SionSilvio BerlusKippa ….servo d’Israele

di Dagoberto Husayn Bellucci



( TESSERA MASSONICA LOGGIA PROPAGANDA “P2” NUMERO 1816 )

“Il popolo ebraico è il nostro fratello maggiore, il vostro posto è nella Ue”
Mi sento davvero uno di voi. Mi sono sentito davvero uno di voi il giorno in
cui ho visitato Auschwitz ! Viva Israele, Viva l’Italia, Viva la pace e la
libertà!”.

( Silvio Berlusconi, amministratore delegato dell'”azienda-I’tal’yà” e
presidente del consiglio dei ministri della Repubblica kippizzata tricolor-
massonico-pidduista dell’antifascismo militante al servizio permanente ed
effettivo d’Israele – discorso dalla tribuna della Knesseth , parlamento
israeliano, 2 Febbraio 2010 )

“A Gaza non vi fu nessuna aggressione, solo una giusta reazione al lancio dei
missili palestinesi”

( Silvio Berlusconi – Tel Aviv – Palazzo della Knesseth – 2 Febbraio 2010 )

“L’Italia è diventata paese di punta contro l’antisemitismo e il negazionismo.
Silvio, tu sei un grande leader coraggioso, Israele ha un grande amico in
Europa”.
( Benyamin Nethanyahu – premier sionista all’indirizzo dell’ospite di
‘riguardo’ Silvio Berluskippa – Tel Aviv – Palazzo della Knesset – 2 Febbraio
2010 )

«Credo di essere l’italiano vivente che ha messo a dimora più alberi» ha
scherzato il premier, sottolineando però che si tratta di «una cerimonia piena
di significato» -. Sono l’unico italiano a fare collezione di ulivi antichi, in
Sardegna ho almeno 20 ulivi che hanno più di mille anni, con la certificazione
dell’Università di Gerusalemme, che ne ha duemila. Io, scherzando, dico qualche
volta ai miei ospiti che vengono direttamente dall’orto Getsemani e che il
segno visibile su un tronco è un segno lasciato dal ginocchio di Gesù».

( Silvio Berlusconi – discorso tenuto nella Foresta delle Nazioni a
Gerusalemme occupata dove il premier ha piantato un ulivo di pace, in segno di
amicizia con Israele. La cerimonia è stata organizzata dal  KKL –  Keren
Kayemeth LeIsrael – che da sempre si è occupato dell’esproprio della terra
palestinese per conto delle organizzazioni sioniste internazionali. Un gesto
simbolico quello di Berlusconi che viene richiesto a tutti i leader in visita
in Israele come ha sottolineato Raffaele Sassun, rappresentante italiano del
KKL – – Gerusalemme  (Palestina Occupata)  01 Febbraio 2010 )

”  – “Non esiste alcun sistema pulito per accumulare cento milioni di dollari
– disse Ohls. – Forse chi comanda crede di avere le mani pulite, ma c’è sempre
qualcuno che viene messo con le spalle al muro, e piccole imprese redditizie si
sentono franare la terra sotto i piedi e allora devono essere cedute per
quattro soldi. Brave persone perdono l’impiego, le quotazioni di borsa vengono
manipolate, gli agenti di borsa comprati come polvere d’oro e i famosi studi
legali incassano parcelle di centomila dollari per aver impedito l’applicazione
di leggi desiderate dai poveri, ma indesiderate dai ricchi perchè incidono sui
loro profitti. La ricchezza è forza, e la forza viene usata a fini ingiusti.
Questo è il nostro sistema politico. Forse è il migliore che possiamo avere, ma
non per questo è il mio ideale”.
– “Vi esprimete come un comunista” – dissi, tanto per pungolarlo.
– “Non saprei – rispose in tono sprezzante – Ancora non sono stato sottoposto
a un’inchiesta.”. “

(Tenente Bernie Ohls della Squadra Omicidi – personaggio di Raymond Chandler –
“Il lungo addio” (originale “The Long Good-Bye” 1953)  dal volume “Tutto
Marlowe investigatore” – ediz. “Arnoldo Mondadori” – Milano 1988)

