De-Ideologizzazione del Pianeta

di Dagoberto Husayn Bellucci

“La vedi nel cielo quell’ alta pressione, la senti una strana stagione?
Ma a notte la nebbia ti dice d’ un fiato che il dio dell’ inverno è
arrivato.
Lo senti un aereo che porta lontano? Lo senti quel suono di un piano,
di un Mozart stonato che prova e riprova, ma il senso del vero non trova?

Lo senti il perchè di cortili bagnati, di auto a morire nei prati,
la pallida linea di vecchie ferite, di lettere ormai non spedite?
Lo vedi il rumore di favole spente? Lo sai che non siamo più niente?
Non siamo un aereo né un piano stonato, stagione, cortile od un prato…

Conosci l’ odore di strade deserte che portano a vecchie scoperte,
e a nafta, telai, ciminiere corrose, a periferie misteriose,
e a rotaie implacabili per nessun dove, a letti, a brandine, ad alcove?
Lo sai che colore han le nuvole basse e i sedili di un’ ex terza classe?

L’ angoscia che dà una pianura infinita? Hai voglia di me e della vita,
di un giorno qualunque, di una sponda brulla? Lo sai che non siamo più
nulla?
Non siamo una strada né malinconia, un treno o una periferia,
non siamo scoperta né sponda sfiorita, non siamo né un giorno né vita…

Non siamo la polvere di un angolo tetro, né un sasso tirato in un vetro,
lo schiocco del sole in un campo di grano, non siamo, non siamo, non
siamo…
Si fa a strisce il cielo e quell’ alta pressione è un film di seconda
visione,
è l’ urlo di sempre che dice pian piano:
“Non siamo, non siamo, non siamo…”

( Francesco Guccini – “Quello che non” – album “Quello che non” 1990 )

Il prodotto ultimo dell’omologazione culturale post-modernista, pensiero unico
neo-liberista o infatuazione edonistica a seconda della terminologia dominante,
è stato quello di aver prodotto la de-ideologizzazione di massa o , per esser
più chiari, la massificazione dei cervelli attraverso la cloroformizzazione
delle coscienze svuotate, in ultima analisi, della facoltà di re-agire dinanzi
allo sviluppo tortuoso e caotico degli anni contemporanei dominati dal
disordine dell’informazione, dalle nuove tecnologie e dall’informatizzazione-
robotizzazione dei rapporti interpersonali.

Modificando mode e costumi, linguaggi e comportamenti, il Sistema ha stabilito
un nesso di cause ed effetto che viene comunemente definito come “tendenza” e
che sostanzialmente ha ridotto – ed è propriamente di riduzionismo che si deve
tener presente ogni qualvolta si provi ad analizzare la società contemporanea –
la sfera d’intervento critico del singolo in relazione e rispetto a quelli che
sono i problemi del presente: alle verità ed alle certezze ideologiche di un
tempo e di un’epoca che appaiono sempre più come lontani ricordi – futili
accessori di un passato che qualcuno ancora ostinatamente non vorrebbe
tramontato ma che, nella sostanza, è semplicemente un confuso e piuttosto
imbarazzante vuoto nella cosiddetta memoria collettiva di una nazione per la
quale si sono inventate etichette nuove (la società dei consumi di massa
necessita di ‘etichette’ per vendere meglio i suoi prodotti …idee comprese…
meglio se 3×2 …come al supermercato…prezzi ‘stracci’ per antiquariato
politico in disuso) – si sono sostituite le “opinioni” buone si e no per una
mezza giornata, momento di ‘riflessione’ da bar-sport, intermezzo
‘intellettuale’ da salottini della politica che tanto piacciono ai radical-chic
(possibilmente di sinistra altrimenti che razza di radical-chic e “liberal”
sarebbero?) e che imperversano oramai onnipervadenti nel modus operandi del
‘politichese’ ….i cosiddetti “talk-show” , gli appuntamenti televisivo-
informativi che si occupano di ‘politica’ (sarebbe più legittimo scrivere
“anche di politica” visto cosa ‘passa’ via etere), hanno riproposto questa
concezione della (dis)informazione all'”americana” per la quale ‘sbavano’ tutti
eccitati i giornalisti-ospiti, le mezze calzette del transatlantico di
montecitorio in cerca di facile notorietà o la soubrettina di turno (…come si
è detto tutto fa ‘brodo’ nella società dell’immagine e dell’apparire…) allo
stesso identico modo in cui seguono, altrettanto ‘eccitati’ (…c’è da
immaginare le eruzioni ormonali davanti ai milioni di televisori dell’italietta
contemporanea…), l’impiegatuccio stanco prostrato sul divano o la massaia-
dash tutta bella concentrata sul ‘dibattito’ fra l’esponente “x” e l’esponente
“z” del tal partito o del tal’altro movimento…

