore degli USA nei confronti dell’imperialismo sovietico che non riesce più
neppure a controllare la zona dell’Europa Orientale ottenuta nella spartizione
del bottino nell’alleanza contro l’imperialismo tedesco.” (7).
Nient’altro da aggiungere salvo sottolineare ulteriormente un dato di fatto
storico – lapalissiano per chiunque salvo per l’ottusità e la cretineria
stalinista (e funzionalissimo agli allarmismi da ‘caccia alle streghe’
dell’anticomunismo di matrice maccartista) e di chi davvero credeva che i
“cosacchi di Stalin” sarebbero arrivati un giorno ad abbeverarsi alla fontana
di piazza San Pietro in Vaticano (metafora delle ‘paure’ indotte da decenni di
propaganda filo-occidentale ‘esaltante’ oltremodo la “potenza” sovietica) –
ovvero la totale dipendenza del capitalismo statale sovietico dal capitale
multinazionale occidentale particolarmente da quello di matrice ebraico-
americana.
E questo è quanto, da sempre, andiamo sostenendo ossia l’esistenza fin dalle
origini, fin dall’inizio della storia dell’URSS, di una simbiosi organica,
assoluta e totalizzante tra liberalcapitalismo occidentale e bolscevismo
marxista entrambi creazioni giudaiche ed entrambi eterodirette da elementi
ebraici.
Come sottolineerà lucidamente Giovanni Preziosi: “Quando la rivoluzione russa
scoppiò, quasi sotto gli auspici degli alleati, in un primo periodo fu
infiammata di patriottismo; ma in seguito, per l’opera dei tedeschi e per la
debolezza dell’ebreo retore Kerensky, prevalse la demagogia bolscevica di
Lenin: lo zar rosso circondato da Trotszy, Zinoview, Kamenew, Radek, Litvinow
ed altri tiranni, tutti ebrei. Perciò non è esagerato dire, come hanno fatto
alcuni patrioti russi, che “oggi la Russia agonizza sotto la dittatura e il
terrore degli ebrei”. Ora l’ideologia bolscevica è di sua natura
internazionale. Perchè trionfi essa non può contentarsi di avere sottomessa la
Russia, ma deve organizzare e assoggettare il resto del mondo. A questo fine il
tesoro dello Stato russo, caduto nelle mani dei tiranni ebrei russi e
accresciuto da innumerevoli furti è messo al servizio d’una intensa propaganda
all’estero, e i fondi sono ripartiti in tutti i paesi da abili agenti. E qui va
ricordato che non solo lo stato maggiore del bolscevismo moscovita è composto
di ebrei, ma i suoi propagandisti all’estero sono anch’essi ebrei, salvo rare
eccezzioni, tutti ebrei, i quali hanno reclutato tra “le nazioni” numerosi
discepoli. Qualcuno forse potrà meravigliarsi come l’alta finanza e la
rivoluzione, nemiche mortali, possano andare d’accordo; eppure spesso si è
verificato che l’egualitarismo sociale, sotto qualsiasi forma – radicalismo
democratico, socialismo o comunismo – è stato il regime più favorevole agli
uomini d’affari e a coloro che maneggiano denaro, perchè spezza i quadri
politici sociali e familiari che fanno ostacolo alla preminenza e
all’assolutismo dell’oro.” (8)
Qualcuno potrà obiettare che una simile riproposizione di anti-comunismo nel
XXImo secolo non ha alcun senso…. Ne ha! Ne ha eccome! Serve a prendere le
‘distanze’ ulteriormente da ambienti e soggetti con i quali non intendiamo
avere più niente a che spartire…nè lo abbiamo probabilmente avuto ieri, nè
l’avremo mai domani! Al presente questo per ‘chiarire’….se qualcuno ha
disertato un ‘fronte’ ideale per passare dall’altro lato della barricata sono
affari suoi…verrà trattato, nè più nè meno, come un nemico…anzi…come un
traditore passato alle ‘fila’ nemiche! E questo anche in considerazione di
quanto, a suo tempo, aveva sottolineato lucidamente Maurizio Lattanzio il quale
scriverà: “Con Stalin “…si risentono – scrive E.H. Carr (9), pur usando un
termine improprio: antisemitismo – gli accenti del vecchio anti-semitismo
russo, duramente riprovato da Lenin e dai primi bolscevichi. (…) Nell’arte e
