Eresia Maxima

di Dagoberto Husayn Bellucci

….fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi….(…)
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.”

( Fabrizio De Andrè – “Amico Fragile” – Album “Volume 8” – 1975 )

“Il borghese è pacifista, pietoso, pietista, pronto a commuoversi, sempre
umanitario, infecondo, ostile alla militarizzazione e al nazismo. L’Asse Roma-
Berlino sta sullo stomaco a questi borghesi.”
( Benito Mussolini – “Diario 1935-1944” di Giuseppe Bottai )

“La burocrazia e l’esercito permanente sono dei “parassiti” sul corpo della
società borghese, parassiti generati dalle contraddizioni interne che dilaniano
questa società, ma parassiti appunto che ne “ostruiscono” i pori vitali.”
( Vladimir Ilic Lenin )

“Vivere pericolosamente” era ‘adagio’ d’epoca fascista che – invitando la
gioventù a prendere l’iniziativa e guidare i destini della Rivoluzione
mussoliniana – fissava obiettivi incitando il popolo italiano a svegliarsi per
l’affrontamento di quella prova insuperata che sarà il secondo conflitto
mondiale alias la seconda guerra d’aggressione giudaica contro l’Europa
dell’Ordine Nuovo e delle Rivoluzioni Nazionali.

E “vivere pericolosamente” è anche imperativo categorico che abbiamo fatto
nostro da una ‘vita’….senza ‘rischi’ non ci ‘divertiamo’ riconoscendo
peraltro – con Julius Evola – che la patria d'”elezione” è quella laddove si
combatte per le proprie idee non esistendo oramai da oltre sessant’anni alcun
‘patrio suolo’ da ‘difendere’ nè soggetti, i più al limite ed oltre l’assurdo,
con i quali ‘confrontarsi’ efficacemente ossia riconoscendo ‘stili’ e
‘caratteri’ razziali conformi…. Se abbiamo smesso di ‘cercare’ (…la cerca
del nulla…) “sodali” è perchè – dopo tanti anni – visto ‘uno’ visti
‘tutti’…

Al di là dunque delle altrui rappresentazioni e delle forme assunte dalla
politica contemporanea, dei soggetti deambulanti nella vuota voragine di
valori, idee e ideali che caratterizza la società moderna e indipendentemente
da quali saranno gli ‘esiti’ di decomposizione terminale di aree più o meno
“antagonistiche” fissiamo “l’orizzonte immutabile” di quella che è la realtà
fattuale italiana del Terzo Millennio. Una mezza realtà ovvero la
rappresentazione tra il reale ed il virtuale di un paese ( …”‘o paese ‘cchiu
stupete du munne” parafrasando Remo Stellucce tifoso storico
dell’Internazionale e conoscente lattanziano di altre ‘epoche’….ovviamente
anche Maurizio Lattanzio – insuperato Grande Guascone nonchè velenosissima
penna ‘a sonagli’ dell’estrema destra italiana…- tifava Inter…la squadra
più ‘fascista d’Italia”…assieme chiaramente a Lazio e Hellas ….quest’anno
siamo in ‘attesa’ del miracolamento dei veneti….e del loro pronto rientro in
cadetteria….) che non esiste più…dilaniato ad un livello di semi-coscienza
collettiva che ha portato all’ecatombe generale degli spiriti ed
all’ammassamento dei cervelli nel gran calderone finto-hooliwoodiano (…la
scenografia del nulla…) magistralmente – ….la ‘grandezza’ capovolta del
‘demonico’… – realizzato da venticinque anni di de-ideologizzazione della
politica, destrutturazione della società, disarticolazione dei livelli di
guardia personali che hanno reso l’individuo moderno (l’italiota-medio) un
perfetto deficiente deambulante senza senso e senza obiettivi nella vuota
contemporaneità del Nichilismo trionfante.

