Sensazioni d’estate

tra guerre annunciate e (altrui) speranze deluse

 di Dagoberto Husayn Bellucci

 

“Guarda che giornata di sole che c’è
qui in città si soffre che caldo che fa
aria condizionata
nel traffico che c’è
meno sudato arriverò da te
poi prepara tutto che al mare si va
la tua pelle nera tra un po si farà
un ritmo cubano
la radio suona già
tutto programmato se ti va
quando esta noche tramonta el sol
mon amour mon amour
yo quiero darte mi corazon
mon amour mon amour
a piedi nudi vicino al mar
a bailar a bailar
toda la noche quisiera estas
mon amour mon amour
si tu me quieres te doy mi vida
te regalo todo mi amor
y te regalo tambien la luna
yo por ti la voy a buscar
io ti guardo e rido mi girò il caffè
tu mezzo limone lo tuffi nel tè
guardiamo verso il cielo
fra poco arriverà
la prima stella che ci guiderà
quando esta noche tramonta el sol
mon amour mon amour …”
( Gigi D’Alessio – “Mon Amour” – Album “Buona Vita” – 2003 )
“È inevitabile che in questo mondo di sfruttatori e di sfruttati non sia possibile alcuna grandezza che per ultima istanza non abbia il fatto economico. Vengono bensì contrapposte due specie di uomini, di ani, di morali, ma non occorre avere molto acume per accorgersi che unica è la sorgente che le alimenta. Così è anche da un medesimo tipo di progresso che i protagonisti della lotta economica traggono la loro giustifi cazione. Essi si incontrano nella pretesa fondamentale di essere ognuno il vero autore della prosperità sociale per cui ognuno è convinto di poter minare le posizioni dell’avversario quando riesce a contestargli ogni diritto di presentarsi come tale.”
 ( Franco Giorgio Freda – “La disintegrazione del sistema” – ediz. di “Ar” – Padova )

Ci raccontano che nella penisola italiota faccia caldo…probabile ….come, del resto, fa caldo ogni stramaledettissima estate ….

Niente di nuovo piu’ o meno…tra le coste del “belpaese” ‘pinguini’ del resto non se ne sono mai visti…

D’accordo che con l’afa e l’umidita’ si stia male…d’accordo anche che per molti il troppo caldo possa dare “alla testa” e la canicola incitare a reazioni emotive abnormi (..questo in fondo sarebbe il meno…capita anche d’inverno…del resto se uno “nun ce sta cu a capa” c’e’ poco da fare…) e siamo fin troppo d’accordo che l’appiccicume prodotto dai contatti umani in questi periodi divenga oggettivamente insopportabile…

Tolleriamo qualunque opinione…sara’ che qui , su al nord Europa, siamo sotto pioggie piu’ o meno torrenziali un giorno si e l’altro pure; sara’ che fa fin troppo freddo da doverci premunire di dormire con un paio di piumoni e che gli agenti atmosferici sono particolarmente benigni e misericordiosi nei nostri confronti (….lassu’ qualcuno ci ama…e non solo, fortunatamente lassu’…) e ci dilettano con un’alternanza di solicchio primaverile al quale si sovrappongono sonore e interminabili scrosciate d’acqua modello tardo-autunnale…insomma ci spiace per i ‘sudanti’ italioti ma stavolta, e per una volta tanto dopo troppe estati libanesi torride e afose, ce la passiamo termologicamente alla grande…

E’ un periodo “pieno di sorprese” come direbbe Samuele Bersani…sorprese assolutamente ‘fascinose’ e degne di attenzioni…ed e’ anche un periodo, al di la’ delle ‘apparenze’ (….che spesso ingannano…anzi…diciamo pure quasi sempre….sebbene secondo Sant’Agostino anche l’estetica sia una delle prove dell’esistenza del Divino noi diciamo che il ‘diavolo’ ci mette quasi sempre lo ‘zampino’ …a Modena ci mettera’ invece lo zampone… e quindi le apparenze tendono ad ingannare…), di ennesime verifiche e di una, piu’ o meno profonda, fase di ‘meditazione’…

Stiamo cioe’ ‘conteggiando’ assieme a pecore, capre e cavalli che da queste parti ‘abbondano’ (…ne’ mancano altri esemplari ovini, bovini e suini….quello che invece sembra proprio inesistente – assieme ai rettili – e’ la ‘fauna’ canide-ululante….lupette “interessanti” relativamente poche…e poco “mordaci”…) quali saranno le nostre prossime mosse – i ‘saliscendi’ dell’anima – in vista di un riposizionamento tattico-strategico ‘conforme’ …

Valuteremo…il tempo non ci manca ne’, sia chiaro, attestati di stima e cameratismo che sono giunti da ambienti piu’ disparati….