Occorre riconoscere che sia diventato indispensabile avere una certa
conoscenza dei meccanismi regolatori di quelli che sono i rapporti fra
politica, società e mass media dai quali derivano le ‘scelte’ dell’elettorato,
le “opinioni pubbliche”, gli ‘umori’ della “gente” (…se non esistesse la
“gente” a chi si rivolgerebbero i politici italioti?….ah questa “gente”
sempre lì pronta a ‘scegliere’ e ‘votare’ ….”gente” che a malapena magari
arriva a fine mese e tira la cinghia con stipendi-salari da fame ma che, per
diamine!, un’idea, foss’anche vaga e foss’anche banale, se la deve pur fare su
ciò che le accade attorno…e poi …ci sono gli ‘opinionisti’ e i
‘sondaggi’….e i ‘quiz’ a cui saper rispondere…è bene essere ‘informati’ su
tutto…sproloquiando poi su tutt’altro…ma questo ha poca, pochissima,
importanza….l’ignoranza generalizzata avanza e sommerge oramai questo
belpaese…ma in fondo chissenefrega…”italiani brava ‘gente'” no?…). La
società dell’informazione di massa è quella fuoriuscita dalla crisi delle
ideologie e dall’avvento del post-moderno dominato da informatica e
computeristica ultima fase di quel processo di ridefinizione in senso
materialistico-consumistico dell’industrializzazione contemporanea. E’ un
presente nella quale la distinzione tra reale e virtuale sfuma e svanisce
nell’immaginario collettivo di un benessere effimero che viene destinato
soltanto a una minima percentuale della popolazione ma che, comunque, viene
almeno teoricamente garantito essere alla portata di tutti. Un presente
dominato dall’azzeramento di qualsiasi valore che non sia ricompreso nel
consumismo di massa e nel materialismo i quali si sono sostituiti alle
ideologie e alla spiritualità con un processo che ha travolto radicalmente
qualsiasi barriera e ostacolo, come un vero e proprio bulldozer sradicando e
calpestando tutto ciò che ritenesse inutile. L’implosione dell’età moderna ha
avuto il suo trionfo essenzialmente con l’avvento di un’epoca dominata dalla
tecnica e dalla meccanica che ha omologato vizi e virtù, idee e opinioni,
verità e menzogne rendendo labilissimo il confine, quel limes sottile che
dovrebbe scindere la realtà dalla finzione ‘scenica’. La rappresentazione in
corso d’opera della più grande truffa mai realizzata ai danni dell’umanità si
chiama Mondialismo ed i suoi ‘attori’ sono tutti coloro i quali partecipano,
coscienti o meno, a questa farsa grottesca e grossolana da teatrino
dell’assurdo.

Mondialismo come scimmia dell’Universalità propria di tutte le Tradizioni
ovvero il rovesciamento su basi materialistico-economicistiche della visione
imperiale (l’imperiuum tradizionale) che sottintende la creazione di una vera e
propria contro-chiesa emancipata, progressista, laica, libertaria ed edonista
che dovrà rappresentare l’avanguardia di un progetto essenzialmente fondato
sulle multinazionali plutocratiche della finanza cosmopolita e sulle
istituzioni cosiddette internazionali, gli organismi onusiani e i grandi centri
aggregativi del “nuovo ordine mondiale”.

