Ricciardi intervista Bellucci

Vicino Oriente, Politica, Conflitti, Popoli, Religioni…
ANTONELLA RICCIARDI INTERVISTA A TUTTO CAMPO HUSAYN BELLUCCI



Il documento che segue in basso è un dialogo a tutto tondo con lo studioso Dagoberto Bellucci: scrittore, collaboratore di testate giornalistiche ed attivista politico particolarmente impegnato nelle cause legate alla libertà dei popoli. Gli argomenti di questo approfondimento spaziano, a tutto campo, dalla crisi per portare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza (da anni isolata da Israele, dopo la vittoria democratica di Hamas del 2006, e dopo aver resistito ai tentativi di rovesciamento di questo partito, nel 2007) alla libertà di espressione, dalla politica italiana alla spiritualità; il tutto, con particolare attenzione alla via che porta alla definizione della propria identità e di una realizzazione migliore del proprio sè, per essere, in maniera più integrale, persone più complete…

1) Da molti anni spendi le tue migliori energie nel sostegno al movimento di
liberazione nazionale del popolo palestinese… e proprio nell’aiutare le
popolazioni palestinesi erano impegnati i pacifisti della Freedom Flotilla,
vittime del massacro perpetrato dai militari israeliani lo scorso 31 maggio:
in quanto persona che collabora coi mezzi d’informazione di più alta cultura
sul tema, puoi spiegare il tuo punto di vista sull’episodio delle navi con gli
attivisti per la pace? Faccio presente, per i lettori, che con Angela Lano,
giornalista dell’agenzia Infopal ed attivista della Freedom Flotilla, avevi
tenuto una conferenza nel settembre 2009…

“L’aggressione piratesca, perchè di questo realmente si è trattato ossia
di un autentico atto di pirateria internazionale compiuto nel modo più vile
e criminale da reparti d’elite delle forze armate sioniste (la Brigata
Golani), contro la nave della Freedom Flotilla è innanzitutto una ulteriore
dimostrazione di arroganza e l’ennesimo episodio terroristico di quell’
emporio criminale ebraico occupante la Terra Santa di Palestina autoproclamatosi “stato d’Israele”.

Lo “stato d’Israele” non esiste intendiamoci: esiste una
pluridecennale terroristica occupazione della Palestina da parte di bande
mercenarie di “assoldati” con kippah provenienti dai quattro angoli del
pianeta a perpetuare quell’utopia di stampo coloniale denominata “Sionismo”; un’
ideologia che unisce fondamentalismo religioso talmudico-rabbinico,
sciovinismo nazionalista di stampo tardo-ottocentesco ed una malsana interpretazione escatologico-apocalittica delle Sacre Scritture con particolare riferimento al Vecchio Testamento ed alla Torah che formano la base strutturale dell’idea sionista. L’attacco banditesco contro la Freedom Flotilla è solo l’ultimo
episodio di uno stillicidio di aggressioni, crimini e stragi perpetrate da
questi moderni predoni dalla stella di Davide e non deve sorprendere nessuno
ma, casomai, allarmare perchè è anche la dimostrazione da parte dell’
esecutivo sionista di accelerare i tempi per una aggressione contro la
Repubblica Islamica dell’Iran che rimane, in prospettiva, il vero obiettivo
della strategia di destabilizzazione sionistico-statunitense dell’area
geopolitica e strategica del Vicino Oriente. Il regime d’occupazione
sionista con questo nuovo atto barbaro e criminale getta definitivamente la maschera e affoga nel sangue dei pacifisti innocenti le residue speranze per un
rilancio di quel cosiddetto “processo di pace” regionale che, come ha ribadito
chiaramente anche il presidente siriano Bashar el Assad, diviene mera utopia
e resta lettera morta di fronte a questa intransigenza della controparte
israeliana.
L’assassinio e l’aggressione in acque internazionali degli attivisti della
Freedom Flotilla – pacifisti che stavano semplicemente portando aiuti
umanitari alla popolazione di Gaza stretta da anni in una sorta di assedio non
dichiarato ma attuato, complice il silenzio dell’ONU, dell’Europa e la tacita
approvazione americana, da “Israele” in modo da ridurre alla fame e abbandonare in una sorta di oblio l’intera Striscia di Gaza rea di essersi compattamente
schierata al fianco di Hamas ed averne sostenuto l’ascesa elettorale, politica e
militare – rappresenta inoltre un precedente inquietante di autentica pirateria di
uno “stato” che oltretutto pretende di autoproclamarsi e presentarsi all’
opinione pubblica mondiale come “la sola democrazia del Medio Oriente”. “Israele” si pone in realtà nuovamente al di fuori di qualunque regola e dimostra
chiaramente di infischiarsene altamente del “diritto internazionale” così
come del resto ha sempre ritenuto nulle le decine di risoluzioni di condanna
emesse dalle stesse Nazioni Unite le quali, in ultima analisi, non sono altro che
carta-straccia quando di mezzo ci sono gli interessi di lorsignori
kippizzati.
Questa arroganza assoluta è fondamentalmente la riprova di almeno due cose:
a) l’impunità di cui gode il regime d’occupazione sionista in tutte le sedi
internazionali (come hanno dimostrato i veti posti da Stati Uniti ed altri
Paesi, fra questi l’Italia prona e supina alle volontà-diktat della “lobby”
pesantemente rappresentata in seno all’esecutivo Berlusconi dall’ultra-
sionista Fiamma Nirenstein sul cui ruolo interno alla Farnesina andremo ad
approfondire ulteriormente l’argomento);