Con o senza Berlusconi, con o senza il contorno di
veline/velette/letterine/escort, con o senza il proclama cloroformizzante della
Si(o)nistra Italiota (…quella veltronian-kennedjana americanizzante…) il
risultato probabilmente sarebbe stato identico: il berlusconismo, da taluni
percepito quale ultimo stadio della non-politica, rappresenta nient’altro – nè
più nè meno – che l’attracco ideale di un certo modo di pensare la politica, di
una certa attitudine politica, di una certa idea della politica (la stessa che,
peraltro, aveva trionfato negli anni Ottanta all’epoca della Milano da Bere di
craxiana-pillitteriana memoria e del socialismo ‘tricolore’ rampante del
‘ballerino’ della Farnesina …’tal’ Gianni De Michelis…). Inutile quì
stilare ‘classifiche’, domandarsi se facciano più o meno schifo gli ex missini
ex alleanzini approdati al berlusconismo omologante o gli ex comunisti ex PDS
arenatisi nelle secche del ‘democraticismo’ in stile ‘yankee’ ….Inutile e
peraltro improponibile confronto: fanno semplicemente schifo tutti quanti!
Senza ma e senza se diciamo che c’è ben poco da ‘salvare’ ….Nemmeno le
‘apparenze’ oramai…Lo sbracamento della politica procede parallelo a quello
della società di massa che ha i suoi miti, i suoi stereotipi, le sue mode ed i
suoi costumi in quel modello americano di consumo per il quale conta ciò che si
è in funzione di quanto si produce e, soprattutto, di ciò che si consuma (…
capitalismo…) mentre per gli animaletti parlanti nella terra di nessuno post-
modernista sarà ‘funzionale’ qualunque autorappresentazione di sè ‘conforme’ a
determinati interessi contingenti (…nella società dell’immagine conta
‘apparire’ ….l’essere, la dimensione interiore dell’individuo, il suo ruolo e
la sua percezione ‘verticale’ sono stati schiantati dal magma incandescente del
nulla contemporaneo che innalza simboli e modelli di riferimento meno che
mediocri e stabilisce inarrivabili ‘top-ten’ di demenza oramai
quotidiana….).

Qualcuno volesse provare a rappresentare all’estero, al di fuori
dell’Occidente mondializzato, la situazione italiota o semplicemente intendesse
riportare gli avvenimenti ‘cronachistici’ contrassegnati da un’impressionante
serie di idiozie più o meno infarcite da altrettanti episodi criminosi, si
ritroverebbe probabilmente a lasciar a dir poco esterefatti e basiti i suoi
eventuali interlocutori….Perchè la cronaca italiota è di quelle che
‘meritano’ attenzione: altissima percentuale di violenze di ogni ‘segno’  (…e
anche ‘razza’, nazionalità e/o religione….), stupri e ammazzamenti di ogni
sorta, atti di teppismo irrazionali ed irragionevoli, criminalità diffusa….
Siamo al teatrino dell’assurdo di gente che ammazza il vicino di casa perchè il
cane abbaia, di idioti che buttano lavatrici o si divertono a tirar sassate da
un cavalcavia, di dementi che per una sigaretta richiesta e non data inscenano
vere e proprie caccie all’uomo con accoltellamenti ‘vari’ (…l’amico Eugenio
Manzini, da noi incontrato lo scorso settembre per le strade di Modena, aveva
peraltro lucidamente sottolineato che oramai “non rischi una coltellata per una
sigaretta non data…la rischi anche se gli giri un pacchetto intero”…)….e
non dimentichiamoci la ‘lambretta’ volata giù da una curva di San Siro alcuni
anni or sono…. E’ l’emersione dell’irrazionale. L’affermazione di escrescenze
infere ‘destate’ dal sub-conscio di individualità malate….