Non sarà la fine della storia ma comunque si avvicina paurosamente alla fine
dell’uomo senz’altro ricomprende la fine della sua identità in quanto soggetto
cosciente ed attivo sul palcoscenico della storia adibito oramai a
semplicissimo teatrino per le strategie di omologazione capitalistiche sterili
ancorchè produttive in quanto riservate esclusivamente ad una minoranza
infinitamente risibile che controlla le risorse planetarie a suo uso e consumo
redistribuendo a malapena le briciole ad un’umanità che ancora, nella
stragrande maggioranza, continua a morire di fame…. Ora ci si potrà pure
disinteressare della fame nel resto del pianeta ma occorre un minimo di
obiettività quando si parla delle sacche di povertà oramai sempre più ampie
disseminate anche all’interno delle stesse strutture delle società
capitalistiche (…il ‘nord’ del pianeta…)…questi sono, nè più nè meno, i
risultati delle politiche neo-liberiste, del cosidetto turbo-capitalismo, della
globalizzazione….precariato diffuso, instabilità economica, crisi sociali e
abbattimento della politica annacquatasi e spentasi da anni a far da
spettatrice della congiura degli usurai di ogni risma e colore ….la ‘razza’ è
sempre quella!

Ma occorre anche ricordare come questa sia la vera natura, l’essenza, del
capitalismo….la sua mondializzazione sta già scritta nel suo dna….questo
leviatano onnicomprensivo non potrebbe sopravvivere senza l’apertura di tutti i
mercati, la liberalizzazione delle merci, gli scambi commerciali
internazionali…E’ questo l’obiettivo del capitalismo in tutte le sue forme
anzi possiamo dire che la globalizzazione sia la premessa sulla quale riposano
le utopie del capitalismo senza la quale un’ideologia del profitto e dello
sfruttamento qual’è quella capitalistica neanche potrebbe esistere.

Ricordate quel marxista intellettualoide di Jean Baudrillard e il suo concetto
di “simulacro”? Probabilmente no….ma rinfreschiamo la ‘memoria’ (anche se –
diciamo pure la verità – non avremmo bisogno di alcuna ‘stampella’
‘sinistroide’ per dissentire rispetto all’attuale alienazione di massa e
all’omologazione totalitaria del neo-liberismo della società dei consumi…)…
Baudrillard dava a questo termine (Simulacro) la valenza simbolica e la
percezione del mondo tipica di un superamento della distinzione tra reale e
immaginario. L’elaborato baudrillardiano di un concetto di scambio simbolico
(presente nelle società arcaiche e teorizzato da Marcell Mauss) rappresentava,
in ultima analisi, la sua “alternativa” al sistema economico capitalistico
contemporaneo.

Visione utopistica e semi-reale di quelli che sono i non propriamente semplici
meccanismi del capitalismo moderno questa si poneva anche, nella fattispecie di
un incandescente magma ideal-politico che avrebbe stravolto le società
occidentali a partire da quella data infausta che fu il ’68, di deideologizzare
e derealizzare i processi posti in essere e attualizzati con la rivoluzione dei
mezzi di comunicazione di massa; processi incominciati a partire dal secondo
dopoguerra mondiale con la messa in onda delle prime immagini televisive e
proseguiti poi con la messa in discussione delle capacità reali di intervento
della prassi politica e dei suoi stessi presupposti ideologici rispetto al
nuovo modello di società consumistica.