Con il termine zoomorfologia si intende l’insieme delle forme e delle figure
(immagini) di tutto quello che appartiene al regno animale. Tra queste
rappresentazioni scientifiche figurerebbe anche l’uomo…ovvero, secondo tutta
la cosiddetta teoria dell’evoluzionismo di darwiniana memoria, un primate
evoluto….Non staremo quì a contestare il buon vecchio Darwin e la sua
materialistica pretesa di far risalire l’individuo dalla bestia-scimmia (…se
qualcuno ci ‘crede’ affari suoi…sarà ovviamente soddisfatto di rivedersi
qualcuna tra le pellicole cinematografiche dedicate al “pianeta delle
scimmie”…); ci limitiamo invece a constatare come, all’interno del panorama
zoomorfologico politico italiota contemporaneo, ‘eccelle’ smisuratamente e
sproporzionatamente l’immagine e il ruolo dell’attuale presidente del consiglio
“onorevole” Silvio Berlusconi.
Abbiamo sottolineato ripetutamente che il Cavaliere di Arcore fosse niente più
della fotocopia posticcia, un’oscena parodia, di soggetti politici operanti
durante il periodo della cosiddetta “Prima Repubblica” (1945-1992) quella
“antifascista nata dalla resistenza” per capirsi….I ‘referenti’ opinionistici
(…non crediamo onestamente funzionale utilizzare l’aggettivo “ideologici” e
neanche il termine “ideali” per un personaggio di siffatta dimensione…livelli
di mediocrità assoluti!…) del teleimbonitore lombardo dai quali il Silvio
nazionale ha tratto ispirazione per la sua ‘discesa’ nell’arena della politica
sono, più o meno, da ricercarsi nel laicismo socialista del periodo craxiano,
nell’ideal-tipo di “statista” rappresentato dal democristiano De Gasperi in
epoche un pò più ‘tarde’ e, indiscutibilmente, nella metodologia operativa del
suo “padrino” e “Gran Maestro” Licio Gelli dal quale ha appreso la tecnica per
la conquista in pianta stabile del potere (…l’amministrazione…) e del quale
ha riprodotto fedelmente il documento sul “programma di rinascita democratica”
della Loggia massonica “Propaganda 2” ispirato ai “sani” principii
dell’anticomunismo militante e del nazionalismo tricolor-massonico destro-
conservatore che ha ‘fascinato’ in una base militante ed in un contenitore
denominato attualmente Partito delle Libertà (…dopo averci propinato in
ordine il Polo e la Casa delle già menzionate “libertà” …ci mancavano la
baracca ed il tugurio ed eravamo al completo….Agenzia Immobiliare Forza
Italia…).
Umanamente, lo abbiamo già scritto, il Cavaliere è anche un personaggio
“simpatico”: lo è con la sua ironia, con il suo ‘savoir faire’ ruspante da
arricchito benestante, da commensale di turno che non disdegna la battuta di
spirito e modi ‘gentili’ per intrattenere i suoi ospiti (…si chiamino Bush o
Clinton, Obama o Putin, Gheddafi o foss’anche la corte celeste al gran completo
siamo sicuri che al ‘premier’ non mancherebbe l’audacia, l’istrionismo e la
‘verve’ per scherzarci sù e buttarla in ridere con una delle sue ‘uscite’ più o
meno comiche…)…. Istrionico, catalizzatore di consensi, ‘fascinoso’ quale
può essere un multimiliardario che, evidentemente avvezzo alle ‘scommesse’,
decise sedici anni fa di “buttarsi in politica” nientepopò di meno che…per
salvare l’Italia dal comunismo!
Premesso che all’epoca alla guida dei “compagnucci” post-ex-comunisti ci fosse
D’Alema e alla loro sinistra figurasse ancora quel “popò” di “stalinista” di
Cossutta (…Bertinotti ancora faceva ‘praticantato’…) ricordiamo che, alle
elezioni politiche 1994, i “Democratici” alias la sinistra fossero talmente
convinti di avercela ‘fatta’ ed esser lì, ad un passo, da palazzo Chigi che …
indiscutibilmente…non fu un brutto panorama osservarne l’astiosa e malcelata
rabbia del “day after” (…specialmente quando al ‘lato’ della Si(o)nista si
era, di fatto, schierata l’intera comunità ebraica…). Le ‘cose’, come
sappiamo, si modificarono alla svelta: da un lato i mea culpa finiani,
dall’altro lato i distinguo berlusconiani e le garanzie ‘democratiche’ offerte
a destra e a manca – con il consueto contorno di visite sinagogico-olocaustiche
dal portico d’Ottavia allo Yad Vashem – ‘ammansirono’ i biliosi spiriti
ebraici…
Facciamo qualche passo indietro e andiamo a vedere chi è…o meglio ancora,
come si è costruito, il “fenomeno” Berlusconi scavando un pò nella sua
‘biografia’ personale. La storia personale del Silvio nazionale è
contrassegnata da un insieme di successi e colpi di “fortuna” (…sempre per
chi ovviamente ci ‘crede’…) caratterizzanti la sua ascesa prima nel mondo
imprenditoriale come edile e successivamente con l’avvento delle televisioni
private nel sistema delle telecomunicazioni delle quali sarà incontrastato
leader e abilissimo ‘patron’ capace di “inventare” formule vincenti e
‘cumulare’ una fortuna immensa che ne fa (secondo le stime della rivista
americana “Forbes” per il 2010) il 74mo uomo più ricco del pianeta (il terzo in
Italia) con un patrimonio personale di 9,0 miliardi di dollari.
Ora, premesso che non esista un modo onesto per accumulare milioni, vediamo
come nacque e dove trae origine l'”impero” finanziario di Berlusconi (vero e
proprio “re Mida” italiano ed esemplare rappresentante di quei “fabbrichetta”
milanesi che amano autocelebrarsi con la frase di ‘pragmatica’ del “mi son
fatto da me”…non è proprio così ma noi, che siamo ‘buoni’, ci “crediamo”…):
dopo le prime esperienze giovanili come cantante ed intrattenitore su navi da
crociera e come venditore di scope porta a porta (evidentemente non era quella
la ‘strada’ per raggranellare qualche milionata) nel 1961 Silvio Berlusconi
fonda la Cantieri Riuniti Milanesi srl al fianco del costruttore Pietro Canali.
Primo acquisto immobiliare sarà un terreno di via Alciati in Milano per un
valore di 190 milioni di lire e grazie alla fideiussione del banchiere Carlo
Rasini (titolare e cofondatore della Banca Rasini nella quale lavorava il padre
di Silvio).
Due anni più tardi viene fondata la “Edilnord” sas di cui Berlusconi sarà
socio d’opera accomandatario mentre lo stesso Rasini ed il commercialista
svizzero Carlo Rezzonico saranno soci accomandanti. Rezzonico fornirà i
capitali necessari attraverso la finanziaria svizzera
Finanzierungsgeselleschaft fur Residenzen di Lugano. Gli anonimi capitali
svizzeri saranno depositati presso la International Bank di Zurigo e infine
fatti pervenire in Italia attraverso la banca di Rasini.
Nel 1964, l’azienda di Berlusconi apre un cantiere a Brugherio per edificare
una città modello da 4.000 abitanti. I primi condominî sono pronti già nel
1965, ma non si vendono con facilità.
Nel 1968 nasce la Edilnord Sas di Lidia Borsani e C. (la Borsani è cugina di
Berlusconi), generalmente chiamata Edilnord 2, che acquista 712 mila m2 di
terreni nel comune di Segrate, dove sorgerà Milano Due, a seguito alla
dichiarazione del 1971 con cui il consiglio dei Lavori Pubblici dichiara
ufficialmente residenziale il suolo ed a seguito della concessione delle
licenze edilizie da parte del comune di Segrate. La vicenda con cui ottenne a
Roma il cambio di talune rotte aeree dell’aeroporto di Linate – le cui
intollerabili onde sonore, superiori a 100 decibel, rendevano arrischiato
l’investimento e difficoltosa la vendita degli appartamenti – fu ricostruita da
Camilla Cederna come frutto di un’intensa attività di lobbying presso i
Ministeri competenti: lo stesso Berlusconi, ricordando anni dopo la sua
frequentazione dei ministeri romani di quegli anni, dichiarerà che offrire un
mazzo di rose ad una segretaria gli aprì le porte di molti uffici di direttori
generali.
Nel 1972 viene liquidata la Edilnord e creata la Edilnord Centri Residenziali
Sas di Lidia Borsani, quest’ultima socia accomandante, con i finanziamenti
della Aktiengesellschaft für Immobilienlagen in Residenzzentren AG di Lugano.
Nel 1973 viene fondata la Italcantieri Srl, trasformata poi in SpA nel 1975,
con Silvio Berlusconi quale presidente. I capitali sono di due fiduciarie
svizzere e precisamente della Cofigené, legata al finanziere Tito Tettamanti e
alla Banca Svizzera Italiana e della Eti AG Holding di Chiasso, il cui
amministratore delegato è Ercole Doninelli. Nello stesso anno, tramite
l’avvocato Cesare Previti, Berlusconi acquista ad Arcore, pagandola appena 500
milioni di lire, la Villa San Martino ed alcuni terreni contigui. La proprietà
gli è venduta da Annamaria Casati Stampa di Soncino, ereditiera da una nota
famiglia nobiliare lombarda, rimasta orfana nel 1970 e in difficoltà
finanziarie a causa di debiti con il fisco, di cui l’avvocato Previti è tutore
legale.
Nel 1974 viene costituita a Roma l’Immobiliare San Martino, amministrata da
Marcello Dell’Utri (amico di Berlusconi fin dagli anni universitari con Fedele
Confalonieri), con il finanziamento di due fiduciarie della Banca Nazionale del
Lavoro, la Servizio Italia Fiduciaria Spa e la Società Azionaria Fiduciaria.
Nel 1977, a coronamento di questa ampia e riuscita attività edilizia, Silvio
Berlusconi viene nominato cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica
Giovanni Leone.
Nel gennaio 1978, viene liquidata la Edilnord per dare vita alla Milano 2 Spa,
costituita a Segrate dalla fusione con l’Immobiliare San Martino Spa.
E’ indiscutibile che questa intensa attività imprenditoriale, che copre un
arco di tempo di circa vent’anni, rappresenti un’impresa ed insieme un lavorio
di “public relationship” che nessuno mette in discussione se non fosse per
talune ‘modalità’ d’esecuzione e per alcuni aspetti a dir poco discutibili che
avvolgono e caratterizzano il percorso che darà fama, successo e notorietà
all'”uomo di Arcore” predestinato a dominare anni dopo la vita politica
nazionale. Ricostruire questi “intrallazzi” è relativamente facile (…e fermo
restando che senza intrallazzi non si ‘costruisce’ niente…non è possibile….
non lo è in Italia nè in alcun paese del globo probabilmente…ma in un paese
di ladri, furbi, furbetti, mestatori di professione, magnaccia e avvoltoi
qual’è l’Italia diventerebbe assolutamente impossibile per chiunque…).
Riportiamo qui un elenco, peraltro incompleto ed insufficiente a rendere
l’idea, delle opere biografiche che ne hanno cercato di “tracciare” un profilo
della scalata al successo del Cavaliere…bastino e ‘avanzino’ i titoli
proposti per comprendere in quanti si siano messi a “far le pulci” a
Berlusconi, alla sua vita privata, alle sue fortune, ai successi che ne hanno
contraddistinto la scalata da anonimo imprenditore milanese a indiscusso
personaggio – invidiato come pochi e come pochissimi altrettanto amato ed
odiato a seconda dello ‘schieramento’ politico –  della vita politica (e non
solo) italiana (1).
Per avviare la sua attività imprenditoriale nel 1961 nel campo dell’edilizia
Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca Rasini, indicata da Michele
Sindona e in diversi documenti della magistratura come la principale banca
usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i
cui clienti si potevano elencare Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò.
Nella società fondata da lui e Pietro Canali impegnò 30 milioni di lire,
provenienti, secondo quando da lui affermato, dalla liquidazione anticipata di
suo padre Luigi, procuratore della Banca Rasini. Il resto venne da una
fideiussione fornita dalla stessa banca. Ora che Berlusconi utilizzasse per le
sue fideiussioni la stessa banca utilizzata dalla mafia nel nord Italia non
significa chiaramente un bel niente nè nient’altro ‘prova’: a meno che non si
voglia intentar processi “per associazione a delinquere di stampo mafioso” a
tutti i clienti della Banca Rasini ….Ciò nonostante è evidente che qualcosa
non ‘torna’.
Riguardo invece all’origine di alcuni finanziamenti, provenienti da conti
svizzeri alla Fininvest negli anni 1975-1978, dalla fondazione
all’articolazione in 22 holding (i quali ammontavano a 93,9 miliardi di lire
dell’epoca) Berlusconi, interrogato in sede giudiziaria dal pubblico ministero
Antonio Ingroia, si avvalse della facoltà di non rispondere«»; così, anche a
causa delle leggi svizzere sul segreto bancario, non è stato possibile accedere
alle identità dei possessori dei conti cifrati inerenti al flusso di capitali
transitato all’epoca e in piena disponibilità della Fininvest. E qui ovviamente
la questione si fa a dir poco “oscura”.
In particolare alcune delle “piogge di liquidità” contestate a Berlusconi, dal
quotidiano la Padania – quando l’organo di stampa della Lega Nord rappresentava
un movimento di “lotta” che, taluni tra i più imbecilli della sinistra (che
peraltro non sono ‘pochi’), si sforzarono a definire “costola della sinistra”
(erano gli anni del post-ribaltone …1995-99…anni in cui Bossi faceva il
‘barricadero’ e “sparava”….sapete già cosa…) – sono: ”
Il 26 settembre 1968, la Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l’intera area
dove Berlusconi avrebbe edificato Milano 2. Berlusconi pagò il terreno 4.250
lire al metro quadro, per un totale di oltre tre miliardi di lire; inoltre nei
mesi successivi l’imprenditore edificò un cantiere che costava circa 500
milioni al giorno. All’epoca Berlusconi aveva 32 anni e nessun patrimonio a
disposizione sua o della famiglia da cui attingere questa liquidità.
Il 2 febbraio 1973, Berlusconi fondò la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975
questa piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale fino a 500
milioni di lire. In seguito, questa cifra aumentò fino a due miliardi e la
società emise un prestito obbligazionario per altri due miliardi.
Il 22 maggio 1974, la Edilnord Centri Residenziali Sas aumentò il capitale
sociale a 600 milioni di lire. Il 22 luglio 1975, la medesima società eseguì un
altro aumento di capitale, passando a due miliardi di lire.
Nel 1974, Berlusconi acquisì il controllo dell’Immobiliare Romana Paltano, una
società con 12 milioni di capitale. L’anno successivo, cambiata la ragione
sociale in Cantieri Riuniti Milanesi Spa, il capitale di tale società venne
aumentato a 500 milioni e nel 1977 ad un miliardo.
Il 15 settembre 1977, la società Edilnord Sas cedette alla neo-costituita
Milano2 Spa tutto il costruito di Milano 2 più alcune aree ancora da edificare.
In pochi giorni il capitale della Milano2 Spa passò da un milione a 500
milioni, per arrivare il 19 luglio 1978 a due miliardi.
La holding capogruppo Fininvest nacque in due tappe. Il 21 marzo 1975, a Roma,
Berlusconi diede vita alla Fininvest Srl con 20 milioni di capitale; l’11
novembre dello stesso anno i 20 milioni divennero 2 miliardi. L’8 giugno 1978
Berlusconi fondò la Finanziaria di Investimento Srl, ancora con 20 milioni di
capitale iniziale, ma già il 30 giugno 1978 (solo 22 giorni dopo la fondazione)
quei 20 milioni aumentarono a 50 e il 7 dicembre raggiunsero quota 18 miliardi.
In seguito le due società si fusero.
Il 4 maggio 1977, a Roma, Berlusconi fondò l’Immobiliare Idra (….un nome
onomatopeutico…ndr…) con capitale di un milione di lire. L’anno successivo
la società aumentò il capitale sociale a 900 milioni di lire.” (2)