Pazzia collettiva e demenza individuale si ‘accavallano’ nelle notizie di
‘nera’ allineandosi – nei palinsesti di telegiornali che raccontano il nulla,
parlando di nulla e occupando di niente – al lato, a fianco o comunque vicino,
a quelle altre forme di omologazione culturale di massa che sono le notizie
gossippistico-puttanesche da anni, oramai, occupanti in pianta stabile perfino
i salotti-buoni della politica. E anche in questo campo siamo ai livelli
bassissimi dell'”escortismo” provincialistico-universitario ..(…”dove sono
andati i tempi di una volta per Giunone/ quando per fare il mestiere ci voleva
anche un pò di vocazione” ‘cantava’ il Grande Fabrizio Faber De Andrè quasi
quarant’anni fa ne “La Città Vecchia”…) che non arrivano minimamente a
rappresentazioni di “superbia” troiesca quali quelle – ‘riportateci’ da
“cronache bolognesi” passate -di una Signora (…a volte la “S” maiuscola
s’impone…) che – cornificato a dovere il consorte per tutta una vita – post-
mortem aveva fatto preparare uno “specialissimo” testamento incaricando un
conoscente dell’invio di una missiva anonima (…la famosa “lettera al
minatore” del Grande Totò…) ‘ilustrante’ abbondantemente all'”affranto”
maritino le sue ‘gesta’ erotico-sessuali … Massima perfidia femminile!

La puttanopoli italiota oramai non saprebbe riconoscere più neanche un culo
femminile figuriamoci tutto il ‘resto’…. E quando si parla di I’tal’yà la
prima, logicissima, immagine che ‘balena’ alla mente è quella delle derive
assunte oramai dal Politico: indipendentemente, lo ripetiamo, da ‘tizio’,
‘caio’ o ‘sempronio’ di turno siamo ai minimi storici per ciò che concerne il
concetto stesso di Politica; di fronte ad un niente che domina incontrastato
l’orizzonte politico ed erompe nella scena pubblica mediatica attraverso la
figurazione scenica del “fabbrichetta” rifatto e tirato (…l’uomo di
plastica…) del Cavaliere di Arcore…l’arricchito mestatore affaristico che
ha costruito il suo impero mediante abusi e corruzione con l’imbroglio di chi
si sente protetto e ‘rassicurato’ dal Potere politico….Il Grande
Intrallazzatore mediatico ha decisamente oscurato tutto e tutti gli altri
‘copartecipanti’ e corresponsabili della Grande Truffa post-ideologica
denominata Seconda Repubblica.

E’ in questo pandemonio di demenzialità contorte e irrilevanti convergenze,
intese truffaldine e tangentocrazia persistente, nel rubacchiare come fine e
nel disporre della propria posizione d’autorità per dare l’assalto alla
cosiddetta “scala sociale” sistemica che si delinea una bassissima politica che
è espressione naturale di quella deriva ontologico-individualistica che ha
caratterizzato il ‘paese’ dagli anni Ottanta fino ai nostri giorni …
Obnubilata l’identità nazionale, disintegrati i miti ideologici, annullata la
volontà popolare la ‘casta’ ha rappresentato la nazione Italia come
un’autentica espressione geografica incastonata nel concerto di Stati
dell’Unità Europea …. Nell’epoca decisiva che vedrà il grande rimescolamento
delle ‘carte geopolitiche’ mondiale, in un periodo che è caratterizzato
dall’avvento di nuovi attori geopolitici (India, Cina, Brasile ma anche nazioni
meno sviluppate che si stanno affacciando nel Great Game planetario dei nuovi
rapporti di forza internazionale quali l’Argentina, il Venezuela, il sud-est
asiatico…) e dalla tenace resistenza opposta dall’Imperialismo statunitense
schierato militarmente (ma anche, soprattutto, economicamente) a difesa dei
propri interessi e delle proprie posizioni l’Europa non esiste! Non riesce ad
esistere! Per quanto ci si sforzi di ‘indorare’ la ‘pillola’ siamo di fronte al
fallimento del “progetto Europa”: il Vecchio Continente è quello delle banche e
della finanza parassita, dei giudeuri e delle casseforti delle multinazionali,
della concezione antiquata del diplomaticismo che, peraltro, questi politicanti
da strapazzo non sanno più nè come nè dove affermare andandosi ad impantanare
su posizioni irrilevanti dinnanzi ad autentiche tragedie alcune delle quali
vissute alle proprie porte, davanti al cortile di casa, perfino dentro casa (e
qui non potremmo non ricordare il dramma della ex Yugoslavia….dov’era
l’Europa? dov’erano gli europei mentre altri europei si scannavano bellamente
per tutte le regioni slave? cosa facevano i Gianni De Michelis dell’epoca per
fermare il massacro oltre-confine che dalla Slovenia alla Croazia passando per
Bosnia Erzegovina ed infine Serbia e Kosovo hanno lacerato, disintegrato,
distrutto popoli, etnie, villaggi e città in una contesa barbara e crudele
d'”altri tempi” alla quale – ‘piaccia’ o ‘meno’ ai ‘risikandi’ della
geopolitica – pose fine soltanto l’intervento armato degli Stati Uniti?).