nella letteratura, il vivace sperimentalismo dei primi anni della rivoluzione
fu abbandonato a favore di un ritorno ai modelli russi tradizionali. (…) Le
scuole marxiste di storia e di diritto furono guardate con sospetto; cercare
una continuità con il passato russo non fu più motivo di rimprovero. Il
socialismo in un solo paese rimandava all’antico esclusivismo nazionale russo,
respinto da Marx come da Lenin. Non era più del tutto incongruo situare il
regime di Stalin nel contesto della storia russa”. C’è allora contraddizione
fra i tratti neozaristi del potere stalinista da una parte, e una Russia
governata da una classe dirigente ebraica legata a filo doppio con l’Alta
Finanza occidentale dall’altra? Noi riteniamo di no. Infatti l’apparente
antinomia tra queste tendenze può e deve essere risolta in un quadro
interpretativo unitario, ispirato da una logico unificante che integri i vari
elementi considerati. Il marxismo così come è stato “pensato” da Marx, cioè il
complesso delle dottrine economiche, politiche e filosofiche risultanti dalla
elaborazione teorica e dalla organizzazione ideologica del pensiero di Carlo
Marx (alias Kissel Mordechai), NON PUO’ ESISTERE NE’ SPERARE DI REALIZZARSI.
Maturato nell’ambito di una sfera meramente razionale che si articola in
coordinate di pensiero assolutamente astratte, cioè prescindenti dalle realtà
spirituali ed etiche, caratteriali e psicologiche, culturali e storiche
relative agli uomini e ai popoli, il marxismo si pone quale omogenea
derivazione dalla cultura illuministica, dai suoi contenuti egualitari e dai
suoi schematismi livellatori.” (10).
Un’utopia, un vaneggiamento intellettualistico di ottocentesca memoria, un
sogno forse per qualcuno (un incubo per altri) questo è stato e sarà
irrimediabilmente e sempre il marxismo…l’ideologia materialista che sfrutta i
più bassi istinti (l’invidia sociale e di classe, le recriminazioni accidiose
dei diseredati di ogni razza e dei paria di ogni religione, l’ignoranza della
plebe di ogni continente) per favorire una nuova forma di capitalismo statale
che – come avverrà con l’URSS e come sta avvenendo, e non da oggi, con la Cina
– inevitabilmente porteranno a nuove forme di imperialismo ed oppressione.
E il marxismo così come il mondo degli Immortali Principii dell’89 e della
Rivoluzione Francese – dal quale peraltro il bolscevismo idealmente nasce e si
genera al pari della democrazia e del liberalismo –  devono essere considerati
per ciò che sono sempre stati: nemici da abbattere e disintegrare!
Ciò non ci ‘arruolerà’ – non si ‘capisce’ oltremodo il ‘perchè dovrebbe’ …
solo qualche mente malata o in perfetta malafede potrebbe ‘pensarlo’…ammesso
che pensino…- di ‘diritto’ sotto alcuna “bandiera” occidentale….anche
perchè sia detto come vuol detto… qualche ‘annetto’ prima della “caccia alle
streghe” e del senatore Joseph McCarthy, anni luce prima dell’avvento della
politica reaganiana yankee e delle astruse teorie neoconservatrici
dell’oligarchia plutocratica di Washington a ‘fronteggiare’ il bolscevismo
c’erano le Rivoluzioni Nazionali: il Fascismo italiano e , soprattutto, il
Nazionalsocialismo tedesco.
Non discutiamo, non dibattiamo, non tolleriamo nè critiche nè accettiamo
polemiche sul Nazionalsocialismo! A chi ‘piace’ bene…a chi non ‘piace’
….’meglio’….spostatevi altrove e fatevi pure i conti in ‘tasca’….quì
abbiamo la coscienza pulita! Noi affermiamo il superamento della dicotomia
destra/sinistra, capitalismo/comunismo, consumismo/collettivismo….affermiamo
la sintesi nazionale e sociale della Rivoluzione popolare come realizzatasi in
Italia e in Germania durante i due conflitti mondiali ossia l’insuperata ed
insuperabile teofania razziale dell’avvento di un Reich millenario.