Le vicende personali di Berlusconi come uomo d’affari ed imprenditore di
successo secondo quanto ci ‘racconta’ l’enciclopedia multimediale di Wikipedia
proseguirono più o meno indisturbate anche, soprattutto, grazie ad una serie
non irrilevante di contributi, sostegni, apppoggi che il futuro “Cavaliere” di
Arcore avrebbe ricevuto nel corso del periodo compreso tra la prima metà dei
Settanta ed il decennio successivo.
“Al tempo in cui Luigi Berlusconi era procuratore generale della Banca Rasini,
questa entrò in rapporti d’affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel
cui consiglio d’amministrazione figuravano Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele
Sindona e monsignor Paul Marcinkus, responsabile dello IOR (Istituto per le
Opere Religiose), di fatto la banca dello Stato della Città del Vaticano. Tutti
questi personaggi hanno poi avuto un grosso rilievo nella cronaca giudiziaria.
Secondo Sindona e altri collaboratori di giustizia, la Banca Rasini era
coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa (il che spiegherebbe
la grossa presenza di finanziatori svizzeri nei primi anni di attività di
Berlusconi).
Nel 1999 Francesco Giuffrida, vicedirettore della Banca d’Italia a Palermo,
durante il processo Dell’Utri, sostenne (in una consulenza da lui eseguita per
conto della Procura di Palermo riguardante la ricostruzione degli apporti
finanziari intervenuti alle origini del gruppo Fininvest tra gli anni 1975-
1984) che non era possibile identificare la provenienza di alcuni fondi
Fininvest del valore di 113 miliardi di lire dell’epoca, in contanti e assegni
circolari (corrispondenti a circa trecento milioni di euro odierni). La
questione riguardava i sospetti di presunti contributi di capitali mafiosi
all’origine della Fininvest.
Querelato per diffamazione da Mediaset, nel 2007 Giuffrida giunse a un accordo
transattivo con i legali di questa, per il quale il consulente della Procura ha
riconosciuto i limiti delle conclusioni rassegnate nel proprio elaborato e
delle dichiarazioni fornite durante il processo (definite incomplete e parziali
a causa della scadenza dei termini di indagine, che non gli avevano permesso di
approfondire a sufficienza l’origine di otto transazioni dubbie) e la
dichiarazione conseguente che le «operazioni oggetto del suo esame
consulenziale erano tutte ricostruibili e tali da escludere l’apporto di
capitali di provenienza esterna al gruppo Fininvest».
I legali di Giuffrida nel processo per diffamazione hanno comunque rilasciato
una dichiarazione, riportata dall’ANSA, in cui sostengono di essere stati
avvertiti solo pochi giorni prima (il 18 luglio) del fatto che i legali
Mediaset avevano proposto una transazione al loro assistito, di non condividere
né quel primo documento (“una bozza di accordo che gli stessi non hanno
condiviso, ritenendo che quanto affermato nel documento non corrispondesse alle
reali acquisizioni processuali”), né la versione definitiva leggermente
corretta (“non sottoscriveranno non condividendo la ricostruzione dei fatti e
le affermazioni in esso contenute”).
La perizia di Giuffrida era stata ritenuta dai giudici già al tempo basata su
“una parziale documentazione”, ma era stata ritenuta valida anche in virtù del
fatto che non aveva “trovato smentita dal consulente della difesa Dell’Utri”,
in quanto lo stesso professor Paolo Iovenitti (perito della difesa), davanti
alle conclusioni di Giuffrida, aveva ammesso che alcune operazioni erano
“potenzialmente non trasparenti” e non aveva “fatto chiarezza sulla vicenda in
esame, pur avendo il consulente della difesa la disponibilità di tutta la
documentazione esistente presso gli archivi della Fininvest”.
Tale ritrattazione, contenuta nell’accordo transattivo raggiunto dai legali
Mediaset ed il professor Giuffrida a composizione della controversia instaurata
dalla Mediaset stessa per diffamazione, non consente comunque di fare chiarezza
sulla provenienza dei capitali del gruppo societario facente capo a Silvio
Berlusconi.
Berlusconi, essendo iscritto alla loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli
aveva accesso a finanziamenti altrimenti inottenibili: la Commissione
parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, infatti, affermò, nella
relazione di maggioranza firmata da Tina Anselmi, che alcuni operatori
appartenenti alla Loggia (tra cui Genghini, Fabbri e Berlusconi), trovarono
appoggi e finanziamenti presso le banche ai cui vertici risultavano essere
personaggi inclusi nelle liste P2 “al di là di ogni merito creditizio”. (3).
Ora occorre sottolineare che l’insieme dei fatti esposti – noti alle cronache
giudiziarie e a quelle scandalistico-giornalistiche (…di che si
‘scandalizzeranno’ poi i giornalisti…servi dei servi e al servizio permanente
ed effettivo di qualcuno in tutte le occasioni ed in qualsiasi contesto….”la
libertà di stampa” è una delle maggiori cazzate che sia mai stata ‘prodotta’
dalla società moderna…) che piacciono tanto ai quotidiani ed alle riviste
dell’opposizione di centro-sinistra (…come se poi, dall’altra parte, fossero
più ‘puliti’….un tempo all’interno del vecchio PCI si parlava di “questione
morale”….attualmente evitano di farsi male da sè….’cestate’ di “mele marce”
e di “compagni che sbagliano” in ogni dove…) – non costituirebbe, in sè e per
sè, un “reato” (…almeno non in un paese di ladri e di ruffiani, di prostitute
e di gigolò della politica che hanno reso il confine tra “etica professionale”
e “crimine” a dir poco labile, sottilissimo quasi impercettibile…disintegrato
oramai dal generale e sbracatamente onnipervadente ‘fotti fotti’ dei
mestieranti di ‘turno’ che contraddistingue da decenni i “piani alti” – un
tempo in un’altra epoca si parlava di “bella società”…ora più si sale e
peggio è….la puzza di tanfo dilaga….- della politica e dell’economia….e
poi c’è pure qualche deficiente che continua e si ostina a scrivere e (s)
parlare di e su una presunta “etica della finanza”…..parlare di etica della
finanza è come discutere – a Modena dicono ‘chacherer’ – della verginità di una
puttana…) se non fosse per i mezzi, gli ‘strumenti’, o ad esser più chiari i
‘vettori’ che hanno sostenuto, garantito, approvato e aperto le porte del
potere e della scalata verso il potere al Cavaliere di Arcore.
E dunque di Massoneria e logge massoniche: della loggia Propaganda Due del
“Gran Maestro” aretino Licio Gelli e della sua non proprio ‘combriccola’ di
uomini d’affari, ufficiali delle forze armate, esponenti della finanza e della
politica che raccolse nel corso degli anni Settanta attorno ad un progetto
d’ispirazione conservatrice e reazionaria per “fermare il comunismo”.
Dietro a questo influente centro di potere che ha gestito per anni gli affari
e indirizzato le dinamiche della politica italiana si celavano i servizi di
sicurezza e i confratelli tre puntini della massoneria americana. Quando
nell’aprile del ’45 vedrà la “liberazione” (…noi la chiamiamo per ciò che
fu…l’occupazione territorial-militare dell’imperialismo yankee dell’Italia…
nè più nè meno, da allora, ridotta a mera appendice dell’Impero d’oltreoceano e
al servizio delle direttive di politica estera ed economica provenienti
dall’amministrazione e dai potentati economico-finanziari a stelle e
strisce…) del ‘paese’ i servizi di sicurezza statunitensi decisero la
riorganizzazione della Massoneria in Italia. Sarà sotto l’egida della potente
Massoneria americana che rinascerà il Grande Oriente d’Italia e si riapriranno
le porte delle logge segrete sprangate sul finire degli anni Venti dall’avvento
del Fascismo.
La relazione della Commissione parlamentare sulla P2, presieduta da Tina
Anselmi, metterà in luce chiaramente la persona, il ‘contatto’, che
rappresenterà il trait d’union tra massoni italiani e americani: il reverendo
metodista Frank Gigliotti. Uomo ‘ombra’ dell’Intelligence statunitense e
elemento di collegamento tra Stati Uniti (centro dell’Impero) e Italia
(provincia) Gigliotti, già agente della sezione italiana dell’OSS e
successivamente della CIA, sarà tra le altre cose responsabile della
riorganizzazione e del ritorno in pianta stabile delle famiglie mafiose
nell’Italia meridionale. Quando sentiamo i nostri concittadini del Sud
lamentarsi – legittimamente peraltro – contro l’onnipotere esercitato nella
società dalla ‘piovra’ mafiosa dovremmo loro ricordare a chi e a che cosa (gli
americani e la loro occupazione militare) si deve questo cancro che da oltre
sessant’anni è ritornato a demolire l’edificio socio-economico del Meridione
d’Italia. Una reale lotta “contro la Mafia” (peraltro ‘perno centrale’ dello
schieramento anticomunista creato – assieme alla Massoneria e al Vaticano –
dagli americani nel nostro paese per condurre la loro ‘planetaria’ battaglia
ideologica contro Mosca e il comunismo) dovrebbe cominciare sradicando la
presenza statunitense – militare, economica e politica – dall’intero paese che
‘conta’ nientepopò di meno che qualcosa come un centinaio abbondante di basi
“made in USA”…
La loggia massonica P2 si inserisce dunque in un sistema di alleanze e di
condizionamenti reciproci tra apparati di potere, all’interno di collaudate
dinamiche di potere e sotto il segno della continuità nell’alleanza atlantica e
con funzioni di base ricettrasmittente di ordini e contrordini da impartire nei
più disparati settori della vita socio-economica, politica, militare e finanche
religiosa italiana. Gelli rappresenterà un importante anello di congiunzione
tra i settori conservatori e reazionari dello schieramento ‘destro’
democristiano e gli interessi degli americani in Italia (4).
Ma chi era realmente Licio Gelli? Per i più – soprattutto i sinistri – un
“fascista”. La disinformazione seguente alla rivelazione ed alla pubblicazione
delle liste segrete dei nominativi dei membri della P2 ha creato il ‘mito’ del
“fascista Gelli”…. Vediamo di ricostruire qui, brevemente, una mezza
biografia su questo strano avventuriero della politica, su un doppiogiochista
della peggior specie, uno fra coloro che ‘sapevano’ i ‘fatti’ prim’ancora che i
fatti accadessero; un elemento ricattatore di potenti ed assieme un ricattato
….due delle prerogative necessarie per fare carriera in un’Italia uscita
malconcia e divisa da un conflitto mondiale e da una guerra fratricida. Il
materassaio di Pistoia aveva alle spalle un passato di doppiogiochismo e
carrierismo ‘invidiabile’: fascista e volontario con le camicie nere in Spagna
nella guerra civile, successivamente Gelli diventerà agente di collegamento con
i tedeschi durante l’occupazione italiana della Slovenia in piena seconda
guerra mondiale alternando i ruoli di “contatto” ‘fascista’ con l’alleato
germanico e di organizzatore di fughe di ‘resistenti’ partigiani in
collaborazione con Silvano Fedi…Era entrato in  quel mondo ubiquo,
trasversale e super-partes che Kissinger amava definire come la “zona d’ombra”
dei giochi della politica internazionale. Gelli diventerà anche uno dei
‘contatti’ italiani del generale argentino Juan Domingo Peron e naturalmente di
un nutrito gruppo di esponenti della politica statunitense.
La sua ascesa massonica (aveva aderito alla ‘fratellanza illuminata’ nel 1965)
sarà fulminea e istantanea: chiamato nel ’69 a “operare per la riunificazione
delle varie comunità massoniche, secondo l’indirizzo ecumenico proprio della
gran maestranza di Gamberini, che operava sia per la riunificazione con la
comunione di Piazza del Gesù, sia per far cadere le preclusioni esistenti con
il mondo cattolico” ( citaz. dal testo della Commissione Anselmi ) venne
incaricato da Lino Salvini – successore di Gamberini alla guida del “Grande
Oriente d’Italia” – un anno più tardi (1970) della gestione della Loggia
Propaganda 2 con il potere di iniziazione di nuovi adepti (funzione questa
tradizionalmente prerogativa del solo Gran Maestro o dei Venerabili): da allora
Gelli diventerà il vero e proprio deus et machina delle attività di questa
loggia trasformandola rapidamente in un centro di potere influente e
onnipervadente la vita politica e socio-economica italiana e iniziando a
‘reclutare’ tra i nuovi ‘fratelli’ il fior fiore dell’imprenditoria, della
politica, dell’amministrazione statale e particolarmente tra i vertici delle
Forze Armate. L’attivismo massonico di Gelli fu immediato e diede i suoi frutti
velenosi: “Nel 1970 Licio Gelli e la P2 presero parte al Golpe Borghese, come
descritto nel dossier del SID consegnato incompleto da Andreotti nel 1974 alla
magistratura romana e reso pubblico nella versione integrale solo nel 1991; le
parti cancellate (omesse perché, a detta di Andreotti, avrebbero causato un
terremoto politico per via dei nomi implicati) includevano il nome di Giovanni
Torrisi, successivamente Capo di Stato Maggiore della Difesa tra il 1980 e il
1981, e i nomi e la compartecipazione della P2 e di Licio Gelli, che si sarebbe
dovuto occupare del rapimento dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe
Saragat.  Il 19 giugno 1971 Salvini pose di fatto Gelli a capo della loggia P2,
inizialmente con la carica di “segretario organizzativo”. Sempre nel 1971,
Salvini decise la fondazione di un’altra loggia coperta, la loggia P1, che
doveva essere più elitaria e selettiva della loggia P2 e limitata a persone che
fossero impiegate nella gestione dello stato, in cui Gelli dopo poco tempo
ricoprì il ruolo di Primo Sorvegliante. Nel 1973, come nei progetti del
precedente Gran maestro Gamberini, si riunificarono le due famiglie massoniche
di “Palazzo Giustiniani” e quella di “Piazza del Gesù” (quest’ultima nata da
una scissione negli anni sessanta avvenuta nella Serenissima Gran Loggia
d’Italia), guidata da Francesco Bellantonio, ex funzionario dell’ENI e parente
di Michele Sindona. Come conseguenza di questa riunificazione (che ebbe vita
breve, solo 2 anni) la loggia Giustizia e Libertà – loggia “coperta” e quindi
anch’essa segreta facente parte del gruppo massonico di “Piazza del Gesù”, che
contava tra i suoi iscritti politici di tutti gli schieramenti, militari,
banchieri (per un breve periodo ne avevano fatto parte personaggi legati al
Piano Solo, come il generale Giovanni De Lorenzo e il senatore Cesare Merzagora
e risultava iscritto anche Enrico Cuccia) – vide molti dei suoi iscritti
passare alla P2.” (5).
Un attivismo che non lascerà ovviamente inerti i magistrati che, al culmine di
una serie di attentati terroristici che insanguineranno l’Italia nella metà dei
Settanta, incominciarono a indagare anche su questa strana “loggia” e sui suoi
obiettivi, su Gelli e sui suoi contatti. Quali fossero questi obiettivi ci
vorrà poco a ‘scoprirlo’ quando verrà reso noto il cosiddetto Piano di
Rinascita Democratica ossia il programma di normalizzazione ‘da destra’ della
politica italiana necessario a ‘salvare’  (…”salviamo il salvabile” cantava
quasi quarant’anni fa Edoardo Bennato…) l’Italia dal “compromesso storico”
tra D.C. e P.C.I. favorendone una maggior integrazione all’interno
dell’Alleanza Atlantica.
Eccolo, per esteso, il ‘piano’ pidduista per la salvezza dell’Italia così come
sequestrato all’epoca (luglio 1982) a Maria Grazia Gelli :