b) la volontà dell’esecutivo sionista di spingere l’acceleratore aumentando la tensione in tutta la regione. Si tratta di una strategia finalizzata ovviamente ad imporre agli Stati Uniti una più dura posizione ed una maggior pressione contro l’Iran in vista di quell’aggressione contro Teheran che a nostro avviso resta il vero ‘target’ di tutta la strategia d’accerchiamento, destabilizzazione e occupazione militare delle amministrazioni a stelle e strisce. Ieri Bush ed i deliri neoconservatori
(con tutto il contorno di tesi fondamentaliste d’ispirazione messianico-
apocalittica propria dei settori più radicali della galassia “white-anglo-saxon-
protestant” alleata oggettiva del Sionismo internazionale che, per fare un esempio, in Gran Bretagna si raccoglie attorno ai cosiddetti British Israelites ) attualmente
Obama e gli apparentemente più “moderati” democratici della cosiddetta
sinistra “liberal” americana (i quali non rappresentano nient’altro che la
fazione “sinistra” del Mondialismo quella più internazionalista che
ideologicamente fa derivare il proprio pensiero politico dal socialismo
della Fabyan Society): l’America non cambia assolutamente la propria politica
estera nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran e, più vastamente,
rispetto ad ogni Stato che non intenda piegarsi di fronte ai diktat della Finanza
plutocratica mondiale, ai suoi strumenti di pressione usurocratica (Banca
Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, WTO ecc.) e alle volontà di
omologazione e livellamento unidimensionale pianificate dagli apprendisti
stregoni del “New World Order”…
Di nuovo, praticamente, non c’è assolutamente niente sulla scena mondiale se
non una ulteriore accelerazione verso nuovi futuri scenari bellici per le
regioni e le popolazioni martoriate del Vicino Oriente. E’ a mio avviso
importante che vi siano voci libere e fuori dal coro belante ed osannnante
“Israele” come dimostrato dall’episodio della Freedom Flotilla: l’amica
Angela Lano direttrice di InfoPal e molti altri fra coloro che hanno preso parte a
quella iniziativa sono da anni che si battono in prima persona per porre all’
attenzione pubblica italiana la questione delle condizioni di apartheid al
quale sono soggetti – praticamente da sempre e particolarmente quelli della
Striscia di Gaza dall’estate 2007 in cui Hamas prese il potere manu militari –
i palestinesi. In Occidente, in Europa e in Italia particolarmente abbiamo
bisogno del lavoro di ogni singolo attivista e di qualunque militante per
tenere viva la voce della Palestina oppressa. Il lavoro di tutti e tutti
sono necessari per evitare che il dramma palestinese finisca, come vorrebbe la
“lobby” filo-sionista che influenza e controlla l’informazione di massa, nel
dimenticatoio.”

2) Sia prima che dopo la tua conversione all’Islam sciita sei rimasto un
attivista della galassia di destra alternativa ed antiimperialista: puoi
illustrare cosa è però cambiato di più importante nella tua visione del
mondo,
riguardo la vita? E a proposito del tema della morte, che in Occidente forse
più che altrove rimane un argomento che suscita angoscia e rimozione, la tua
visuale si è, almeno in parte, trasformata?