Affermiamo il “fascismo immenso e rosso” di Berto Ricci e della ‘Sinistra’
Fascista…(sinistra si ma fascista!)…affermiamo l’idea anti-capitalistica
del Fascismo anarchico e socialista di Piazza San Sepolcro e di quello della
RSI….un fascismo come superamento reale del “socialismo scientifico”
marxista….e – piaccia o dispiaccia poco, pochissimo, importa – l’eresia
suprema di Nicola Bombacci lui, fondatore del Partito Comunista d’Italia morto
– appeso ai piedi come un cane dalla plebaglia ‘resistenzial-antifascista’ ( i
servi di Stalin …i Togliatti, i Tasca, i Nenni e i Pajetta…) di tutti i
colori – nella primavera del 1945 sulle rive del lago di Garda per un’idea (il
Socialismo) per la quale aveva speso una vita. Quando si ha dinnanzi la
grandezza, la passione, l’ardore rivoluzionario di un esempio quale fu la vita
e l’azione di un Nicola Bombacci, quali furono le sofferte intuizioni
intellettual-militanti di un Berto Ricci o le applicazioni socializzatrici
sperimentate nella Repubblica Sociale c’è poco da soffrire di “inferiorità
culturale” rispetto alla Si(o)nistra marxista (…ma dove? ma quando? ma
chi?…) Ma di quale inferiorità culturale andiamo cianciando se neanche si
conoscono le storie che contrassegnarono migliaia, decine di migliaia  forse
milioni di italiani che alla sintesi fascista guardarono con ammirazione,
rispetto ed esempio (e verso il quale rivolsero i loro sguardi tanti altri
milioni di individui in Europa e nel mondo)….
Vite ‘vissute’…non ‘ciancie’ conformiste e pippeggiamenti socio-
intellettualoidi! Politica vera: Politica con la P maiuscola…la P di
passione…. Quella passione che avvolse, e insieme travolse, animi inquieti di
uomini sulle barricate della storia nel periodo compreso tra l’inizio del
Novecento e la fine del secondo conflitto mondiale: un conflitto totale che
vedrà l’URSS ed i comunisti di tutte le nazioni servilmente alleati del
capitalismo occidentale….
Perchè quell’epoca storica fu l’epoca delle rivoluzioni: quella bolscevica
russa del ’17 (che tradì le speranze dei lavoratori di mezzo mondo e assoggettò
nel clima di un regime sanguinario e repressivo le nazionalità e le minoranze,
massacrando milioni di russi accusati di “deviazionismo”, “revisionismo”,
“posizioni contro-rivoluzionarie” e “eterodosse” il tutto perchè, la svolta
stalinista, impose nient’altro che un semplice, ruffiano e imperialistico
capitalismo di Stato…quell’URSS!), quella fascista italiana del ’22 (che
elaborò per prima un tentativo di sintesi tra i valori della Nazione e quelli
del Socialismo) e quella nazionalsocialista del ’33 (che realizzerà l’archetipo
organico di uno Stato socialista prussiano impareggiabile esemplare di comunità
totale conforme agli ideali Volkisch dell’anima, della storia e della
civilizzazione germanica).
Un’epoca profondamente diversa dall’attuale…mondi lontanissimi…anni luce e
distanze siderali ….E per chi riesce, poveri idioti, a “entusiasmarsi” per le
‘beghe’ intra-sistemiche degli attuali “amministratori” della politica italiota
ed occidentale; per chi pensa che Berlusconi sia una specie di novello
Mussolini o uno “statista di rilievo”, per tutti quelli che riconoscono
un’identità “ribellistica” al partito della piccola-borghesia del nord Italia
(e qualcuno pure doti da ‘leader’ di quel paraplegico di Umberto Bossi che già
sbavava quindici anni fa…) o per coloro che poi – oltre il limite del
ridicolo – riescono pure a identificare nei Bersani, Di Pietro, Bertinotti&
compagnucci rosso-stinti “radici di sinistra” o anche solo un briciolo di
lontana ‘parentela’ con quella che fu la Sinistra comunista rispondiamo facendo
nostre le parole con le quali l’ex deputato missino Giuseppe Niccolai ricordò
la figura di Bombacci in una conferenza tenuta il 14 maggio 1988 a Palazzo
Gaddi in Forlì:

“Si vive il tempo delle demonizzazioni. Si criminalizza la storia per farne
strumento di lotta politica. È toccato a Mussolini, è toccato a Bombacci. Tocca
ora a Togliatti. La demonizzazione investe perfino la Chiesa di Cristo. Chi è
nel giusto?
Comunque questo: gli uomini di allora possono essere stati scossi, nel
tentativo del riscatto umano definitivo, da passioni, sogni disperati, ma hanno
scritto -perdenti o vincenti che siano risultati- storia, sanguinosa quanto
volete carica di dolore, ma storia che ha tentato di cambiare il mondo, e con
quella storia gli uomini di oggi devono, volenti o no, fare i conti.
Non saranno, certo, ricordati per il fascino della tangente. La tangente, per
i politici di oggi è l’occasione più gratificante di una grigia vita politica.
Non si riesce a costruire storia. La tangente, il furto, è il surrogato di una
Storia che non si riesce più a scrivere.
I rossi fiumi della Storia. Di oggi si può dire, perdonate la crudezza delle
parole con Louis Ferdinand Cèline, “L’Ecole des Cadavres”:
«Noi spariremo, corpi e anime, da questo territorio al pari dei Galli, questi
folli eroi, i nostri grandi antenati in futilità, i peggiori zimbelli del
cristianesimo. Non ci hanno lasciato neppure una ventina di parole del loro
linguaggio. Di noi se si conserverà la parola “merda”, sarà già una grande
cosa»
Pier Paolo Pasolini: «Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà la più
brutta epoca della storia dell’uomo: l’epoca della alienazione industriale»
(“Vie Nuove”, 69)
Per capire Bombacci e i suoi tempi, è necessario partire da questi tempi,
quanto essi siano lontani da quelli.
Siamo su un altro pianeta. Le mollezze del consumismo del darvinismo tipo
“Dallas”, “Dinasty” che spesso ci portano nel benessere, (non nella felicità,
che è un’altra cosa!), alla noia e i nostri figli alla droga, rendono difficile
capire quegli uomini che vissero il secolo del ferro e del fuoco, ma la loro
vita non fu certo squallida” (11)
E a tutti coloro i quali si contorceranno pur di raccontare, inventare,
blaterare e ‘scarabocchiare’ di “svolte a destra”, di “idee di destra” e
fors’anche di “ritorno al neofascismo” per quanto ci riguarda si diano pace….
noi al massimo siam propensi esclusivamente a quello che – non senza ragione –
uno storico del calibro di Paolo Buchignani ha definito “un fascismo
impossibile”… Non abbiamo bisogno di cercar lontano quando si tratta di
esempi: ce ne sono stati, in abbondanza (…”abbondatis abbondantum” ‘diceva’
il Grande Totò a Peppino De Filippo nella famosa “lettera” al ‘minatore’….),
nell’esperienza sociale e politica del Fascismo italiano ma, se proprio si
‘deve’, tanto vale ricordare ai ‘sinistrati’ di ogni risma e ‘cultura’ le
parole con le quali Amadeo Bordiga sosteneva che “i marxisti, non potendo oggi
essere protagonisti della storia, nulla di meglio possono augurare che la
catastrofe politica, sociale e bellica della signoria americana sul mondo
capitalistico” perchè – come ricordava un certo Lenin (che non ci ‘pare’
proprio fosse “fascista”) “Guerra nazionali contro le potenze imperialistiche
sono non soltanto possibili e probabili, ma anche inevitabili. Esse sono
progressive e rivoluzionarie anche se il loro successo dipende da un concorso
particolarmente favorevole di condizioni internazionali” (12) con buona pace di
quanti, a 360 gradi nella palude del riformismo e del rifugio nel privato,
hanno rinnegato o dimenticato (o forse neanche mai minimamente letto nè
compreso) l’essenza rivoluzionaria del socialismo …. Socialismo che sarà
nazionale o non potrà essere! Socialismo che dovrà assumere la direzione
politico-amministrativa delle nazioni proletarie contro le nazioni
imperialistiche: un socialismo nazionale europeo!
E l’Europa che si vuole…l’Europa che si ‘desidererebbe’…l’Europa sognata