” PREMESSA
1) L’ aggettivo democratico sta a significare che sono esclusi dal presente
piano ogni movente od intenzione anche occulta di rovesciamento del sistema
2) il piano tende invece a rivitalizzare il sistema attraverso la
sollecitazione di tutti gli istituti che la Costituzione prevede e disciplina,
dagli organi dello Stato ai partiti politici, alla stampa, ai sindacati, ai
cittadini elettori.
3) Il piano si articola in una sommaria indicazione di obiettivi, nella
elaborazione di procedimenti – anche alternativi – di attuazione ed infine
nell’elencazione di programmi a breve, medio e lungo termine.
4) Va anche rilevato, per chiarezza, che i programmi a medio e lungo termine
prevedono alcuni ritocchi alla Costituzione successivi al restauro delle
istituzioni fondamentali.

OBIETTIVI
1) Nell’ordine vanno indicati:

a) i partiti politici democratici, dal PSI al PRI, dal PSDI alla DC al PLI
(con riserva di verificare la Destra Nazionale)
b) la stampa, escludendo ogni operazione editoriale, che va sollecitata al
livello di giornalisti attraverso una selezione che tocchi soprattuttto:
Corriere della Sera, Giorno, Giornale, Stampa, Resto del Carlino, Messaggero,
Tempo, Roma, Mattino, Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale di Sicilia, per i
quotidiani; e per i periodici: Europeo, Espresso, Panorama, Epocaa, Oggi,
Gente, Famiglia Cristiana. La RAI-TV va dimenticata.
c) i sindacati, sia confederali CISL e UIL, sia autonomi, nella ricerca di un
punto di leva per ricondurli alla loro naturale funzione anche al prezzo di una
scissione e successiva costituzione di una libera associazione dei lavoratori;
d) il Governo, che va ristrutturato nella organizzazione ministeriale e nella
qualita’ degli uomini da proporre ai singoli dicasteri;
e) la magistratura, che deve essere ricondotta alla funzione di garante della
corretta e scrupolosa applicazioone delle leggi;
f) il Parlamento, la cui efficienza e’ subordinata al successo dell’operazione
sui partiti politici, la stampa e i sindacati.

2) Partiti politici, stampa e sindacati costituiscono oggetto di
sollecitazioni possibili sul piano della manovra di tipo economico
finanziario.
La disponibilta’ di cifre non superiori a 30 o 40 miliardi sembra sufficiente
a permettere ad uomini di buona fede e ben selezionati di conquistare le
posizioni chiave necessarie al loro controllo.
Governo, Magistratura e Parlamento rappresentano invece obiettivi successivi,
accedibili soltanto dopo il buon esito della prima operazione, anche se le due
fasi sono necessariamente destinate a subire intersezioni e interferenze
reciproche, come si vedra’ in dettaglio in sede di elaborazione dei
procedimenti.

3) Primario obiettivo e indispensabile presupposto dell’operazione e’ la
costituzione di un club (di natura rotariana per l’etereogenita’ dei
componenti) ove siano rappresentati, ai migliori livelli, operatori,
imprenditoriali e finanziari, esponenti delle professioni liberali, pubblici
amministratori e magistrati, nonche’ pochissimi e selezionati uomini politici,
che non superi il numero di 30 o 40 unita’.
Gli uomini che ne fanno parte debbono essere omogenei per modo di sentire,
disinteresse, onesta’ e rigore morale, tali cioe’ da costituire un vero e
proprio comitato di garanti rispetto ai politici che si assumeranno l’onere
dell’attuazione del piano e nei confronti delle forze amiche nazionali e
straniere che lo vorranno appoggiare. Importante e’ stabilire subito un
collegamento valido con la massoneria internazionale.