La vicenda del conflitto civile slavo ha dimostrato, con un decennio
d’anticipo rispetto alla applicazione del così tanto celebrato ed osannato
“Trattato di Maastricht” che l’Europa non è più: priva di una politica europea
comune degna di questo nome, incapace di assumere perfino posizioni univoche
rispetto a tutte le principali evoluzioni della recente storia mondiale degli
ultimi vent’anni ed assolutamente inerte e imbelle dinnanzi ai genocidi che
dall’ex Yugoslavia all’Africa passando dalla Palestina occupata all’estremo
Oriente si sono susseguiti ininterrottamente.

Quest’Europa flaccida e stoltamente servile di fronte ai diktat-desiderata
atlantico-sionista ha mostrato abbondantemente il suo volto: semplicemente
inesistente! Manca l’elemento umano, mancano i progetti, manca l’unità europea.
L’Europa naviga senza timone nelle acque agitate delle tempeste geopolitiche
internazionali sforzandosi a malapena di restare a galla senza mete senza
obiettivi e senz’alcuna speranza di incidere neanche diplomaticamente sui
principali eventi che contrassegnano e domani ancor più distingueranno il
futuro della politica mondiale. Piccola politica del quieto vivere. Piccole
idee del pacifinto mantenimento dello status quo. Piccolissimi e mediocri
attorucoli (i Sarkozy, i Berlusconi, le Merkel, i Brown e – dietro loro con
loro – tutto il resto del ‘baraccone’ politicante delle “piccole patrie” di
gollista memoria) irresponsabilmente assurti alle rispettive ‘fortune
elettoralistiche’ nazionali ed alla guida dei rispettivi esecutivi attraverso
l’inganno e la menzogna di propagandistiche ed illusorie promesse (…’buone’
solo per il popolo-gregge dei ‘belanti’ deambulanti castrati ontologicamente
nella terra di nessuno post-nichilistica….)  che mai potranno nè tantomeno
vorranno mantenere e ‘assisi’ ai posti di ‘comando’ illusori delle Istituzioni
sistemiche a difesa degli interessi privatistico-usurocratici delle grandi
consorterie massonico-settarie delle diverse lobbie’s economico-finanziarie e
dei gruppi di pressione imperanti in ogni tugurio democratico alias società
dell’alienazione di massa e della spartizione partitocratico-pescecanesca dei
‘dividendi’.

E la politica dov’è? Ed il ‘dibattito’ politico dove sta? E, in tutta questa
serie di contrattazioni affaristiche, dove rimane il senso del ‘politico’?
Forse abbandonato stancamente nell’alcova di qualche ‘squillo’ d’alto bordo o
dimenticato nella preistoria ‘patria’ dei “padri costituenti” di una
repubblichetta delle banane abbandonatasi ed appiattitasi sulle posizioni del
più squallido e servile filo-atlantismo, americanizzata più dell’America,
imputtanitasi da sessant’anni abbondanti di asservimento generale alle
politiche imperialistiche provenienti d’oltre-oceano e privata di qualsiforma,
anche minimale, di “sovranità nazionale”.