“Personalmente ritengo che per chiunque faccia politica o intenda occuparsi
di questioni politiche sia necessario interagire con qualunque soggetto
possa rivelarsi un interlocutore valido: non è una questione ideologica benchè l’
ideologia incida rispetto all’interazione verso il ‘prossimo’. Il rapporto
con gli ambienti dell’estrema destra italiana per quanto concerne il
sottoscritto è andato migliorando a partire da alcuni anni a questa parte da un lato
perchè abbiamo visto cosa c’era (e soprattutto cosa non c’era) altrove nelle
iniziative che si riproponevano il superamento di steccati (andando “oltre
la destra e la sinistra” per utilizzare uno slogan del quale si è fatto forse
un uso spesso distorto nel corso degli ultimi cinquant’anni e verso il quale
intendevano tendere i più disparati – e a volte pure ‘disperati’ – soggetti
e movimenti politico-ideologici non conformi) ideologici e politici che in
realtà mascheravano nient’altro che il vano tentativo di abbandono di un’
area per ottenere, magari raccattando l’elemosina altrui, riconoscimenti o
legittimazione verso l’altrui sponda.
Di questi “caronti” della politica ne abbiamo visti parecchi e, in
particolare, continuiamo a vederne: sono sterilissimi e vani tentativi
destinati inevitabilmente al fallimento. La storia politica italiana lo
dimostra ampiamente: non esiste possibilità alcuna per un movimento
autenticamente rivoluzionario e antagonista al sistema – socialista e
nazionale antisionista ed antimondialista come da noi concepito – di rompere il
circolo vizioso di una politica che da vent’anni a questa parte (… e
particolarmente grazie all’operato dell’attuale premier Silvio Berlusconi ed alla sua
riproposizione di un anticomunismo viscerale che ha diviso abbondantemente
la scena politica nazionale in fautori od oppositori del progetto pidduista-
berlusconiano di “riforma forte” così come concepita dal centro-destra … )
è andata invece trasformandosi via via in una sempre più smaccata fotocopia
del modello parlamentaristico-istituzionale d’impronta anglo-sassone con i
due poli (centro-destra e centro-sinistra, liberaldemocratici e
socialdemocratici, conservatori-repubblicani e liberal-progressisti) dominanti che hanno finito per fagocitare progressivamente tutte le “estreme”. In Italia dunque occorre prendere atto dell’impossibilità di fuoriuscire dal “giochino” piuttosto
stucchevole del pro-berlusconismo e dell’anti-berlusconismo (quest’ultimo
sostituto del vetero-antifascismo militante di sessantottina o resistenzial
memoria).
Cosa sia mutato invece sul piano personale rispetto al passato credo sia
presto detto: siamo osservatori più o meno disinteressati dell’involuzione
generale di un intero ambiente politico e culturale ridotto oramai da anni a
percentuali elettoralistiche da prefissi telefonici e con un peso ed una
influenza nella società italiana quasi irrilevanti. Quello dell’estrema
destra è un panorama deludente di infiniti “eterni fuorigioco” per utilizzare la
splendida espressione di Maurizio Lattanzio…più o meno allo stesso livello
in cui sta progressivamente terminando anche l’esperienza della militanza
politica all’estrema sinistra. I motivi che hanno portato a questi disastri
sono noti: de-ideologizzazione della politica, riflusso nel privato e
sostanzialmente mancanza di veri progetti alternativi alla visione edonistica
e alla spettacolarizzazione assunta da sedici anni a questa parte dalla
politica italiana. Berlusconi, con le sue televisioni e il suo modello di partito-
azienda, hanno monopolizzato il dibattito politico nazionale: è questo il