PROCEDIMENTI
1) Nei confronti del mondo politico occorre:

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali puo’ essere affidato il
compito di promuovere la rivitalizzazione di ciacuna rispettiva parte politica
(per il PSI, ad esempio, Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e
Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli,
Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra
Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado
di avere ancora la necessaria credibilita’ esterna per ridiventare validi
strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti
finanziari sufficienti -con i dovuti controlli- a permettere loro di acquisire
il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per
l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sullasinistra (a cavallo fra PSI-
PSDI-PRI-Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra (a
cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale).
Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori
composti da uomini politici ed esponenti della societa’ civile in proporzione
reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di congiunzione con le
attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacita’,
onesta’ e tendenzialmente disponibili per un’azione poltica pragmatistica, con
rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da da
parte della pubblica opinione e’ da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiegodegli
strumenti finanziari non puo’, in questa fase, essere previsto
nominatoivamente. Occorrera’ redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per
ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro.
L’azione dovra’ essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non
piu’ di 3 o 4 elementi che conoscono l’ambiente.
Ai giornalisti acquisti dovra’ essere affidato il compito di “simpatizzare”
per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi
alternative 1c e 1d.
In un secondo tempo occorrera’:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia
centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissovere la RAI-TV in nome della liberta’ di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria e’ fra la
sollecitazione alla rottura, seguendo cioe’ le linee gia’ esistenti dei gruppi
minoritari della CISL e maggioritari dell’UIL, per poi agevolare la fusione con
gli autonomi, acquisire con strumenti finanziari di pari entita’ i piu’
disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di
forza all’interno dell’attuale trimurti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della liberta’ individuale, nelle fabbriche e aziende in
genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica, con effettive
garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore
del fenomeno produttivo in luogo di quello legittimamente assente di
interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con
gli autonomi sembra preferibile snche ai fini dell’incidenza positiva sulla
pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero
sindacato che agiti la bandiera della liberta’ di lavoro e della tutela
economica deei lavoratori. Anche in terminidi costo e’ da prevedere un impiego
di strumenti finanziari di entita’ inferiori all’altra ipotesi.

4) Governo Magistratura e Parlamento

a) selezionare gli uomini – anzitutto – ai quali puo’ essere affidato il
compito di promuovere la rivitalizzazione di ciascuna rispettiva parte politica
(Per il PSI, ad esempio Mancini, Mariani e Craxi; per il PRI: Visentini e
Bandiera; per il PSDI: Orlandi e Amidei; per la DC: Andreotti, Piccoli,
Forlani, Gullotti e Bisaglia; per il PLI: Cottone e Quilleri; per la Destra
Nazionale (eventualmente): Covelli);
b) in secondo luogo valutare se le attuali formazioni politiche sono in grado
di avere ancora la necessaria credibilita’ esterna per ridiventare validi
strumenti di azione politica;
c) in caso di risposta affermativa, affidare ai prescelti gli strumenti
finanziari sufficienti – con i dovuti controlli – a permettere loro di
acquisire il predominio nei rispettivi partiti;
d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per
l’immediata nascita di due movimenti: l’uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI
– PSDI – PRI – Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l’altro sulla destra
(a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra
Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs
promotori composti da uomini politici ed esponenti della societa’ civile in
proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l’anello di
congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il
mondo reale.
Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacita’,
onesta’, e tendenzialmente disponnibili per un’azione politica pragmatica, con
rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da
parte della pubblica opinione e’ da ritenere inevitabile.

2) Nei confronti della stampa (o, meglio, dei giornalisti) l’impiego degli
strumenti finanziari non puo’, in questa fase, essere previsto nominatim.
Occorrera’ redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi, per ciascun quotidiano
o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro. L’azione dovra’ essere
condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena, da non piu’ di 3 o 4 elementi
che conoscono l’ambiente.
Ai giornalisti acquisiti dovra’ essere affidato il compito di “simpatizzare”
per gli esponenti politici come sopra prescelti in entrambe le ipotesi
alternative 1c e 1d.
In secondo tempo occorrera’:
a) acquisire alcuni settimanali di battaglia;
b) coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso una agenzia
centralizzata;
c) coordinare molte TV via cavo con l’agenzia per la stampa locale;
d) dissolvere la RAI-TV in nome della liberta’ di antenna ex art. 21 Costit.

3) Per quanto concerne i sindacati la scelta prioritaria e’fra la
sollecitazione alla rottura, seguendo cioe’ le linee gia’ esistenti dei gruppi
minoritari della CISL e maggioritari della UIL, per poi agevolare la fusione
con gli autonomi, aquisire con strumenti finanziari di pari entita’ i piu’
disponibili fra gli attuali confederati allo scopo di rovesciare i rapporti di
forza all’interrno dell’attuale trimorti.
Gli scopi reali da ottenere sono:
a) restaurazione della liberta’ individuale nelle fabbriche e aziende in
genere per consentire l’elezione dei consigli di fabbrica con effettive
garanzie di segretezza del voto;
b) ripristinare per tale via il ruolo effettivo del sindacato di collaboratore
del fenomeno produttivo in luogo di quella illegittimamente assente di
interlocutore in vista di decisioni politiche aziendali e governative.
Sotto tale profilo, la via della scissione e della successiva integrazione con
gli autonomi sembra preferibile anche ai fini dell’incidenza positiva sulla
pubblica opinione di un fenomeno clamoroso come la costituzione di un vero
sindacato che agiti la bandiera della liberta’ di lavoro e della tutela
economica dei lavoratori. Anche in termini di costo e’ da prevedere un impiego
di strumenti finanziari di entita’ inferiore all’altra ipotesi.

4) Governo, Magistratura e Parlamento

E’ evidente che si tratta di obiettivi nei confronti dei quali i procedimenti
divengono alternativi in varia misura a seconda delle circostanze .
E’ comunque intuitivo che, ove non si verifichi la favorevole circostanza di
cui in prosieguo, i tempi brevi sono – salvo che per la Magistratura – da
escludere essendo i procedimenti subordinati allo sviluppo di quelli relativi
ai partiti, alla stampa e ai sindacati, con la riserva di una piu’rapida azione
nei confronti del Parlamento ai cui componenti e’ facile estendere lo stesso
modus operandi gia’ previsto per i partiti politici.
Per la Magistratura e’ da rilevare che esiste gia’ una forza interna (la
corrente di magistratura indipendente della Ass. Naz. Mag.) che raggruppa oltre
il 40% dei magistrati italiani su posizioni moderate.
E’ sufficiente stabilire un accordo sul piano morale e programmatico ed
elaborare una intesa diretta a concreti aiuti materiali per poter contare su un
prezioso strumento, gia’ operativo nell’interno del corpo anche al fine di
taluni rapidi aggiustamenti legislativi che riconducano la giustizia alla sua
tradizionale funzione di elementi di equilibrio della societa’ e non gia’ di
eversione.
Qualora invece le circostanze permettessero di contare sull’ascesa al Governo
di un uomo politico (o di un’equipe) gia’ in sintonia con lo spirito del club e
con le sue idee “ripresa democratica”, e’ chiaro che i tempi dei procedimenti
riceverebbero una forte accelerazione anche per la possibilita’ di attuare
subito il programma di emergenza e quello a breve termine in modo contestuale
all’attuazione dei procedimenti sopra descritti.
In termini di tempo cio’ significherebbe la possibilita’ di ridurre a 6 mesi e
anche meno il tempo di intervento, qualora sussista il presupposto della
disponibilita’ dei mezzi finanziari.
PROGRAMMI
Per programmi si intende la scelta, in scala di priorita’, delle numerose
operazioni in forma di:
a) azioni di comportamento politico ed economico;
b) atti amministrativi (di Governo);
c) atti legislativi; necessari a ribaltare – in concomitanza con quelli
descritti in materia di procedimenti – l’attuale tendenza di sfascimento delle
istituzione e, con essa, alla disottemperanza della Costituzione i cui organi
non funzionano piu’ secondo gli schemi originali. Si tratta, in sostanza, di
“registrare” – come nella stampa in tricromia – le funzioni di ciascune
istituzione e di ogni organo relativo in modo che i rispettivi confini siano
esattamente delimitati e scompaiano le attuali aree di sovrapposizione da cui
derivano confusione e indebolimento dello Stato.
A titolo di esempio, si considerano due fenomeni:
1) lo spostamento dei centri di potere reale dal Parlamento ai sindacati ed al
Governo ai padronati multinazionali con i correlativi strumenti di azione
finanziaria. Sarebbero sufficienti una buona legge sulla programmazione che
rivitalizzi il CNEL e una nuova struttura dei Ministeri accompagnate da norme
amministrative moderne per restituire ai naturali detentori il potere oggi
perduti;
2) l’involuzione subita dalla scuola negli ultimi 10 anni quale risultante di
una giusta politica di ampliamento dell’area di istruzione pubblica, non
accompagnata pero’ dalla predisposizione di corpi docenti adeguati e preparati
nonche’ dalla programmazione dei fabbisogni in tema di occupazione.
Ne e’ conseguente una forte e pericolosa disoccupazione intellettuale – con
gravi deficenze invece nei settori tecnici nonche’ la tendenza a individuare
nel titolo di studio il diritto al posto di lavoro. Discende ancora da tale
stato di fatto la spinta all’egualitarismo assolto (contro la Costituzione che
vuole tutelare il diritto allo studio superiore per i piu’ meritevoli) e, con
la delusione del non inserimento, il rifugio nella apatia della droga oppure
nell’ideologia dell’eversione anche armata. Il rimedio consiste: nel chiudere
il rubinetto del preteso automatismo: titolo di studio – posto di lavoro; nel
predisporre strutture docenti valide; nel programmare, insieme al fenomeno
economico, anche il relativo fabbisogno umano; infine nel restaurare il
principio meritocratico imposto dalla Costituzione.
Sotto molti profili, la definizione dei programmi intersechera’ temi e
notazioni gia’ contenute nel recente Messaggio del Presidente della Repubblica
– indubbiamente notevole – quale diagnosi della situazione del Paese, tenendo,
pero’, ad indicare terapie piu’ che a formulare nuove analisi.
Detti programmi possono essere esecutivi – occorrendo – con normativa
d’urgenza (decreti legge).
a) Emergenza a breve termine . Il programma urgente comprende, al pari degli
altri provvedimenti istituzionali (rivolti cioe’ a “registrare” le istituzioni)
e provvedimenti di indole economico-sociale.
a1) Ordinamento giudiziario: le modifiche piu’ urgenti investono:
– la responsabilita’ civile (per colpa) dei magistrati;
– il divieto di nomina sulla stampa i magistrati comunque investiti di
procedimenti giudiziari;
– la normativa per l’accesso in carriera (esami psicoattitudinali
preliminari);
– la modifica delle norme in tema di facolta’ liberta’ provvisoria in presenza
dei reati di eversione – anche tentatata – nei confronti dello Stato e della Costituzione,
nonche’ di violazione delle norme sull’ordine pubblico, di rapina a mano armata, di
sequestro di persona e di violenza in generale.
a2) Ordinamento del Governo
1 – legge sulla Presidenza del Consiglio e sui Minister (Cost. art. 95) per
determinare
competenze e numero (ridotto, con eliminazione o quasi dei Sottosegretari);
2 – legge sulla programmazuone globale (Cost. art. 41) incentrata su un
Ministero dell’economia che ingloba le attuali strutture di incentivazione (Cassa Mezz.
– PPSS – Mediocredito Industria – Agricoltura), sul CNEL rivitalizzato quale punto
d’incontro delle forze sociali e sindacali, imprenditoriali e culturali e su procedure
d’incontro con il Parlamento e le Regioni;
3 – riforma dell’amministrazione (Cost. artt. 28 -97 – 98) fondato sulla
teoria dell’atto pubblico non amministrativo, sulla netta separazione della responsabilta’
politica da quella amministrativa che diviene personale (istituzione dei Segretari
Generali di Ministero) e sulla sostituzione del principio del silenzio-rifiuto con quello del
silenzio-consenso;
4 – definizione della riserva di legge nei limiti voluti e richiesti
espressamente dalla Costituzione e individuazione delle aree di normativa secondaria
(regolamentare) in ispecie di quelle regionali che debbono essere obbligatoriamente limitate nell’ambito
delle leggi cornice.
a3) Ordinamento del Parlamento
1) ripartizione di fatto, di competenze fra le due Camere (funzione politica
alla CD e funzione economica al SR);
2) modifica (gia’ in corso) dei rispettivi Regolamenti per ridare forza al
principio del rapporto (Cost. art. 64) fra maggioranza-Governo da un lato, e
opposizione, dall’altro, in luogo della attuale tendenza assemblearistica;
3) adozione del principio delle sessioni temporali in funzione di esecuzione
del programma governativo.