non esiste più ….dalla primavera 1945. Sepolta nel rogo di fuoco della
Cancelleria del Reich di Berlino, l’Europa combattente per l’Ordine Nuovo,
nella Battaglia di Berlino…(…rileggetevelo lo ‘scritto’ di Maurizio
Lattanzio…”Berlino1945 – Nel nome della Razza”…) contro le orde slavo-
mongole dell’Armata Rossa; l’Europa morta sul lago di Garda nel bagno di sangue
delle “radiose giornate” della “liberazione”….Perchè gli assassini dalla
stella rossa italiani erano fratelli gemelli di quelli che avanzavano stuprando
e distruggendo a destra e a manca in nome di Stalin e della “rivoluzione” (il
golpe ebraico) bolscevica! Quell’Europa non esiste più! Nè esistono le passioni
della politica…disintegrate dall'”american way of life”, dalle convenscion
berlusconiane all’ameregana…dal teatrino dell’assurdo della politica
contemporanea…dai modelli elettorali bipolari….dalla oscena parodia del
Nazionalsocialismo offerta per un decennio dall’idiozia cosmica dei padan-
celtico-ario-gallico legaioli…(…quelli che odiavano Roma….e che a Roma
oggi siedono al Governo ….stipendiati dallo Stato Italiano che blateravano di
abbattere….)…dal ripudio della storia dei Fini e degli Occhetto….
dall’asservimento totale di un intero continente alle logiche imperialistiche e
al dominio militare statunitensi che hanno annullato ogni forma di sovranità
nazionale e continentale!
L’Europa si salva esclusivamente imponendo un nuovo ordine razziale,
spirituale e politico-sociale modellato sui valori e sugli ideali dell’Imperium
il quale dovrà strutturarsi continentalmente in un blocco politico, economico e
militare capace di confrontarsi con gli attuali affamatori planetari: la
finanza internazionale cosmopolita, l’internazionalismo ebraico-massonico e la
paccottaglia progressistico-illuminista che trovano negli Stati Uniti d’America
e nella Gran Bretagna i loro oramai ‘noti’ bracci armati.
Ma di quale Europa stiamo parlando? Dov’è la nostra Europa? A chi ci
rivolgiamo quando parliamo di Europa? “È giunto il momento di terminare di
baloccarci col fantoccio “Europa” o di fare i gargarismi colla sua espressione
vocale. – prosegue Freda –  Con l’Europa illuministica noi non abbiamo nulla a
che fare. Con l’Europa democratica e giacobina noi non abbiamo nulla a che
vedere. Con l’Europa mercantilistica, con l’Europa del colonialismo
plutocratico: nulla da spartire. Con l’Europa giudea o giudaizzata noi abbiamo
solo vendette da fare. Eppure, allorché si parla in termini di “civiltà
europea”, si considera tutto questo: non ditemi che si parla anche di questo:
si parla, purtroppo, solo di questo! O, forse, noi “volevamo” mirare ad altro?
Comunque, se si voleva mirare ad altro, noi di quest'”altro”, fi nora, non
abbiamo mai realmente, compiutamente parlato. E io sono sicuro che se avessimo
veramente considerato e posseduto quest'”altro”, noi non avremmo a questo
contenuto fornito un contenente, o, meglio, un’etichetta, o, meglio ancora, una
“immagine di marca” rappresentata dalla parola “Europa”. Sono affiorate tali e
tante componenti spurie, da respingere, da sotterrare; sono intervenuti tanti –
oso dire: troppi – fattori, che hanno adulterato e corrotto questo liquido
europeo sino a renderlo liquame, perché esso possa ancora subire positivamente
un processo di decantazione. L’Europa e una vecchia baldracca che ha
puttaneggiato in tutti i bordelli e che ha contratto tutte le infezioni
ideologiche – da quelle delle rivolte medievali dei Comuni a quelle delle
monarchie nazionali antimperiali; dall’illuminismo al giacobinismo, alla
massoneria, al giudaismo, al sionismo, al liberalismo, al marxismo. Una
baldracca, il cui ventre ha concepito e generato la rivoluzione borghese e la
rivolta proletaria; la cui anima e stata posseduta dalla violenza dei mercanti
e dalla ribellione degli schiavi. E noi, a questo punto, vorremmo redimerla,