L’affermata crisi dell’ideologia – sbandierata a ogni piè sospinto in
particolar modo a partire dalla fine degli anni Settanta-primi Ottanta – che
rifletteva l’incapacità di realizzazione di dinamiche di intervento della
politica rispetto ad una società massificata (de-realizzata) che riconosceva
nel simulacro, immagine priva di originale, la sola realtà possibile. La messa
in discussione del reale avviene quando manca un linguaggio idoneo alla sua
rappresentazione…Scompare così il soggetto definito dal linguaggio che già in
Nietzsche aveva trovato la sua espressione e che tende a dissolversi in quella
molteplicità sospeso nell’immagine della superficie piatta del simulacro di cui
si farà interprete il filosofo italiano Perniola. Quando parliamo di “specchio
infranto” ci riferiamo a questa realtà fattuale di schiantamento e avvilimento
ontologico ed alla delegittimazione che tecnica e scienza, materialismo e
consumismo, hanno ‘realizzato’ della condizione umana. La frantumazione
esistenziale procede inarrestabile su linee di demarcazione sempre più labili:
la società contemporanea non ha senso nè ‘direzione’ di marcia ….naviga a
vista alla ‘cerca’ di qualcosa di oggigiorno inintelleggibile per le masse e di
insondabile anche per i più avveduti e sensibili “spiriti liberi” (pochi e
inevitabilmente costretti ai margini della finzione scenico-sistemica
dell’intellettualismo piccolo-borghese di ‘destra’ come di ‘sinistra’….la
borghesia non ha barriere ideologiche, non ne ha mai avute nè mai ne potrà
averne….il suo è ‘posizionamento’ tattico-opportunistico o per dirla con
Mussolini “Il borghese è nemico dello sport. Nemicissimo dello sport, di tutto
quello che può turbare il suo stato perenne di quiete. E’ naturalmente
pacifista, pietoso, pronto a commuoversi, sempre umanitario, infecondo.
Infecondo, perchè il borghese ci fa un calcolo sopra. Se un sabato sera si
mette a discutere con la moglie se fare un bambino o no, il calcolo gli dice
che non gli conviene, che è meglio non farlo. Mentre invece, la fecondità è un
dato dell’istinto. La troppa ragione raziocinante è ostile a quelle che sono le
forme primordiali, incoercibili e prodonde dell’umanità. Questi sono i tratti
somatici del borghese.” (1)…passati due secoli dalla rivoluzione borghese
degli “Immortali Principi” niente è mutato) castrata idealmente da quello che è
stato legittimamente definito come “il pensiero unico neo-liberista” che, fuori
di metafora, è il vecchio pensiero ipocrita-individualistica borghese che ha
eterodiretto, negli ultimi tre secoli, istinti e passioni materiali contro
qualunque spiritualità, disintegrando miti e relativizzando valori, morale ed
etica per asservirle ai propri loschi interessi classisti.

Miti, mitizzazioni e tentativi di contrasto che non hanno impedito nè la
deideologizzazione della società nè la sua caduta, il baratro senza ritorno,
verso l’indifferenza e infine l’egoismo di massa i quali sono nient’altro che
le risultanti naturali dei processi di espansione della mentalità borghese a
tutta la società e la consacrazione di un etats d’esprits grettamente
materialistico poichè – ma questo Nietzsche l’aveva già anticipato un secolo
abbondante prima che ciò si realizzasse compiutamente – nella società borghese
tutti sono borghesi: dal contadino all’operaio, dall’intellettuale al prete,
dal dirigente al proletario. Borghesi nell’anima e nello spirito,
nell’attitudine e nella gestione dei propri rapporti interpersonali, negli usi,
nelle mode, nei costumi, nel sentire e nel vestire, nel parlare e nel
dibattere, nell’essere e soprattutto nell’avere.

Ringraziamo l’avvento della “tecno-era” con i suoi strumenti di controllo-
omologazione-condizionamento di massa: la televisione, i computatori, i
cellulari, la rete informatica con i suoi meccanismi dove un pinco-pallo
qualsiasi potrà sentirsi finalmente “realizzato” (…è la finzione che
sostituisce la realtà…e determina l’escissione di paurose derive umanoidi di
soggetti complessati in cerca di notorietà…valori zero ma tanto rumore in
sottofondo….) ….mondo ‘altro’ …mondo alienato…mondo virtuale dove
tutto, sesso compreso, diviene esclusivamente un momento, un attimo, un
semplice passaggio relativo e relativizzato.