b) Provvedimenti economico-sociali
b1) abolizione della validita’ legale dei titoli di studio (per sfollare le
universita’ e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che
attui i precetti della Costituzione);
b2) adozione di un orario unico nazionale di 7 ore e 30′ effettive (dalle 8,30
alle 17) salvi i
turni necessari per gli impianti a ritmo di 24 ore, obbligatorio per tutte le
attivita’ pubbliche e private;
b3) eliminazione delle festivita’ infrasettimanali e dei relativi ponti (salvo
2 giugno – Natale – Capodanno e Ferragosto) da riconcedere in un forfait di 7 giorni aggiuntivi
alle ferie annuali di diritto;
b4) obbligo di attuare in ogni azienda ed organo di Stato i turni di
festivita’ – anche per sorteggio – in tutti i periodi dell’anno, sia per annualizzare l’attivita’
dell’industria turistica, sia per evitare la “sindrome estiva” che blocca le attivita’ produttive;
b5) revisione della riforma tributaria nelle seguenti direzioni:
1 – revisione delle aliquote per i lavoratori dipendenti aggiornandole al
tasso di svalutazione 1973-76;
2 – nettizzazione all’origine di tutti gli stipendi e i salari delle P.A.
(onde evitare gli enormi costi delle relative partite di giro);
3 – inasprimento delle aliquote sui redditi professionali e sulle rendite;
4 – abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni
scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare
l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto;
5 – alleggerimento delle aliquote sui fondi aziendali destinati a riserve,
ammotamenti, investimenti e garanzie, per sollecitare l’autofinanziamento delle aziende
produttive;
6 – reciprocita’ fra Stato e dichiarante nell’obbligo di mutuo acquisto ai
valori dichiarati ed accertati;
b6) abolizione della nominativita’ dei titoli azionari per ridare fiato al
mercato azionario e sollecitare meglio l’autofinanziamento delle aziende produttive;
b7) eliminazione delle partite di giro fra aziende di Stato ed istituti
finanziari di mano pubblica in sede di giro conti reciprochi che si risolvono –
nel gioco degli interessi – in passivita’ inutili dello stesso Stato;
b8) concessione di forti sgravi fiscali ai capitali stranieri per agevolare il
ritorno dei capitali dall’estero;
b9) costituzione di un fondo nazionale per i servizi sociali (case – ospedali
– scuole – trasporti) da alimentare con:
1 – sovraimposta IVA sui consumi voluttuari (automobili – generi di lusso)
2 – proventi dagli inasprimenti ex b5)4;
3 – finanziamenti e prestiti esteri su programma di spesa;
4 – stanziamenti appositi di bilancio per investimenti;
5 – diminuzione della spesa corrente per parziale pagamento di stipendi
statali superiori a L. 7.000.000 annui con speciali buoni del Tesoro al 9% non commerciabili per
due anni.
Tale fondo va destinato a finanziare un programma biennale di spesa per almeno
10.000 miliardi. Le riforme di struttura relative vanno rinviate a dopo che sia stata
assicurata la disponibilita’ dei fabbricati, essendo ridicolo riformare le gestioni in
assenza di validi strumenti (si ricordino i guasti della riforma sanitaria di alcuni anni or
sono che si risolvette nella creazione di 36.000 nuovi posti di consigliere di amministrazione e
nella correlativa lottizzazione partitica in luogo di creare altri posti letto)
Per quanto concerne la realizzabilita’ del piano edilizio in presenza della
caotica legislazione esistente, sara’necessaria una legge che imponga alle Regioni
programmi urgenti straordinari con termini brevissimi surrogabili dall’intervento
diretto dello Stato; per quanto si riferisce in particolare all’edilizia
abitativa, il ricorso al sistema dei comprensori obbligatori sul modello
svedese ed al sistema francese dei mutui individuali agevolati sembra il metodo
migliore per rilanciare questo settore che e’ da considerare il volano della
ripresa economica;
b10) aumentare la redditivita’ del risparmio postale elevando il tasso al 7%;
b11) concedere incentivi prioritari ai settori:
I – turistico
II – trasporti marittimi
III – agricolo specializzato (primizie zootecnia)
IV – energetico convenzionale e futuribile (nucleare – geotermico – solare)
V – industria chimica fine e metalmeccanica specializzata di trasformazione;
in modo da sollecitare investimenti in settori ad alto tasso di mano d’opera ed
apportatori di valuta;
b12) sospendere tutte le licenze ed i relativi incentivi per impianti di
raffinazione primaria del petrolio e di produzione siderurgica pesante.

c) Pregiudiziale e’ che oggi ogni attivita’secondo quanto sub a) e b) trovi
protagonista e gestore un Governo deciso ad essere non gia’ autoritario bensi’ soltanto
autorevole e deciso a fare rispettare le leggi esistenti.
Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per
ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive
soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente
inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o
condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la
facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e
tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze
dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di
persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

d) Altro punto chiave e’l’immediata costituzione di una agenzia per il
coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV
via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo
del Paese.
E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama,
Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.