La deriva della società italiana è lì davanti agli occhi di chiunque sappia e
voglia osservare lo spettacolo indecente di una classe politica di nani e
ballerine, di soggetti incapaci di prendere una benchè minima decisione,
decisamente irresponsabili quando (siano di ‘destra’ o di ‘sinistra’ poco
cambia) varano manovre finanziarie strappalacrime ad un popolo abituato a subir
tacendo che ormai supinamente non leva più neanche le ‘consuete’ lamentele di
‘facciata’…. Passate le epoche delle contestazioni e delle rivolte più o meno
pseudo-rivoluzionarie viviamo i tempi ultimi della “fine della storia” con
l’atteggiamento quasi compiaciuto di chi, castrato a dovere (…cappone ‘made
in Italy’…), può solamente attendere sornione e impaziente l’altrui
castrazione…viaggiamo così, incerti e indecisi, verso l’One World, mondo
unidimensionale anti-identitario e virtuale; nettamente plagiati dall’effimero
che inonda oramai onnipervadente i mezzi d’informazione di massa. A nessuno
interesse niente di nessuno perchè queste sono le dinamiche di normalizzazione
sistemico-sinagogiche tirannicamente calate, quasi fossero una novella spada di
Damocle, sulle teste (…tralasciamo di ‘cosa’….) di soggetti depauperizzati
e irretiti da sessantacinque anni di democraticismo e da un trentennio di
edonistiche ed illusorie promesse mancate.

Ora di fronte a questo scenario pre-mortem (…campane a lutto di una
nazione…) occorrerebbe un’inversione radicale, di trecentosessanta gradi,
della rotta: occorrerebbe una rivolta idea, nazionale e socialista, incendiaria
e devastante di tutto l’esistente. Ma si sa….tra il ‘dire’ ed il ‘fare’….
restano gli ‘oceani’ di idiozia dei contemporanei.

L’eresia maxima di fronte al vuoto postnichilistico panorama contemporaneo
sarà rappresentata dall’eruzione informe di nuove forme di ribellione,
dall’avvento inaspettato di forze sovraumane, dall’escissione dal consorzio
sociale dei burattini sinagogici di un soggetto nuovo, differenziato,
indifferente, irriverente ed irriducibilmente deciso a stravolgere
completamente l’attuale panorama politico, i dogmi dominanti, le opinioni
correnti, i convincimenti contemporanei. L’eresia suprema dovrà essere la
negazione di tutto l’opinionismo sinagogico-sistemico: sradicamento totale dei
non valori di questa società e di questo mondo, radicalizzazione di tutte le
correnti anti-sistemiche attualmente ridotte allo stadio larvale da una
progressiva erosione che ha incanalato nella Grande Cloaca ‘circense’ del
gossippismo straccione istinti e pulsioni politiche ed identità frastagliate e
svendute sull’altare del Vitello d’Oro della macchina produttivistico-
consumistica del capitalismo globale.

Una lucida, fanatica, irriducibilmente radicale eresia dovrà riprendere la
strada verso la disintegrazione dei palinsesti costituvi l’ordinamento
borghese: alla piovra individualistica della catena di montaggio consumistico-
capitalista opporre l’estetica scintillante della figura dell’Operaio
Militante; la fanatica utopia dei Consigli Rivoluzionari di Fabbrica (
riecheggi pure la eco del “Tutto il potere ai Soviet!” …sempre meglio della
castrazione mondialista che ha svuotato di ogni valore ideali e politica) ed
infine la costituzione di uno Stato Comunistico Prussiano dell’Aristocrazia
Razziale di una nuova ‘casta’ di Signori….

Eresie? ‘Certo’….. Opporre al modello di sviluppo liberalcapitalistico
dominante la Socializzazione delle Imprese! Lo Stato – uno Stato ‘degno’ di
questo nome – la pianti di sovvenzionare pubblicamente e correre periodicamente
in soccorso – offrendo ‘stampellistiche’ misure di ‘aiuti’ e finanziamenti –
alla FIAT (principale azienda italiana) e decida di statalizzarla
definitivamente…. Lascino agli operai di socializzare le principali imprese
nazionali. Statalizzino le banche d’affari dei privati pescicani della
borghesia italiana e quelle, troppe, già in mani straniere. L’operazione di
riequilibrio dell’economia nazionale sia destituita da ‘opportunismi’ piccolo-
accattoneggianti e si risollevi il mondo dell’agricoltura vessato da anni e
quello della piccola-media impresa autentico perno della nazione italiana.
Siano restituite alla Cultura ed all’Arte, al Turismo ed al cosiddetto “made in
Italy” il loro ruolo di battistrada all’estero di un “modello Italia” antiquato
nell’era della globalizzazione e comunque indifferente all’assalto concentrico
delle multinazionali straniere. Aboliamo il vocabolo “privatizzazione” dai
libri di scuola della Politica! La Politica ritorni alle redini di questo paese
e della sua economia. Ritorni la funzione eminentemente produttivistico-
patrimoniale del libero mercato riconducendo aziende e imprese sotto il
controllo dello Stato. Siano espropriati i patrimoni privati fraudolentemente
accumulati dalla grassa borghesia sulle spalle degli onesti lavoratori e della
nazione.

