Amando le donne…

di Dagoberto Husayn Bellucci

“Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.


A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.”

( Fabrizio De Andrè – “Le passanti” – Album “Canzoni” – 1974 )


“Amando le donne si fanno mille chilometri
per dire “ciao come stai? come va? passavo di qua per caso”…”

( Luca Carboni – “Amando le donne” – Album “E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film” – 1984 )

Parliamo di ..donne! Argomento sempre ‘spinoso’ e terreno minato per i più…
specialmente per chi, e pare siano “parecchi” i ‘maschietti’ in ‘apnea’, non
riesce a ‘raccapezzarsi’ nei confronti del ‘gentil sesso’ cercando anche di
capirci (…un’assurdità…) ‘qualcosa’…Perchè, sia chiaro, le donne sono
“universi” inesplorabili….(mondi lontanissimi direbbe Franco Battiato) …
psico-drammi esistenziali tendenti al nulla e alla vacua autocelebrazione di
sè….ovvero ‘maestria’ insuperabile di accidia, bramosia di riconoscimenti e
stridenti contrasti dell’anima.

E se Federico Nietzsche dichiarò che “la donna è stato il secondo errore di
Dio” Alphonse Karr riconobbe che “la donna nel paradiso terrestre ha morso il
frutto dell’albero della conoscenza dieci minuti prima dell’uomo: da allora ha
sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio”…oltretutto è ‘bene’
lasciare alle donne un pò di ‘vantaggio’ anche perchè, comunque, se lo
prenderebbero da sè e sarebbe una gara o un confronto indiscutibilmente impari
per il maschio (….una partita indiscutibilmente ‘facile’…praticamente un
‘allenamento’..). Sarà forse per questo che la donna deve ricorrere
all’artificio, al ‘trucco’ e – se non lo facesse che donna sarebbe? –
all’inganno: con Lei si gioca, di norma, una partita ‘truccata’..Il suo
‘trucco’ (maquillage) si chiama ‘fascino’…. L’uomo, lo voglia o meno, si
ritroverà sempre a carte rigorosamente scoperte anche perchè – piaccia o ‘meno’
-, parafrasando una nota pubblicità, alla donna piace “vincere facile”….e
quando decide di ‘vincere’ allora statene certi che non c’è ‘partita’.

Al di là di queste considerazioni ‘generali’ si deve poi, ed è logico che sia
così, scendere sul ‘particolare’ laddove tutto cambia di senso e muta: se non
esistessero le donne (…non proprio tutte ma comunque la stragrande
maggioranza…) che vita sarebbe per i ‘maschietti’ complessati contemporanei
e, più vastamente, per i maschi di ogni epoca e di tutti gli emisferi possibili
e immaginabili? Diciamo pure che sarebbe una ‘noia’ mortale e, oltremodo,
un’estenuante ‘cerca’ del nulla: perchè, in fondo, tutti vivono per trovare
‘qualcosa’ nella propria vita e questo ‘qualcosa’ è assolutamente “la dolce
metà del cielo” come si usava dire un tempo. Una compagna, un’amica (mah….che
senso ha l'”amicizia” tra uomo e donna continuiamo a non ‘comprenderlo’
completamente…ma, in fondo, ogni cosa che le riguarda non ha un senso
‘compiuto’…mai) – che per dirla tutta l’amicizia tra uomo e donna ha sempre
un che di erotico -, un’amante o semplicemente la fonte d’ispirazione di ogni
desiderio desiderabile… Perchè la donna è tutto questo e molto di più: è
sorella, madre, sposa. E insieme diviene complice, ambigua o sincera, e
corrispondente di sensazioni, di ‘tendenze’, di ’emozioni’. Ecco
fondamentalmente una donna dovrebbe suscitare emozioni….il ‘resto’, in sè e
per sè, non ha alcuna importanza. Non ne ha che sia intelligente (…nostro
nonno ci ‘ragguagliava’, ancora piccoli, su un concetto estremamente ‘facile’
da capire che sosteneva che “la donna dev’essere bella, affascinante e
possibilmente non troppo intelligente”…il che non significa affatto che
dev’essere totalmente stupida…che poi di stupide ne esistano e ‘prosperino’
in ogni dove questo è altro discorso…che, per estensione, riguarda pure i
‘maschietti’….ancora devono inventarlo il siero contro la stupidità…), che
sia colta o meno nè potrebbe essere motivo di interessamento una sua eventuale
attitudine a qualsiasi ‘lavoro’…. No. La donna ha una sua ‘valenza’ laddove
riesce a suscitare delle emozioni …Deve lasciare un segno ‘tangibile’ di sè
ed imprimere una ‘forma’ ad una relazione altrimenti passa, come tante altre
prima e dopo di lei, senza alcun rimpianto e ogni interesse verso di lei
diviene indifferenza.