MEDIO E LUNGO TERMINE

Nel presupposto dell’attuazione di un programma a breve termine come sopra
definito, rimane da tratteggiare per sommi capi un programma a medio e lungo
termine con l’avvertenza che mentre per quanto riguarda i problemi
istituzionali e’possibile fin d’ora formulare ipotesi concrete, in materia di
interventi economico-sociali, salvo per quel che attiene pochissimi grandi
temi, e’necessario rinviare nel tempo l’elencazione di problemi e relativi
rimedi.
a) Provvedimenti istituzionali
a1) Ordinnamento Giudiziario
I – unita’del Pubblico Ministero (a norma della Costituzione – articoli 107 e
112 ove il P.M. e’ distinto dai giudici);
II – responsabilita’ del Guardasigilli verso il Parlamento sull’operato del P.
M. (modifica costituzionale);
III – istruzione pubblica dei processi nella dialettica fra pubblica accusa e
difesa di fronte ai giudici giudicanti, con abolizione di ogni segreto istruttorio con i
relativi e connessi pericoli ed eliminando le attuali due fasi di istruzione;
IV – riforma del Consiglio Superiore della Magistratura che deve essere
responsabile verso il Parlamento (modifica costituzionale);
V – riforma dell’ordinamento giudiziario per ristabilire criteri di selezione
per merito delle promozioni dei magistrati, imporre limiti di eta’ per le funzioni di accusa,
separare le carriere requirente e giudicante, ridurre a giudicante la funzione pretorile;
VI – esperimento di elezione di magistrati (Costit. art. 106) fra avvocati con
25 anni di funzioni in possesso di particolari requisiti morali;
a2) Ordinamento del Governo
I – modifica della Costituzione per stabilire che il Presidente del Consiglio
e’ eletto dalla Camera all’inizio di ogni legislatura e puo’ essere rovesciato soltanto
attraverso le elezioni del successore;
II – modifica della Costituzione per stabilire che i Ministri perdono la
qualita’ di parlamentari;
III – revisione della legge sulla contabilita’ dello Stato e di quella sul
bilancio dello Stato (per modificarne la natura da competenza in cassa);
IV – revisione della legge sulla finanza locale per stabilire – previo
consolidamentodel debito attuale degli enti locali da riassorbire in 50 anni –
che Regioni e Comuni possono spendere al di la’ delle sovvenzioni statali
soltanto i proventi di emissioni di obbligazioni di scopo (esenti da imposte e
detraibili) e cioe’relative ad opere pubbliche da finanziare, secondo il
modello USA. Altrimenti il concetto di autonomia diviene di sola liberta’ di
spesa basata sui debiti;
V – riforma della legge comunale e provinciale per sopprimere le provincie e
ridefinire i i compiti dei Comuni dettando nuove norme sui controlli finanziari;
a3) Ordinamento del Parlamento
I – nuove leggi elettorali, per la Camera, di tipo misto (uninominale e
proporzionale secondo il modello tedesco) riducendo il numero dei deputati a 450 e, per il Senato,
di rappresentanza di secondo grado, regionale, degli interessi economici, sociali
e culturali, diminuendo a 250 il numero dei senatori ed elevando da 5 a 25 quello dei
senatori a vita di nomina presidenziale, con aumento delle categorie relative (ex parlamentari –
ex magistrati
– ex funzionari e imprenditori pubblici – ex militari ecc.);
II – modifica della Costituzione per dare alla Camera preminenza politica
(nomina del Primo Ministro) ed alla Senato preponderanza economica (esame del
bilancio);
III – stabilire norme per effettuare in uno setesso giorno ogni 4 anni le
elezioni nazionali, regionali e comunali (modifica costituzionale);
IV – stabilire che i decreti-legge sono inemendabili;
a4) Ordinamento di altri organi istituzionali
I – Corte Costituzionale: sancire l’incompatibilita’ successiva dei giudici a
cariche elettive in enti pubblici; sancire il divieto di sentenze cosiddette attive (che
trasformano la Corte in organo legislativo di fatto);
II – Presidente della Repubblica: ridurre a 5 anni il mandato, sancire
l’ineleggibilita’ ed eliminare il semestre bianco (modifica costituzionale);
III – Regioni: modifica della Costituzione per ridurre il numero e
determinarne i confini secondo criteri geoeconomici piu’ che storici. Provvedimenti economico
sociali.

b1) Nuova legislazione antiurbanesimo subordinando il diritto di residenza
alla dimostrazione di possedere un posto di lavoro e un reddito sufficiente (per evitare che
saltino le finanze dei grandi Comuni);
b2) Nuova legslazione urbanistica favorendo le citta’ satelliti e trasformando
la scienza urbanistica da edilizia in scienza dei trasporti veloci suburbani;
b3) nuova legislazione sulla stampa in senso protettivo della dignita’ del
cittadino (sul modello inglese) e stabilendo l’obbligo di pubblicare ogni anno i bilanci
nonche’ le retribuzioni dei giornalisti;
b4) unificazione di tutti gli istituti ed enti previdenziali ed assistenziali
in un unico ente di sicurezza sociale da gestire con formule di tipo assicurativo allo scopo di
ridurre i costi attuali;
b5) disciplinare e moralizzare il settore pensionistico stabilendo: il divieto
del pagamento di pensioni prima dei 60 anni salvo casi di riconosciuta inabilita’; il controllo
rigido sulle pensioni di invalidita’; l’eliminazione del fenomeno del cumulo di
piu’ pensioni; b6) dare attuazione agli articoli 39 e 40 della Costituzione regolando la vita
dei sindacati limitando il diritto di sciopero nel senso di:
I – introdurre l’obbligo di preavviso dopo aver espedito il concordato;
II – escludere i servizi pubblici essenziali (trasporti; dogane; ospedali e
cliniche; imposte; pubbliche amministrazioni in genere) ovvero garantirne il corretto
svolgimento; III – limitare il diritto di sciopero alle causali economiche ed assicurare
comunque la liberta’ di lavoro;
b7) nuova legislazione sulla partecipazione dei lavoratori alla proprieta’
azionaria delle imprese e sulla gestione (modello tedesco);
b8) nuova legislazione sull’assetto del territorio (ecologia, difesa del
suolo, disciplina delle acque, rimboscamento, insediamenti umani);
b9) legislazione antimonopolio (modello USA);
b10) nuova legislazione bancaria (modello francese);
b11) riforma della scuola (selezione meritocratica – borse di studio ai non
abbienti – scuole di Stato normale e politecnica sul modello francese);
b12) riforma ospedaliera e sanitaria sul modello tedesco.

c) Stampa – Abolire tutte le provvidenze agevolative dirette a sanare bilanci
deficitari con onere del pubblico erario ed abolire il monopolio RAI-TV.” (6)
Che dire del ‘piano’ del massone-pidduista Licio Gelli? Semplicemente che ….
in parte è quanto Berlusconi ed il ‘polo’ conservatore di centro-destra stanno
cercando di applicare da sedici anni a questa parte come “programma” di
governo…riga più riga meno …e pare anche anche siano a ‘buon punto’ …
diciamo che hanno superato abbondantemente metà dell’opera. Queste note su
Gelli e la Loggia massonica Propaganda 2 si inseriscono inevitabilmente nella
biografia ‘presidenziale’ dell’Uomo di Arcore…senza comprendere esattamente i
‘nessi’ di convergenza, gli appoggi istituzionali, i legami imprenditoria-
finanza-politica che hanno sostenuto e aiutato la scalata al potere del Silvio
nazionale difficilmente se ne riuscirebbe a comprendere il ruolo, la funzione,
la politica e ovviamente anche il suo interesse a ‘scarozzare’ – Caronte post-
craxiano – gli “ex” missini di Alleanza Nazionale nell’ambito di un contenitore
liberista e conservatore che, eliminando qualunque residuato ‘bellico’ delle
vecchie ideologie e ‘rinnovando’ ex novo il pedigree dei Fini&colonnelli
‘vari’, darà alla “Destra” storica l’opportunità di divenire un moderno partito
politico di tipo ‘gollista’ attivamente impegnato al servizio permanente ed
effettivo degli interessi sionisti nel nostro paese e ‘audacemente’ schierato a
difesa dell’Ordine Pubblico (il partito della Polizia insomma).
Da quì alle successive prese pubbliche filo-sioniste dello stesso Berlusconi
il passo è stato ‘breve’: l’amicizia con il vaccaro presidente degli Stati
Uniti – George Walker Bush – varrà al “presidente” un riconoscimento
d’eccellenza ossia la “Kippa d’Oro” dell’Anti-Defamation League
nuovayorchese….
Il 23 settembre 2003 Silvio Berlusconi riceve a Jew York il premio come
“miglior Statista dell’anno”, riconoscimento offerto ai politici capi di Stato
dall’Anti Defamation League, per – questa la motivazione “ufficiale” – “il
coraggio mostrato nell’appoggio a Israele, alla guerra degli Stati Uniti in
Iraq e agli sforzi contro il terrorismo”. Vi furono, è vero, alcune voci
‘contrarie’ (7) a questo riconoscimento ma , sostanzialmente, i reali detentori
del potere economico e i più influenti membri dell’establishment ebraico in
America ‘accordarono’ fiducia ed elogiarono l’operato del premier italiano.
Inizialmente ‘renitente’ contro qualunque ipotesi di offensive belliche
occidentaliste contro l’Irak di Saddam Hussein (…da buon imprenditore alias
‘paraculo’ esperto e navigato il Berlusca riceverà poche settimane prima
dell’attacco americano – esattamente nel febbraio 2003 – una delegazione
irachena…assicurando che l’Italia ed il governo italiano si sarebbero
impegnati per evitare escalation militari nel Vicino Oriente….qualche mese
più tardi i soldati ‘tricolori’ saranno inviati nel sud dell’Irak a farsi
bellamente ammazzare per gli interessi petroliferi delle multinazionali
americane al seguito degli anglo-americani e della loro visione ‘esportatrice’
di “libertà e democrazia”…). Sarà grazie a questa ‘coerentissima’ decisione
che Berlusconi riceverà il premio dell’A.D.L. iniziando a maturare
quell’alleanza tattica con l’entità criminale sionista che lo vedrà
progressivamente affermare che Ariel Sharon – premier dello “stato ebraico” –
fosse un “grande statista” (fin dalla ripresa dell’Intifadah palestinese
l’esecutivo italiano di centro-destra si schiererà risolutamente con gli
sgherri di ‘tsahal’ contro i “terroristi” palestinesi di Arafat e di Hamas);
che Nethanyahu fosse un “apostolo della pace” in attesa che – ‘tanto’ una
cazzata più una cazzata meno oramai ci siamo abituati – che Berlusconi incoroni
Tzipi Livni quale personificazione vivente della Colomba pacifinta
planetaria…
Inevitabile la nuova linea dell’esecutivo – rieletto – di centro-destra dal
2008: filosemitismo, sbracata convergenza d’interessi con i sionisti,
l’oltranzista radicale ultra-sionista Fiamma Nirenstein nominata
sottosegretario agli Esteri (…il ministro in pectore…) e ‘delegata’ di
prendere le decisioni se o meno partecipare a qualche conferenza ‘scomoda’ (…
vedasi Ginevra primavera 2009…la cosiddetta conferenza contro il razzismo di
‘Durban 2’…) oltre a svolgere il ruolo di isterico ‘censore’ informatico e
recentemente impegnarsi con i ‘compari’ kahalici del CDEC milanese nella
‘crociata contro i siti antisemiti’…. per raggiungere il pieno apogeo
olocaustico-kippizzante nella clamorosa visita in “Israele” dello scorso
febbraio….la ‘tre giorni’ che ha incoronato SionSilvio di Arcore quale
novello Rabbino-Capo dell’emisfero occidentale… Ovviamente dall'”opposizione”
dipietrista-casinista-comunista-ulivista-arcobalenata di ogni sorta non un
‘belato’ di disapprovazione…’anzi’…’osanna’ nell’alto di Silvio!
Altro…- ma perchè serve anche ‘qualcos’altro’??? una circoncisione ‘kosher’
in diretta e a reti unificate Mediaset/Rai??? – da aggiungere onestamente non
c’è….
L’ultimissima cazzata è di settantadue ore fa….Berlusconi vuole “Israele”
nell’Unione Europea!
Kippizzazione della politica nazionale totale: 6 milioni a zero per ‘loro’….
Tragico olocausto della razza ario-italiana sodomizzata senza vasellina dagli
istinti atavici di vendetta e rivalsa d'”Israele”!
“Uomini siate e non pecore matte/ si che di voi tra voi/ ‘l giudeo non
rida!”… Grasse risate e ‘spanciamenti’ per ogni sinagoga italiota!
Au revoir