modello dominante al quale aspirano alleati, amici ed avversari del
Cavaliere….ed i risultati di questa deriva della politica sono davanti a
chiunque sappia vedere al di là delle sigle, dei nomi e dei programmi di
movimenti o partiti sostanzialmente presenti oggi solo per contrastare o
sostenere il modello berlusconiano.
Vita e morte sono concetti troppo alti per essere affrontati e dibattuti in
una intervista: si tratta delle risposte essenziali dell’individuo in quanto
essere raziocinante (chi sono? dove vado? da dove vengo?) e sono basilari
presso tutte le scuole di filosofia concepite nella storia dall’umanità
sotto ogni latitudine e longitudine. Non credo di dire niente di nuovo se cito un
passo del “Ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde laddove si sostiene che
“lo scopo della vita è lo sviluppo del proprio io. Il completo sviluppo di se
stessi: ecco la ragione d’essere di ognuno di noi”. Mi sembra che in questa
prospettiva sia possibile cogliere il vero nesso di quell’avventura
straordinaria che, per ogni singolo individuo, risponde al nome di vita ,
della quale la morte non è nient’altro che un passaggio. Questo almeno per chi
crede nell’Aldila’ ed in una visione post-mortem quale quella descritta dalle
diverse forme spirituali in ordine con la Tradizione Informale. Fondamentalmente
credo che l’esistenza terrena di un singolo individuo dovrebbe essere sempre il
riflesso della sua attitudine, delle sue qualità innate e di quelle virtù
che si potranno acquisire nella fase della crescita e dello sviluppo: l’
evoluzione di una persona la si misura nel tempo dai suoi atti, dalle sue reazioni, dal
suo modo di porsi così come da quelle che sono le sue qualità (positive
quanto negative) rispetto ad un dato evento o ad una determinata
imprevedibile eventualità.
L’Imam Alì (la pace su di Lui) , primo Imam della Scuola Shi’ita
duodecimana, nel suo volume di scritti “Najhul Balagha” sostiene che il carattere, il
temperamento e la vera natura di un individuo si palesano maggiormente
quando questi vive momenti di estrema povertà o di estrema ricchezza. Credo sia
assolutamente indiscutibile quest’assioma: è nei momenti di estremo
sconforto materiale oppure in quelli opposti di estremo benessere che si manifesta
molto chiaramente il vero volto di un soggetto, la sua natura, la realtà del suo
animo umano.
Personalmente abbiamo imparato, da tempo, a conoscerci: non pretendiamo l’
impossibile ma tendiamo sempre a ricercarlo in noi stessi e negli altri.
Alcuni superano le ‘prove’ altri , inevitabilmente, no….Già questa diviene una
‘selezione’ piuttosto naturale dei nostri interlocutori. Sulla morte
possiamo convenire con Epicuro il quale sosteneva che “muore mille volte chi ha paura della morte” aforisma che – più o meno – fa il ‘paio’ con quello di
fascistica memoria che recitava “vivi come se dovessi morire subito pensa come se non dovessi morire mai” perchè la vita è anche, soprattutto, una sfida con se
stessi e con il mondo. Infine, e per concludere un discorso che altrimenti
ci porterebbe troppo lontano, la pensiamo esattamente come Napoleone: “La morte
può essere l’espiazione delle colpe ma non può mai ripararle” e se è vero
che “chi è senza colpa scagli la prima pietra” è altrettanto vero che non
può esistere una pacificazione (di se stessi e più in generale in una
comunità o tra comunità, popoli, etnie o razza diverse) che non passi dal
ripristino della giustizia….La morte deve rendere, a nostro modo di
vedere, giustizia della vita di ogni singolo individuo….In ogni caso …staremo a
vedere quando sarà il nostro ‘turno’….”.