Anche a questi scopi esistono le chat (più o meno erotiche) e i siti
d’incontri (più o meno pornografico-sessuali)….ci si “incontra” sulla rete e
si finisce per rendere realtà quello che – nella realtà vera – non esiste…
Vale per i siti di discussione e per quelli di contro-informazione, oramai
tutti più o meno dotati di un loro forum, e vale per i soggetti con i quali si
interagisce: tutto è relativo e tutto è instabile perchè non esistono i
presupposti basilari che sono quelli della realtà. Una realtà che si finisce
per inventare ad un computatore….tristemente talvolta e con esiti ancor più
alienanti e dirompenti tal’altre volte. L’assuefazione che viene da questi
strumenti (che se utilizzati a dovere, come del resto tutti gli altri,
sarebbero utilissimi anche in funzione propagandistica e comunque di
veicolamento delle idee al di fuori dei ‘circuiti sistemici’) può creare
paradigmatici corti circuiti…Ovviamente sta al singolo individuare il punto-
limite e arrestarsi in tempo: laddove altri sfogano la loro vana esistenza
(comprendente rabbie e delusioni di ogni sorta) magari nei locali alla moda o
sbronzandosi al venerdì-sabato sera in quelle movida senza senso delle notti-
brave adolescenzial-giovanilistiche o, non è da dimenticare la funzione di
“valvola di sfogo” costituita dagli sport di massa (…della quale già aveva
scritto qualcosa Franco Giorgio Freda nella sua “Disintegrazione del
Sistema”…), scaricandosi per un qualche evento sportivo di rilievo magari al
seguito della squadra del cuore all’interno dei gruppi ultras più o meno
organizzati… A ciò si sommino le oramai quotidiane “stragi familiari” e
qualche crimine che, per quanto efferati possono risultare, non saranno mai
suscettibili della nostra attenzione in quanto appartengono di diritto a questa
società rovesciata e fanno pienamente parte della follia contaminante che ha
investito il mondo (oltretutto fanno ‘notizia’ e alzano l’audience perchè il
pathos che generano sugli ‘spettatori’ è tale da sostituire oramai quelle che
erano le finzioni cinematografiche con una realtà squallidissima e violenta che
ci circonda ad ogni livello)….come abbiamo già scritto altrove…il delitto
non invecchia!

La società dell’alienazione-assuefazione di massa è anche, soprattutto,
paranoia eretta a sistema e abbrutimento. Relativismo puro dell’esistenza e
banalizzazione dei rapporti umani ridotti, in fondo, a mero interesse (il
mercimonio diffuso…lo scambismo…il ‘trasversalismo’ sessuale…tutto e il
suo contrario nel girone dei dannati della contemporaneità rovesciata).

A che serve stabilire qualcosa di durevole, un tempo ritenuto addirittura
eterno, e duraturo quando tutto è rimesso continuamente in discussione e
relativizzato a tal punto da rischiare di scomparire nello spazio di un
secondo? La società contemporanea dell’uomo moderno – vera e propria simia-Dei
– nasce negando, prolifica bestemmiando e morirà eliminando sè stessa e ogni
spazio di libertà…perchè in ultima analisi saranno eliminate le libertà
fondamentali dell’individuo.
Il Mondialismo che si presenta – autentico sistema d’iniquità – quale
organizzazione onnipervasiva e onnicomprensiva delle istanze libertarie finirà
per annullare tutto ciò che è riconducibile all’individuo e al suo sentire
(dalla fede alle idee, dalla razza alla nazionalità….tutto sarà ridotto e
infine triturato, amalgamato e svuotato dei suoi contenuti per infine
espellerlo e renderlo un’opzione prima e un fardello poi…’questo’ è il
programma degli apprendisti stregoni del sistema mondialista…questo è il
futuro dell’One World unipolare)….tutto ciò che, ai ‘piani alti’, non serve!

Ciò che vorrebbero i dirigenti dell’Establishment, i ‘portabandiera’ del
mondialismo come fattore di stabilizzazione sovrano, e i corresponsabili
amministratori del Potere è ridurre a larve umane – …peraltro ci stanno
onestamente già riuscendo fin troppo bene visti gli esiti terminali di
decomposizione ontologica dei detriti umanoidi ‘sciarbodati’ senza mèta qua e
là in un infinito girovagare attorno al nulla….- tutto e tutti ….La
negazione dell’individuo che segue quelle, in ordine cronologico precedenti, di
Dio e dell’uomo quale creatura “a Sua immagine e somiglianza” propagandate per
decenni e decenni da abili maestri di menzogna e speculatori senza scrupoli di
falsità spacciate per “ideali” (…quelli del relativismo e dell’evoluzionismo
di darwiniana memoria, quelli progressistico-illuministi, quelli
socialriformisti e liberaldemocratici…tutto il mondo degli Immortali Principi
dell’89 e della sovversione massonico-giudaica che ha devastato l’Europa dalla
Rivoluzione Francese in poi)…. Disintegrati gli ideali occorre disintegrare
pure gli uomini che a quegli ideali hanno ottusamente creduto… E’ un vortice
senza fine….E la fine sarà che finiremo per non essere più niente (2)!