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

30 MAGGIO 2010

NOTE –
1 – Tra i volumi sotto elencati ricordiamo che, oltre ai ‘noti’ libercoli
antiberlusconiani che hanno fatto le fortune dei Travaglio di turno e portato
‘palanche’ alla Kaos Edizioni (specializzatasi fin dalla metà anni Novanta
nell’antiberlusconismo), figurano un numero non indifferente di testi “contro”
produzioni di crani ebraici (Lerner, Colombo, Ginsborg, Stille, Setta) ;
ovviamente questo fuoco di fila scrittorio-kosher  antiberlusconiano non
smentisce quanto a noi interessa dimostrare (ossia la indiscutibile
‘soggezione’ pro-ebraica del Cavaliere)….si tratta di libellistica faziosa
che rappresenta la vis polemica improntata all’anti-berlusconismo quale
riproposizione/sovrapposizione di un vetero anti-fascismo di settori non
indifferenti dell'”intellighenzia” ebraica di “sinistra” (e non dimenticando
l’ostilità della sinagoga che accompagnerà l’entrata in campo in politica del
Cavaliere nel 1994 durante la sua alleanza con la Lega Nord e il Msi-Dn non
ancora trasformatosi in Alleanza Nazionale…l’ostilità per la quale mezzo
mondo giudaico ‘sbraitava’ su “rigurgiti” di fascismo, nuove “marce su Roma” e
improbabilissime “camice nere” al potere…dal governo di Tel Aviv all’ADL
americana fino alle varie kehillah ‘tricolori’ un pò tutti i ‘kippizzati’
d’ogni latitudine non lesinarono attacchi e critiche). Ecco un “approccio”
biografico alla figura dell’attuale presidente del consiglio  :
Alberto Abruzzese, Elogio del tempo nuovo: perché Berlusconi ha vinto, Costa &
Nolan, Genova, 1994;
Alessandro Amadori, Mi consenta: metafore, messaggi e simboli – Come Silvio
Berlusconi ha conquistato il consenso degli italiani, Libri Scheiwiller,
Milano, 2002;
Alessandro Amadori, Mi consenta: episodio 2 – Silvio Berlusconi e l’esercito
dei cloni, Libri Scheiwiller, Milano, 2003;
Iginio Ariemma, Stefano Menichini (a cura di), Un anno in rosso: perché
fallisce la politica economica e sociale del governo Berlusconi, Editori
Riuniti, Roma, 2002;
Iginio Ariemma, Stefano Menichini (a cura di), Alla deriva: il fallimento
della politica economica e sociale del governo Berlusconi – Storia, dati,
documenti, Editori Riuniti, Roma, 2003;
Gianni Barbacetto, B.: tutte le carte del Presidente, Tropea, Milano, 2004;
Marco Belpoliti, Il corpo del capo, Parma, Guanda, 2009;
Amedeo Benedetti, Il linguaggio e la retorica della nuova politica italiana:
Silvio Berlusconi e Forza Italia, Erga, Genova, 2004;
Glauco Benigni, Re Media: gli uomini che posseggono i sistemi di comunicazione
del pianeta, Lupetti, Milano, 1989;
Silvio Berlusconi, Discorsi per la democrazia, 2a edizione, Mondadori, 2001;
Silvio Berlusconi, L’Italia che ho in mente: i discorsi a braccio, Mondadori,
Milano, 2000;
Silvio Berlusconi, La forza di un sogno: i discorsi per cambiare l’Italia di
Silvio Berlusconi, Mondadori, Milano, 2004;
Silvio Berlusconi, Verso il partito della libertà. L’identità, i valori, il
progetto, Mondadori, Milano, 2006;
Norberto Bobbio, Contro i nuovi dispotismi : scritti sul berlusconismo, Bari,
Dedalo, 2008;
Giorgio Bocca, Piccolo Cesare, Feltrinelli, Milano, 2002;
Federico Boni, Il superleader : fenomenologia mediatica di Silvio Berlusconi,
Roma, Meltemi, 2008;
Enrico Caniglia, Berlusconi, Perot e Collor come political outsider: media,
marketing e sondaggi nella costruzione del consenso politico, Rubbettino
Editore, Soveria Mannelli, 2000;
Alessandro Carresi, Bloballe 2002-2004 – Ascesa e declino di un Pinocchietto
italiano, Città del Sole, Reggio Calabria, 2004;
Furio Colombo, Antonio Padellaro, Il libro nero della democrazia: vivere
sotto il governo Berlusconi, Baldini & Castoldi, Milano, 2002;
Commissione parlamentare di inchiesta sulla loggia massonica P2. Relazione di
maggioranza a firma Tina Anselmi. Roma, Camera dei deputati, IX legislatura,
doc. XXIII, n. 2, 1984, pp. VIII-175 (CI91001). Alessandro Corbi, Pietro
Criscuoli, Berlusconate, 3° ed. aggiornata, Nutrimenti, Roma, 2003;
Franco Cordero, Le strane regole del signor B., Garzanti, Milano, 2003;
Pino Corrias, Massimo Gramellini, Curzio Maltese, 1994 colpo grosso, Baldini
& Castoldi, Milano, 1994;
Luca D’Alessandro, Berlusconi ti odio. Le offese della Sinistra al premier
pubblicate dall’agenzia ANSA – Mondadori, Milano, 2005;
Nando Dalla Chiesa, La fantastica storia di Silvio Berlusconi: dell’uomo che
portò il Paese in guerra senza avere fatto il servizio militare, Milano,
Melampo 2004;
Stefano d’Anna, Gigi Moncalvo, Berlusconi in concert, Otzium, Londra, 1994 /
Pezzini, Viareggio, 1994;
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della P2, gli amici di Tangentopoli, i soci ambigui, i collaboratori
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Groppello Cairoli, 1993
Paolo Flores D’Arcais. Il ventennio populista. Da Craxi a Berlusconi
(passando per D’Alema?), Roma, Fazi 2006;
Floriano de Angeli (a cura di), Archivio Berlusconi, Cuccia & Co. – Primo
quaderno monografico. Le connections con mafia e massoneria – Guida
all’archivio, Biblioteca e Centro di Documentazione di Mafia Connection,
Groppello Cairoli, 1994;
Michele De Lucia, Il baratto : [il PCI e le televisioni: le intese e gli
scambi fra il comunista Veltroni e l’affarista Berlusconi negli anni ottanta],
Milano, Kaos, 2008;
Simone Falanca, Alfa e Beta: cosa c’entrano Berlusconi e Dell’Utri con la
stagione delle bombe 1992-93?, Fratelli Frilli, Genova, 2003;
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l’autodifesa di Previti & C. – Tutte le carte dei processi Berlusconi-toghe
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proprio vero che è stato sempre assolto? Come sono finiti i processi a
Berlusconi & C., Roma, Editori riuniti, 2007;
Peter Gomez, Marco Lillo, Marco Travaglio, Papi, uno Scandalo Politico. Noemi
e le veline candidate e scandidate dal cavaliere di hardcore. Puttanopoli e
voli di stato, scatti e ricatti. Perché il caso Berlusconi non è una faccenda
personale, Chiarelettere, 2009 Mario Guarino. Fratello P2 1816: l’epopea
piduista di Silvio Berlusconi. Milano, Kaos 2001;
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Silvio Berlusconi. Bari, Dedalo Edizioni 2005;
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Lane (traduzione a cura di Fabio Galimberti), L’ombra del potere, Laterza,
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2)  dal quotidiano “La Padania” del 19 Agosto 1998;
3) dall’enciclopedia informatica di Wikipedia alla voce “Silvio Berlusconi”;
4) Sull’influenza e la politica degli americani in Italia dopo la seconda
guerra mondiale si consulti di Roberto Faenza – “Gli americani in Italia” –
Ediz. “Feltrinelli” – Milano 1976;
5) dall’enciclopedia informatica di Wikipedia alla voce “Loggia P2”;
6) Piano di Rinascita Democratica – crf link informatico: web.tiscalinet.it/…
pistoia/…/RinascitaDemocratica.htm  ;
7) Le critiche al’assegnazione del premio a Berlusconi, all’epoca, arrivarono
dal solito gruppetto di docenti ebrei americani (notoriamente ‘liberal’ quindi
“di sinistra”) vicini al Partito Democratico. Fra questi comparverono i nomi di
tre premi Nobel per l’economia (Franco Modigliani, Paul Samuelson e Robert
Solow). Nella motivazione di questa critica mossa ai vertici dell’A.D.L.
venivano contestate le dichiarazioni fatte dal premier italiano sulla dittatura
di Mussolini come riportò “La Repubblica” del 23 settembre 2003 (Articolo “Tre
Nobel contro Berlusconi”). Ovviamente fu l’organo della si(o)nistra liberal e
progressista italiota a dare voce ai suoi ‘beniamini’ d’oltre-atlantico….non
casualmente considerando che il quotidiano di Scalfari appartiene al gruppo
L’Espresso di cui è proprietario il giudeo Carlo De Benedetti da sempre non
proprio in rapporti idiliaci con Berlusconi.

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