Ora, al di la’ dell’approvazione o disapprovazione altrui, anche qualche ‘plauso’ una tantum fa pure piacere…meglio comunque non ‘abituarcisi’ troppo e adagiarsi su allori che non conosciamo, non abbiamo mai conosciuto ne’ ci interessa conoscere…

Si vive alla giornata in cerca di emozioni nuove e di una distinta realta’ rispetto anche ad un recente passato che ci ha visti presenti in altri lidi e su altri ‘fronti’…diciamo che dove ci troviamo e’ semplicemente fin troppo ‘pacioso’ per poterci “aggeniare” a sufficienza…non ci andavano a genio fino all’altro ieri le relativamente tranquille terre libanesi figuriamoci quanto possiamo resistere nella bambagiosa Europa del nord…troppo ‘perfettina’, troppo ‘linda’ e troppo ‘formato cartolina’ come ‘opzione’ esistenziale… Tant’e’ …valuteremo…

Intanto stiamo concedendoci un meritatissimo periodo di relax ‘compagnati’ bene e altrettanto meglio intrattenuti… Lupe, lupastre e pastore rigidamente “deutsche” non mancano …

Al di la’ di ogni altra considerazione c’e’ da dire che occorrerebbe realmente qualche ‘imput’ nuovo per ‘destare’ la nostra accidiosa e oramai cronica disaffezione verso le cose “mortali”…piu’ o meno tutte…anche quelle cosiddette di politica internazionale: allora ‘signori’ usraeliani attacchiamo o non attacchiamo prima, dopo o durante il prossimo mese santo del Ramadan questa benedetta (…e’ proprio il caso di dirlo….) Repubblica Islamica dell’Iran cosi’ tanto ma proprio tanto “fastidiosa”?

Mah…che volete che vi diciamo…che, al di la’ delle ‘ciancie’ sioniste e dei tanti, pure troppi, blateramenti a stelle e strisce non si ‘vedono’ assolutamente i “come” di una eventuale aggressione alla metafisica apparizione statal-platonica di Comunita’ Organica spartanamente concepita e spiritualmente in ordine che e’ la Teocrazia shi’ita iranica…

Teheran come Berlino… Asse di proiezione di luminose scie della Tradizione Informale…segno della presenza del Divino e rappresentazione metastorica che uniforma ideali, tendenze, cuori e anime ‘scolpendo’ una forma di Stato assolutamente conforme ai piani della Trascendenza Superiore ovvero mitofanica apparizione dell’Assoluto…

Come ieri il Terzo Reich nazionalsocialista oggi la Repubblica Islamica e’ cuore pulsante e centro nevralgico dell’asse della contrapposizione planetaria che divide il nord capitalistico-mondialista, giudaizzato e kippizzato, americanocentrico, borghese e usuraio, democratico e parlamentaristico dal mondo dei ribelli e dei non uniformati alle politiche di omologazione planetaria…

L’Iran – una teocrazia irradiante un messaggio di rivolta per una restaurazione dei Valori della Tradizione – contro il mondo moderno del coca-capitalismo e dei Mc Donald’s, delle multinazionali e della mercificazione dell’esistenza, contro il mercimonio degli individui ridotti in schiavitu’ nelle catene di montaggio del sistema giudaico-mondialista che suinamente concepisce l’essere esclusivamente nella sua materialita’ quale strumento di produzione, oggetto deambulante e mero consumatore.

Un sistema d’iniquita’ e di menzogna che ha eretto a dogma insindacabile per tutte le societa’ occidentali contemporanee il mito del cosiddetto “sterminio” di sei milioni di soggetti di razza e/o religione ebraica ovvero la cazzata interplanetaria dell’Olocausto, la favola delle camere a gas e dei forni crematori che ha donato ad “Israele” la supremazia su questa parte di mondo che e’ quella che, negli ultimi tre secoli, ha guidato con le sue scoperte scientifiche e tecniche, con le sue conquiste e le sue ambizioni militari, l’intero pianeta.