Non c’è niente di più ‘cattivo’ dell’indifferenza di un uomo verso una donna.
Questa osservazione ci ‘costringe’ ad aprire una ‘doverosa parentesi’ – più che
legittima peraltro –  personale: ricordiamo una nostra ‘ex’ – è passato meno di
un anno ma evidentemente abbiamo lasciato un ‘segno’…Noi….Lei no – che, per
farsi ‘cercare’ in tutti i modi ci ha, più o meno intenzionalmente (noi
affermiamo che quello fosse proprio lo scopo precipuo di un simile messaggio
‘subliminale’ veicolato su uno di quei social-network che van tanto di ‘moda’
oggigiorno) ‘vergato’ questa laconica frase: “Odiami o amami ma risparmiami la
tua indifferenza!”….. Che dire: colpita ed affondata!

Ancora, crediamo, stanno cercando il ‘relitto’…. Tant’è almeno stavolta, per
dirla con Samuele Bersani, “piccolissimo particolare, ti ho perduto senza
cattiveria” ( “Giudizi Universali” ….da tenere sempre in mente perchè è
vero…alla fine, tutte, sono solo “la copia di mille riassunti”….) e,
quindi, va bene così com’è andata…. possiamo solo ‘ringraziare’ perchè “è
stato “meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati” (…l’insuperato
Fabrizio Faber De Andrè…).  Abbiamo voluto inserire, non casualmente (il
‘caso’ non esiste), le parole, straordinarie, de “Le Passanti” una delle
canzoni più profonde (difficile comunque trovarne che non lo siano) di questo
Genio della Musica e poeta non dichiarato che la compose ispirandosi all’opera
di Georges Brassens che aveva registrato in francese nel 1972 due anni prima
che De Andrè la riproponesse tradotta in italiano. Parole non irrilevanti
tratte da una poesia di Antoine Pol un poeta fino a quel momento praticamente
sconosciuto ai più.
Si narra che Brassens innamoratosi del testo desiderasse, oltre a metterlo in
musica, incontrare il vecchio Pol. Un incontro che non avverrà mai: il vecchio
Pol (85enne) non arrivò all’appuntamento già fissato con lo chansonnier
francese…la morte (la carogna che – come giustamente sottolineerà De Andrè in
“Morire per delle idee” – “è già abbastanza attenta/non c’è nessun bisogno di
reggerle la falce”) sopravverrà lasciando a Brassens un enorme rammarico…per
una settimana i due non riuscirono ad incontrarsi.

Pol era nato a Douai nel 1888 e morì nel 1971, fu un capitano d’ artiglieria e
poi lavorò in una miniera di carbone a La Houvre, vicino Strasburgo, fino al
1945 quando divenne presidente della Confederazione francese degli importatori
di Carbone. Al suo pensionamento, si dedicò alle sue vere passioni ed in
particolare alla poesia. “Les passantes” è tratta dalla sua raccolta “Emotions
poétiques, del 1918.