In questa vera e propria corsa dove, oltre ai cervelli, stiamo buttando
all’ammasso l’intera storia della civilizzazione umana; le società
contemporanee non hanno alcuna possibilità di fuoriuscita senza pagare dazio ai
padroni del vapore mondialista: svendendo la propria identità e con essa tutto
ciò che hanno di originario.

La fine delle ideologie segna perciò il punto di non ritorno di una società
svuotata e arida che ha frantumato lo specchio delle coscienze individuali e
collettive di milioni, miliardi, di individui nei quattro angoli del pianeta: è
il trionfo della nuova ‘dirigenza’ nelle sabbie mobili di quella che viene
spacciata per “nuova politica-spettacolo”…il teatrino dell’assurdo con
contorno di ‘cinguettamenti’ più o meno femminili…del resto non ci pare una
novità affermare che viviamo nella società-femmina per eccellenza….dove conta
esclusivamente l’estetica e ciò che appare e ‘traspare’ (…aderenze sinuose,
sex appeal e ‘scosciamenti’ oltre il ‘dovuto’….)!

La nuova ‘casta’ (mai termine fu così tanto e inutilmente usato) che dovrà
amministrare i bisogni, i sollazzi, i piaceri materiali degli automi
contemporanei – deambulanti nelle società senza senso e senza storia del nuovo
millennio – sarà formata da politici “ex” e “post”…. Ex comunisti, ex
fascisti, ex democristiani, ex socialisti, ex liberali ma pur sempre, solo ed
esclusivamente, “ex”! Il trionfo dei rinnegati di tutte le risme! Il trionfo
degli spergiuri di tutte le confessioni! L’unione mistica degli apostati di
destra, centro e sinistra tutt’insieme appassionatamente nella nuova gerarchia
di potere che – infischiandosene bellamente di ogni decenza – immonderanno con
le loro parolaie profusioni l'”arena” della politica…. Riforme, compromessi,
alleanze trasversali e malaffare eretti a sistema unico di potere per un secolo
che vedrà l’affermazione solo ed esclusivamente dei ‘furbi’ (…i ‘furbetti’
del quartiere…per intenderci…)…

‘Giocateci’ pure se vi ‘piace’ ma – per favore – non chiamatela ‘politica’!
Questa è solo ed esclusivamente mercimonio e tangentocrazia aspetti rilevanti
del nuovo concetto di autorità nel Terzo Millennio!

“Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame, che non
sa cos’è il pudore/ si credono potenti e gli va bene quello che fanno/ e tutto
gli appartiene….” …’riascoltatevi’ Franco Battiato…. Noi proseguiremo
nell’attraversamento dei gelidi caminamenti del nichilismo contemporaneo.
Facendo non ciò che è possibile (non ci interessano i ‘tentativi’…ne abbiano
‘visti’ in ‘abbondanza’ e abbiamo ‘appurato’ i troppi “meno peggio” – Lattanzio
scriveva, quasi vent’anni or sono di “eterni fuorigioco” ….a distanza di
tanti anni c’è una collezione di “segnalazioni arbitrali” … -che razza di
risultati son riusciti a mettere in ‘fila’)….ma ciò che vogliamo perchè,
parafrasando Carmelo Bene (un Grande della contemporaneità dirompente
dell’attuale ciclo cosmico rovesciato senza tempo e senz’anima) : ” Un talento
fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Del genio ho sempre avuto la
mancanza di talento”.
Nè geniali nè talentuosi…semplicemente Noi stessi….e non è ‘poco’!

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

28 MAGGIO 2010

NOTE –

1) Renzo De Felice – “Mussolini il Duce – Gli anni del consenso 1929-1936” –
Ediz. “Einaudi” – Torino 1974;
2) Già analizzando le “rivoluzioni” storiche (quelle borghesi del 1789 e del
1848 così come quelle proletarie del 1871, 1905 e 1917) qualcuno aveva
sostenuto non certo sbagliando che “la rivoluzione divora i suoi figli”….da
Robespierre a Trotsky quanti sono i ‘figli’ della rivoluzione ‘divorati’ dal
sacro furore che tutto avvolge e tutto distrugge? ….Tanti!

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