sussurrandole parole magiche: dicendole, per esempio, che essa deve concedersi
esclusivamente agli “europei”… da Brest a Bucarest??!! ” (13)
Dunque “che fare?”Già …il leninistico antico “che fare?” che si deve,
necessariamente, porre oggi come non mai a fondamentale quesito per i tempi
prossimi futuri…..Che fare dell’Europa che non esiste più e della sua
genuflessione ai poteri forti. Che fare della nostra identità e della battaglia
di civiltà che intendiamo continuare a portare avanti in nome di valori che
siano insindacabilmente razziali? Restare in piedi in un mondo di rovine
lavorando per l’obiettivo che, indiscutibilmente, dovrà portare alla
disintegrazione del sistema borghese – non importa quali siano i ‘vettori’
determinanti il crollo dell’ordinamento oligarchico capitalistico-consumista…
fossero anche gli zulù del botswana sarebbe già un passo avanti dinanzi alla
stagnazione presente….- al suo sfaldamento definitivo, alla soppressione
sistematica di tutte le sue istituzioni!
Parlamentarismo, partitocrazia, conflittualità intra-sistemica dovranno
sparire in quanto sarà necessario rifondare da zero un ordinamento ‘altro’….
Quando il “signor onorevole” Antonio Di Pietro, questurino togato in servizio
permanente effettivo a difesa della democrazia legalitaristico-sbirresca nonchè
guitto populista e capopopolo dei viola (…movimento così “spontaneo” quasi
quanto le B.R…..le rivoluzioni ‘colorate’ di ogni risma e latitudine hanno
finanziatori neanche troppo occulti…), sbraita e sparla di “dittatura” non ha
tutti i torti…Esiste, è vero, una dittatura….non quella che intende
l’illustre “letterato molisano” che mescola avverbi e congiunzioni alla cazzo
di cane ..non quella berlusconiana (..Berlusconi non è il “male” nè Satana
incarnato…oddio non è neanche propriamente un ‘bene’….diciamo che è quello
che è ….un manipolatore di opinioni e un fraudolento affarista della
politica…’degno’ premier di ‘degno’ paese…)….ma quella ben più sottile e
semi-occulta che viene esercitata contro il popolo nella sua integrità dalle
forze della Finanza cosmopolita, dalle lobbies industrial-capitalistiche, dalle
multinazionali, dai consigli di amministrazione delle grandi industrie laddove
si riunisce il gotha del Potere ‘delegato’ ad aderire e conformare lo Stato ai
voleri dell’Internazionale giudaico-massonica autentico motore immobile dei
programmi di rieducazione socio-culturali e di riforma politica di ogni
nazione.
Dietro ai partiti, dentro ai parlamenti, all’interno dei consigli di
amministrazione di banche e multinazionali il Potere Segreto esercita la sua
‘discreta’ attività di controllo, direzione, censura laddove necessario e
programmazione! Per disattivare, sabotare e disintegrare il mondo politico così
come strutturato all’interno degli ordinamenti democratici occorre riconoscere
quali siano i principali gangli vitali del Sistema e, da questa analisi
ricognitiva, concepire un’idea politica che sia radicalmente opposta e
fanaticamente avversaria di tutta la sovrastruttura borghese: quest’idea
politica è razziale, nazionale e socialista, altrimenti non è!
“L’idea politica oggi diffusa si fonda sulla concezione che si debba
attribuire allo Stato una capacità di creare e di civilizzare, ma che lo Stato
non abbia niente in comune con premesse di razza. Lo Stato sarebbe invece il
risultato di bisogni economici, o meglio, il frutto spontaneo di forze e di
tendenze politiche. Questa idea di base porta, nella sua manifestazione logica,
non solo a negare le prime forze etniche ma a sottovalutare il singolo
individuo. Perchè se si nega la diversità delle razze in relazione alle loro
capacità di diventare civili, si deve per forza ricadere in questo grosso
sbaglio nel giudizio dell’individuo. L’ammissione dell’eguaglianza delle razze
diviene il fondamento di un eguale giudizio dei popoli e, per di più, del