“Nel panorama sentimentale di De André, Le passanti occupa un posto
fondamentale. E’ il luogo poetico in cui vengono perfettamente riassunti gli
elementi focali della sua concezione dell’amore, e cioé l’amor crudele, la
nostalgia del passato, l’amore-disamore. Le passanti è il canto lento che gira
intorno a ciò che non abbiamo mai avuto; è lo struggimento per una felicità
intravista ma mai raggiunta; la canzone che si canta quando ormai il rimpianto
è diventato un’abitudine. Il solo amore che non si consuma, ci dice il genovese
con le parole tradotte di Antoine Pol, è quello per il volto scomparso, che
torna alla memoria quando si è rimasti soli.
Tra la sofferta contraddizione dell’incontro e la convinzione che è sempre
meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati, Le passanti è lì a rammentarci
che il desiderio corteggia quasi sempre l’assenza.” (1) o, parafrasando Piero
Ciampi, “la tua assenza è un assedio”.
Assedio dell’anima…. ma è sempre lo stesso Ciampi da Livorno (…. il Poeta
del Nulla che conobbe a Parigi Pierre Ferdinando Cèline fu amico di Carmelo
Bene e non disdegnava – autentico Genio e sregolatezza – di presentarsi semi-
sbronzo su un palco invitando “il merlo” tra gli spettatori che osava
fischiarlo a “salire sù” perchè “io rischio e tu no!”…..) a ricordare che a
volte è necessaria una ‘tregua’ …”prima dell’attacco finale”….

Noi affermiamo, invece, che il vero desiderio amoroso che non consuma è quello
di una simbiosi ‘totalizzante’ con l’Amata; platonicamente la perfezione:
l’unità di due insiemi che hanno tutto da dividere e niente che gli divida…
due “destini che si uniscono” parafrasando invece una canzone dei Tiro
Mancino.
Sull’amore, l’arme e le donne (….odio/guerra/amore formano da sempre un
trinomio indissolubile perchè – per dirla con Robert Brasillach – “in guerra ed
in amore tutto è permesso”…) ci sarebbe probabilmente da comporre
un’enciclopedia. Sulla natura femminile non basterebbero duemila anni per
addivenire ad una plausibile analisi e se può essere vero quanto affermava
cinicamente Alphonse Karr, ossia che “la donna per l’uomo è uno scopo, l’uomo
per la donna è un mezzo” (…ma si potrebbero anche, e più andiamo avanti e più
la cosa si palesa spesso e volentieri, cambiare i fattori…il risultato in
questo caso…cambia eccome!) sicuramente non aveva tutti i torti l’anonimo
estensore di quest’altro notevole aforisma quando sentenziava come definizione
dell’esistenza che “La vita è un deserto. La donna è un cammello. Montiamo sul
cammello per attraversare il deserto!”. Nella sua brutale semplicità risulta,
questa cammellifera metafora, di una rilevante veridicità: il problema, ammesso
e non concesso che esista, è trovare il “cammello” giusto!

Cammelli a parte (….memorabile comunque la canzone sul ‘catali-
cammello’….) noi affermiamo che esistono Femmine di ‘razza’: Femmine che non
hanno bisogno di ‘ciancie’ e vanno dritto al ‘dunque’ ovvero sanno esattamente
ciò che vogliono e sanno ancor più perfettamente come ottenerlo; senza
tergiversare troppo, senza giri di parole, senza mezze-misure: ci è capitato di
incontrarne e, fuor di discussione, sono le migliori anche se – com’è ‘normale’
che sia – servono sempre i preliminari (…la ‘parte’ da recitare….come
direbbe Luciano Ligabue….”perchè c’è sempre una parte da recitare/si farebbe
molto prima se tornasse vestita soltanto del bicchiere”….come dargli
torto…) ed una non relativa serie di panegirici e ‘divagazioni’….le femmine
utilizzano lo charme…lasciando a noi uomini di ‘giocarcela’ con lo
‘stile’….

Come concludere una ricognizione scrittoria ‘dedicata’ all’universo femminile
che sia ‘degna’ di rilievo? A noi ci piace ‘epilogare’ parafrasando Goran
Kuzminac ed una sua canzone in voga un trentennio or sono (“Ehi ci stai”): “….
ci stai ad esser sempre tu/ qualunque cosa accada/  ci stai un po’ per gioco/ a
toglierti la gonna/  a metterti nel letto/  con la gioia di esser donna….”
….Perchè? Ma perchè è altresì vero che una donna si vede quand’è tale anche,
se non soprattutto, lì…tra le lenzuola….E questo vale ancor più per un
uomo.  Solo sesso? No ….non chiamatelo sesso…Chiamatela Passione!

Au revoir

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

14 GIUGNO 2010

Note –

1) crf si veda al link : http://www.nakataimpastato.
com/inner/fda/fda/inside/french/pages/passanti.htm

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