L’Occidente giudaico-mondialista sembra dunque essere, un po’ come il mito americano e la cultura tutta vaccara statunitense delle “new frontier’s” , inarrestabilmente lanciato verso la definitiva conquista planetaria…

L’One World, mondo unidimensionale e uniformato alle logiche della mondializzazione in stile consumistico-capitalista e’ l’obiettivo finale…. ma…c’e’ sempre un “ma”….purtroppo per lorsignori del Sistema Mondialista rimane l’ostacolo Iran…

Riusciranno i “loro” eroi a ….

Noi affermiamo che l’Occidente americanocentrico e sionistizzato non potra’ avere mai ragione della Repubblica Islamica dell’Iran ne’ politicamente ne’ militarmente.

Non fermeranno il programma civile nucleare iraniano le nuove sanzioni e le minacce che quotidianamente arrivano contro Teheran dall’emporio criminale sionista e dalla “Black House” (la casa del terrore) di Washington… ne’ potra’ niente l’amministrazione del colorato Obama e della massmediaticamente e universalmente cornificata Hillary Clinton…

Non potranno perche’ Teheran non e’ ne’ Baghdad ne’ tantomeno Kabul.

E perche’ di la’, oltreoceano come oltre il Mediterraneo – nella Palestina occupata dal regime criminale instaurato dalle bande ebraiche dei terroristi dalla stella di Davide fatti affluire in Terrasanta da tutte le parti del globo per mantenere una illegale e assassina pseudo-legittimita’ di un’occupazione ogni giorno sempre piu’ iniqua e sempre piu’ folle – , le turbe sioniste della finanza mondialista e quelle del rabbinato ultra-ortodosso, i potentati finanziario-economici delle multinazionali come gli sgangherati stati maggiori dei kippizzati in divisa sanno tutti perfettamente che niente potranno contro Teheran…capitale mondiale del fronte del rifiuto del Nuovo Ordine Mondiale e caposaldo della Tradizione.

Perche’ dunque ‘preoccuparsi’ troppo visto che …tutto va come deve? Indipendentemente da cio’ che ci ‘raccontano’ i Frattini di turno e di quanto possano agitarsi le fiamme nirenstein la situazione e’ sostanzialmente ‘conforme’…

L’Europa inesistente da sessantacinque anni osserva l’evolversi di una situazione che, nel Vicino Oriente, potrebbe farsi davvero esplosiva…

Il problema e’ che a scherzare con il fuoco si finisce con il bruciarsi…e questo l’hanno capito pure I sionisti dopo le (dis)avventure militari sgangheratamente lanciate 4 anni fa contro il Libano e 1 anno e mezzo or sono contro la striscia di Gaza…

Qualcuno, se dubbi ancora esistono, potra’ domandarsi come mai – standocene tranquillamente e pure ‘paciosamente’ – ai confinI dell’Europa settentrionale ci ‘occupiamo’ ancora di “area vicinorientale”? Mah…sara’ che forse Franco Giorgio Freda potra’ rispondervi meglio e piu’ conformemente di Noi laddove affermava quarantun’anni fa con lucidissima e rigorosa esposizione analitica della realta’ continentale che: “Credo, infatti, di non affermare nulla di nuovo, sostenendo che quanto più intensamente noi siamo radicati nel centro, tanto più agevolmente possiamo muoverci sui punti della lontana circonferenza, senza distanziarci – per ciò che vale, per l’essenziale – dal centro. Ho detto prima: serrare i ranghi, per dar vita a una organizzazione politica elastica.

Ora voglio aggiungere: serrare i ranghi per possedere una organizzazione politica in grado di dare un colpo d’ala a uomini destinati alla conquista del potere. Noi abbiamo sinora camminato. Non dobbiamo temere le conseguenze di un’autocritica quando essa sia libera e dignitosa e, perciò, diremo: siamo regrediti!

Siamo rimasti passivamente uniti agli “altri”, agli schemi politici degli “altri”, ai falsi problemi degli “altri”, alla réclame ideologica degli “altri”: abbiamo riconosciute come nostre le fi nalità – che erano, quanto meno, equivoche – degli “altri”.

Il comportamento di tutti – prima dei capi, poi, di conseguenza, del loro seguito – è stato, nella migliore delle ipotesi, quello degli ingenui, nella peggiore, quello degli ottusi.