singolo. E il marxismo internazionale non è altro che il trasferimento, fatto
dall’ebreo Carlo Marx, di una idea che in realtà c’era già da molto tempo, ad
una data professione di fede. Se non ci fosse stato questo avvelenamento
ampiamente divulgato, non sarebbe stato possibile lo sbalorditivo successo di
questa dottrina. Carlo Marx, in verità, fu solo uno fra i moltissimi, che nella
situazione disperata di un mondo in distruzione, individuò coll’occhio
lungimirante del profeta i principali veleni e li trasse fuori, per
distruggerli, come negromante, in una miscela destinata a distruggere subito la
vita indipendente di libere nazioni sulla terra. (…) Così la dottrina
marxista è l’essenza, la caratteristica tipica della mentalità corrente. Già
per questa ragione è irrealizzabile, anzi comico, ogni combattimento del nostro
mondo borghese contro di esse; poichè questo mondo borghese è imbevuto di
questi veleni ed ha un concetto del mondo che differisce da quello marxista
solo per le sfumature e per gli individui. La società borghese è marxista, ma
ritiene possibile un dominio di alcuni gruppi umani (la borghesia) mentre il
marxismo tende regolarmente a mettere il mondo nelle mani degli ebrei.” (14)
Questa indiscutibilmente rimane la direzione di marcia, invariabile,
immutabile ed eterna! Alle soglie dell'”apocalisse” del mondo (…ci sono
ovviamente anche le ‘sette’ millenaristiche e i polpettoni cinematomessianici
in ‘merito’…2012? oh…yeessssss ….”all right”…e c’è chi ci
‘crede’…)….di un mondo senza storia e senza tempo, senza identità e senza
ideali, privo di valori, etici e morali, privo di coordinate….Noi intendiamo
ripartire dai ‘fondamentali’ per quella ridefinizione netta, categorica e
assoluta di una identità attualmente andata ‘persa’ nei meandri
dell’alienazione omologante di massa di una società che ha liquidato valori e
sciabordato esistenze nel delicatissimo passaggio post-ideologico che ha
contrassegnato gli anni post-guerra fredda…in vent’anni di ‘sapiente’
logoramento il Sistema ha disattivato qualsivoglia dinamica  di uno spazio di
riferimento culturale e di un ‘luogo’ di accoglienza politico che si
preannuncia quale oggettiva necessità e strumento esiziale per una comunità
umana e militante che non intende soccombere all’usura del tempo! E se la
comunità “umana” e “militante”, “politica” e “rivoluzionaria” non esiste più e
si è spenta – più o meno ‘annacquandosi nella società liquida e in liquidazione
del nichilismo imperante – saremo ‘costretti’ a restarcene in beata solitudo a
goderci lo spettacolo…in piedi sulle rovine ….le ‘loro’ rovine!
Ricordava Julius Evola: “Conta solo il silenzioso tener fermo di pochi, la cui
presenza impassibile da convitati di pietra serva a creare nuovi rapporti,
nuove distanze, nuovi valori; a costruire un polo il quale, se di certo non
impedirà a questo mondo di deviati di essere quello che è , varrà però a
trasmettere a qualcuno la sensazione della verità-sensazione, che potrà
fors’anche essere principio invisibile di qualche crisi liberatrice”.
La ‘baraonda’ caotica e informe post-modernista la lasciamo agli
‘altri’….’giocateci’ voi alle ‘guerre razziali’, al risiko geopolitico-
demenziale futuribile prossimo venturo da intellettuali ‘impegnati’, al
faziosismo anacronistico dell’anti-fascismo o dell’anti-comunismo militanti dei
cessi sociali  o alle cloroformiche ‘mutazioni’ della politica-spettacolo…
votateli voi i ‘facciotti’ sorridenti dei partiti-aziende contemporanei…..
seguitele voi le contorsioni elettoralistiche bipolari….godeteveli voi i
‘successi’ del tizio, caio o sempronio di turno (…in Spagna li ‘chiamano’
Fulano, Zutano y Mengano….tutto il mondo, come si ‘vede, è ‘paese’…)….
Per noi la Politica…come la vita del resto…è passione….Altrimenti non
è!
Anche se tutti…Noi no!