I ‘Berluscone’s’ si trovino un’oasi di pace da qualche parte…ce ne sono
‘molte’ dall’Atlantico al Pacifico…. Gli Elkann abbandonino la ‘preda’ …. I
De Benedetti rinuncino a mestare nel torbido… Le Nirenstein – se proprio ci
tengono tanto a “monitorare’ e censurare in ogni ‘dove’ – facciano le valigie e
cerchino casa altrove… (non ce ne facciamo assolutamente niente di soggetti/e
giudei e giudaizzanti eletti parlamentaristicamente e inviati a Roma a
“rappresentare gli interessi di Israele”….)…. I ‘furbetti’ del
‘quartierino’ (…gli utili idioti delle terze/quarte file della piccola
finanza provinciale italiota…) infine ritornino a farsi da parte….

La Banca Centrale, banca privata, sia completamente riassorbita dallo Stato.
Si abbandoni al suo destino la moneta unica europea, il giudeuro che tanti
danni ha prodotto all’economia reale nazionale, e le nazioni del ‘consorzio’
imbroglioni e imbonitori finanziario di Strasburgo e dintorni.

Uno Stato degno di questo nome disconoscerebbe immediatamente i trattati di
“pace” firmati dall’Italia vinta nel 1947 ….rimetterebbe in discussione
immediatamente la presenza militare statunitense sul territorio nazionale,
uscirebbe dall’Alleanza Atlantica e dai diktat statunitensi ed allontanerebbe
qualunque rappresentanza diplomatica ‘scomoda’ fautrice di linee di politica
estera non funzionali ai nostri reali interessi mediterranei e europei.

E, dulcis in fondo (…ma le “cosucce” da fare sarebbero numerose…) sia
eliminata la malapianta massonica che tutto domina e tutto investe e compenetra
di sè; siano combattute fino in fondo le diverse organizzazioni mafioso-
criminali e – soprattutto – si affronti vis a vis apertamente e coraggiosamente
l’eterna questione maledetta eliminando l’influenza della gènia maledetta dal
nostro territorio nazionale (…si ‘sentono’ “israeliani”….’decidessero’….o
emigrassero verso altri ‘lidi’ …l’America è sufficientemente ‘grande’ e
abbondantemente ‘conforme’ ai loro istinti usurocratico-predatorii..).

Come lucidamente affermava Maurizio Lattanzio anni fa, dalle pagine di “Islam
Italia”, senza anti-mondialismo non esiste anti-imperialismo ‘plausibile’ …
allo stesso modo senza anti-giudaismo non può dirsi ‘compiuto’ alcun serio
tentativo di analisi o ‘ricognizione’ foss’anche semplicemente scrittoria
relativa all’anti-sionismo. Una politica autenticamente rivoluzionaria dovrà
pertanto affrontare la questione ebraica e quella monetaristico-finanziaria del
mercantilismo usurocratico internazionalista…i due principali cancri che
comprimono e sottomettono la libertà dei popoli e la sovranità delle nazioni.

Qualcuno potrà chiamare questo programma semplice utopia e politica
irrealizzabile…. Qualcun’altro potrà sempre sottolineare l’inattuabilità di
proposte politiche ‘antiquate’….Altri ovviamente non mancheranno di rilevare
l’indiscutibile ‘follia’  demagogica di parole d’ordine di un “passato che non
passa”….Noi diciamo soltanto trattasi di lucida, semplicemente lucida, e
fanatica eresia …..o ultima ratio prima della fine….

Au revoir…

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

17  GIUGNO 2010

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