Il nostro discorso politico, agli inizi, si imperniava sull’Europa, e noi credevamo che l’Europa fosse veramente un mito e rappresentasse una autentica idea-forza: mentre solo molto tardi ci siamo persuasi che questa parola rifl etteva una semplice defi nizione geografi ca, cui nemmeno era lecito attribuire una capacità propagandistica originale, in un’epoca in cui anche le copisterie, le lavanderie, le tavole calde e gli hotels delle stazioni termali si chiamano “Europa”!!

Noi parlavamo di concezione politica europea da contrapporre alle varie concezioni nazionalistiche patriottarde, ma non ci siamo accorti (o non abbiamo voluto accorgerci?) che questo poteva valere solo nei confronti della destra nazionalistica minuscolo-borghese -sopra tutto quella nostrana – e che, perciò, tutto si esauriva nei termini di una polemica qualunquistica (anch’essa superata, ormai, dal momento che gli stessi ragazzotti neofascisti guaiscono: Europa – Fascismo – Rivoluzione!!).

Abbiamo parlato in termini di “civiltà europea”, senza scalfi re neanche la superfi cie di questa espressione e senza verifi care, calandoci nel fondo del problema, se esista, in realtà, una omogenea civiltà europea, e quali ne siano gli autentici coeffi cienti di signifi cato – alla luce di una situazione storica mondiale per cui il guerrigliero latino-americano aderisce alla nostra visione del mondo molto più dello spagnolo infeudato ai preti e agli U.S.A.; per cui il popolo guerriero del Nord-Vietnam, col suo stile sobrio, spartano, eroico di vita, è molto più affine alla nostra fi gura dell’esistenza che il budello italiota o franzoso o tedesco-occidentale; per cui il terrorista palestinese è più vicino alle nostre vendette dell’inglese (europeo? ma io ne dubito!) giudeo o giudaizzato.

Noi abbiamo propugnata l’egemonia europea, rivolgendoci a un’Europa che era stata ormai americanizzata o sovietizzata, senza considerare che questa Europa era diventata serva degli U.S.A. o dell’U.R.S.S. perché i popoli e le nazioni europee avevano assorbite – successivamente, ma non conseguentemente, alla sconfi tta militare – le esportazioni ideologiche degli U.S.A. e dell’U.R.S.S.

Senza considerare che il collasso culturale-politico-economico era intervenuto proprio perché era cessata quella tensione, era franato quel supporto che aveva suscitato in alcuni popoli, in alcuni uomini europei, in certe epoche storiche (e soltanto in alcuni e solo in determinate epoche storiche!) quella dimensione superiore di civiltà che noi pretendevamo di attribuire tout court all’Europa.

È giunto il momento di terminare di baloccarci col fantoccio “Europa” o di fare i gargarismi colla sua espressione vocale. Con l’Europa illuministica noi non abbiamo nulla a che fare. Con l’Europa democratica e giacobina noi non abbiamo nulla a che vedere.

Con l’Europa mercantilistica, con l’Europa del colonialismo plutocratico: nulla da spartire. Con l’Europa giudea o giudaizzata noi abbiamo solo vendette da fare. Eppure, allorché si parla in termini di “civiltà europea”, si considera tutto questo: non ditemi che si parla anche di questo: si parla, purtroppo, solo di questo!

O, forse, noi “volevamo” mirare ad altro? Comunque, se si voleva mirare ad altro, noi di quest'”altro”, fi nora, non abbiamo mai realmente, compiutamente parlato. E io sono sicuro che se avessimo veramente considerato e posseduto quest'”altro”, noi non avremmo a questo contenuto fornito un contenente, o, meglio, un’etichetta, o, meglio ancora, una “immagine di marca” rappresentata dalla parola “Europa”.

Sono affi orate tali e tante componenti spurie, da respingere, da sotterrare; sono intervenuti tanti – oso dire: troppi – fattori, che hanno adulterato e corrotto questo liquido europeo sino a renderlo liquame, perché esso possa ancora subire positivamente un processo di decantazione.

L’Europa e una vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli e che ha contratto tutte le infezioni ideologiche – da quelle delle rivolte medievali dei Comuni a quelle delle monarchie nazionali antimperiali; dall’illuminismo al giacobinismo, alla massoneria, al giudaismo, al sionismo, al liberalismo, al marxismo. Una baldracca, il cui ventre ha concepito e generato la rivoluzione borghese e la rivolta proletaria; la cui anima e stata posseduta dalla violenza dei mercanti e dalla ribellione degli schiavi.