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

25 MAGGIO 2010

Note –

1 – Louis Pauwels/ Jacques Bergier – “Il mattino dei maghi” – Ediz.
“Mondadori” 1997 (rist);

2 – Franco Freda – “La disintegrazione del sistema” – ediz. di “Ar” – Padova
1969;

3 – Ernst Junger – “Trattato del Ribelle” – ediz. “Adelphi” – Milano 1990;

4 – Josef P. Goebbels – “Il comunismo senza maschera” – ediz. “Sentinella
d’Italia” – Monfalcone (Go)  1982;

5 –  AaVv – “Sionismo e Medio Oriente – Israele, il sionismo, gli ebrei –
Considerazioni sulla questione palestinese” – A cura del Gruppo Comunista
Internazionalista Autonomo – suppl. al nr 12 dei “Quaderni de
L’Internazionalista” – Milano 1984;

6 – Piero Sella – “L’Occidente contro l’Europa” – ediz. de “L’Uomo Libero” –
Milano 1984;

7 – Arrigo Cervetto – “Lotta internazionale contro i blocchi militari” da
“Lotta Comunista” n. 19/20 del Settembre-Ottobre 1967 (crf A. Cervetto –
“L’Imperialismo Unitario” – Ediz. di Lotta Comunista – Milano 1988 (2.a ediz.)
pp 969/970). Con riferimento al capitalismo di Stato sovietico si veda anche,
nello stesso volume, l’articolo “La vera spartizione del mondo tra USA e URSS”
apparso su “Lotta Comunista n. 29/30 del Settembre-Ottobre 1968;

8 – Giovanni Preziosi – articolo “I principali strumenti dell’Internazionale
Ebraica: la massoneria e la demagogia” apparso su “La Vita Italiana” del 15
maggio 1921 (crf  Giovanni Preziosi – “Come il giudaismo ha preparato la
guerra” – ediz. “Tumminelli” – Roma 1939;

9 – E.H. Carr – “Storia della rivoluzione russa” – Edizioni “Einaudi” –
Torino;

10 – Maurizio Lattanzio – saggio “Stalinismo ed Ebraismo”, Ediz. “Barbarossa”
– Saluzzo (Cn) 1986;

11 – Giuseppe Niccolai – “Nicola Bombacci – Passione e Rivoluzione” – si veda
all’indirizzo informatico: http://www.beppeniccolai.org/Bombacci.htm

12 – citazione dal frontespizio del volume “Sionismo e Medio Oriente –
Israele, il sionismo, gli ebrei – Considerazioni sulla questione palestinese” –
A cura del Gruppo Comunista Internazionalista Autonomo – suppl. al nr 12 dei
“Quaderni de L’Internazionalista” – Milano 1984;

13 – Franco Freda – “La disintegrazione del sistema” – ediz. di “Ar” – Padova
1969;

14 – Adolf Hitler – “Mein Kampf” – ediz. “Sentinella d’Italia” – Monfalcone
(Go) ;

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