E noi, a questo punto, vorremmo redimerla, sussurrandole parole magiche: dicendole, per esempio, che essa deve concedersi esclusivamente agli “europei”… da Brest a Bucarest??!! Noi abbiamo alzata la bandiera dell’Europa senza comprendere che questa non poteva rappresentare per noi alcun signifi cato valido e omogeneo: senza osservare quanti fossero i fi li e i lacci da cui era composto il suo tessuto stracciato e quanto stereo esso nascondeva! Abbiamo preferito, insomma, nascondere la nostra incapacità di voler scegliere ciò che per noi vi era di autentico e vero, e di saper respingere quanto vi era di spurio e di equivoco in seno alla tradizione (cioè, in questo caso, alla storia) europea, illudendoci di colmare tale vuoto col ricorso alla formula, alla parola “Europa”.

Senza considerare, come prima elicevo, che esiste oggi una Europa democratica- borghese o democratica-socialista; così come ieri esisteva una Europa fascista e nazionalsocialista e una Europa democratica; così come l’altro ieri esisteva una Europa giacobina e una Europa controrivoluzionaria.

Senza considerare che molti, anche i tecnocrati del M.E.C., vagheggiano una loro Europa: una Europa fondata sulla sinistra gerarchla che imporrebbe alla base della piramide lo sfruttamento “razionale” del lavoro italiano e, al vertice, 1 investimento del capitale internazionale.

Invece di adottare questa formula equivoca (che doveva servire solo a distinguerci da coloro che sostenevano altre formule – quelle nazionalistiche – altrettanto equivoche), era necessario dire in nome di quali principi, attorno a quale idea del mondo, secondo quale direzione di effi cacia, i migliori tra gli uomini europei dovevano vincolarsi in una o r g a n i c a u n i t à p o l i t i c a s u p e r n a z i o n a l e .

E a questa diversa realtà avremmo potuto ancora dare il nome di “Europa” se la “vecchia Europa” – l’Europa dei secoli bui (per capovolgere il signifi cato di una nota frase di un vecchio buffone), l’Europa dei comuni antimperiali, l’Europa della chiesa romana, l’Europa protestantica, del mercantilismo, dell’illuminismo, del democratismo borghese e proletario, l’Europa massonica e giudaica -, questo spettro mostruoso non si fosse parato dinanzi a quegli uomini di ben diversa razza.

Mi sono soffermato su questo punto, perché esso segnala il carattere più evidente dei nostri errori, e perché il motivo dell'”Euro-pa” ha costituito, negli anni di attività politica della nostra organizzazione, il punto focale in cui confl uivano le nostre prospettive politiche.” (1)

Gia’ …copione praticamente ‘noto’…L’Europa e’ morta, sepolta in quel bunker sotto la cancelleria di Berlino nella primavera del 1945…

Provatevici pure a ‘rianimarla’…Se la rianimazione fosse possibile sui cadaveri sarebbe anche un tentativo ‘apprezzabile’ e pure auspicabile.. Ma qui siamo oramai, e anche da un pezzo, passati dalla fase obitoriale a quella della putrefazione scheletrica…

Purtroppo per gli europei siamo gia a livello di fosse che questo continente alla deriva – senza piu’ anima ne’ idee, senza una direzione e senza una leadership consapevole – si e’ scavato con le sue stesse mani giorno dopo giorno consegnandosi spiritualmente, razzialmente, politicamente ed economicamente alla sodomizzazione kosher della Sinagoga Mondialista…

E c’e’ poco da fare se qualche Nirenstein da ‘di matto’… E’ estate….

A qualcuno il caldo da alla testa…a qualcun’altro invece non c’e’ bisogno del caldo…Ad altri ancora invece servirebbe un antartico refrigerio….

Gran brutta bestia l’infelicita’…

‘Stateci’ ‘bene… e…ci raccomandiamo…siate felici perche’ – per dirla con Arthur Schopenhauer – “Bastare a se stessi costituisce certamente la qualità più utile per la nostra felicità”.

Noi ci “bastiamo” abbondantemente…

Il mondo si divide in due categorie: da una parte la spasmodica inconsapevole e infantile ricerca della felicita’ dall’altra la sicurezza interiore di chi ha smesso la ‘cerca’….

Au revoir

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

24 Luglio 2010

Note –

1 – Franco Giorgio Freda – “La disintegrazione del sistema” – ediz. di “Ar” – Padova 1987;

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