3) Oltre alla spiritualità musulmana, ci sono stati particolari rapporti
umani che hanno influenzato ed arricchito in maniera fruttuosa la tua concezione
del mondo? Mi riferisco a rapporti, di amicizia e/o sentimentali, che possano
avere orientato, almeno in parte, la tua prospettiva di vita..Se sì, puoi farci
qualche esempio?


“E’ essenziale chiarire subito che qualunque rapporto si ritenga essere
stato determinante (in positivo come in negativo) la formazione della
propria identità quest’oggetto di “studio” meriterà sempre un maggior
approfondimento e subirà di volta in volta una differente valutazione o per essere più chiari sarà con il tempo che potranno modificarsi le impressioni avute, le
sfumature di certi ricordi e anche l’opinione che si ha avuto su di una determinata
persona, nei confronti di qualcuno che ha intersecato il suo cammino con il
nostro o semplicemente rispetto ad un dato episodio. L’Islam, la conversione
(da convergere= andare verso) alla fede islamica, oramai abbracciato 16 anni
fa ha senz’altro aiutato a stemperare o smussare alcune ‘spigolature’ di un
carattere tipicamente livornese e toscaneggiante quindi, per forza di cose,
critico e polemico e necessariamente ansioso di scoperte sempre nuove e,
almeno nel passato più o meno recente, di una ricerca verso un possibile
miglioramento: dovrebbero essere in fondo queste le caratteristiche precipue
di ogni individuo (volontà di scoprire, ricercare e raggiungere nuovi
obiettivi).
Detto ciò abbiamo alcuni ‘debiti’ politici che non possono essere
sottostimati: dalle esperienze giovanili all’interno del Msi passando per
gli ambienti extraparlamentari dell’estrema destra dobbiamo rilevare l’assoluta
e superiore fenomenologia contemporanea dell’autentico soldato-politico
rappresentata dall’”apparizione” sulla scena politica italiana (almeno in
quella “estrema”) del Maurizio Lattanzio, autarca nichilista e
teorico di una prassi di disintegrazione anti-sistemica capace di dare seguito alla
‘traccia’ scrittoria redatta da Franco Giorgio Freda quarant’anni or sono
nella sua memorabile opera “La Disintegrazione del Sistema”. In una continuità
ideale potremmo dire che dall’evoliano “Cavalcare la tigre” – passando
appunto per il testo ‘aristocratico-comunistico’ di Freda – allo “Stato e Sistema”
di Lattanzio esiste un fil-rouge che ha caratterizzato oltre mezzo secolo di
cultura antagonista e rivoluzionaria alla quale indiscutibilmente restiamo
saldamente ancorati. Altri incontri ed altre personalità hanno poi formato
ulteriormente questa nostra identità: da quelli autorevoli avuti in
occasione dei nostri incontri iraniani (con alcune delle più importanti autorità
religiose sciite locali) fino all’impatto assolutamente straordinario avuto
con la realtà militante e rivoluzionaria libanese e particolarmente con Hizb’
Allah, la sua organizzazione generale sul territorio, la sua influenza nel
contesto del paese dei cedri e più vastamente del Vicino Oriente e – ovvio –
con alcune delle sue figure maggiormente rilevanti. A questa serie di
incontri, nel corso degli anni, si sono sommate nuove interazioni ontologico-
esistenziali con uomini e donne dalle idee e dalle storie più disparate. Se da un lato
abbiamo il piacere e assieme l’onore di poter vantare amicizie influenti
anche nella vicina Repubblica Araba Siriana è altresì vero che anche individualità
nazionali o continentali europee hanno avuto un rilievo ed un peso a volte
decisivo nella nostra maturazione umana e politica. Attualmente possiamo
così vantare rapporti di cameratismo, stima e rispetto reciproci, che vanno dall’
area vicino-orientale alla penisola iberica, dall’Irlanda alla Germania fino
alla Turchia ed ovviamente all’Italia che rimane il palcoscenico prioritario
della nostra azione politica limitata in questa fase esclusivamente ad una
attività scrittoria che ci porta via già sufficientemente spazio e tempo per
pensare ad altro (…ammesso e non concesso poi che effettivamente ci sia
qualcos’altro da pensare e soprattutto da ‘fare’ in termini politici vista
la situazione di degrado ed il bassissimo livello raggiunti oramai dal
‘Politico’ nel nostro paese…).”

4) Da qualche tempo sei diventato un assiduo e prezioso collaboratore del
sito Terra Santa Libera, informatissimo sul conflitto per la Palestina: questo
sito, pur apprezzato da molti, è stato criticato dalla Commissione di vigilanza
istituita dal Parlamento e presieduta da Fiamma Nirenstein, esponente della
comunità ebraica e sionista militante: pensi che ci sia realmente pericolo
di oscuramento per questo ed altri siti? E quali consideri possano essere i
modi per salvaguardare la libertà di espressione?

“Ti ringrazio per questa quarta domanda che reputo, in questo momento,
fondamentale: esiste ed è a mio avviso reale il pericolo di oscuramento di
una serie di siti internet antagonisti rispetto al “politically correct”
attuale.
Terrasantalibera.org (sito per il quale ho scritto numerosi articoli e verso
i cui responsabili nutro profondi rapporti di amicizia cameratesca, stima e
rispetto) ha avuto il coraggio e l’autorevolezza di chiamare a raccolta
tutti coloro i quali, a partire dalla metà di maggio, sono stati indicati dalla
Commissione di vigilanza parlamentare come possibili “target” di un’ondata
censoria, liberticida e inquisitoriale.

I portali informatici nel mirino della Commissione presieduta dall’ultra-sionista onorevole Fiamma Nirenstein (entrata 2 anni or sono in parlamento e preannunciando – durante tutta la campagna elettorale sotto le liste di Alleanza Nazionale-PDL – che sarebbe andata a Montecitorio per “fare gli interessi di Israele” …e di fatto questo è realmente ciò che questa nota attivista e fanatica anti-araba e anti-islamica sta portando avanti affiancando, o per esser più chiari, ‘controllando’
anche l’operato del Ministro degli Esteri, on. Franco Frattini, il quale ha
abbassato la politica estera italiana al livello pro-israeliano) sono
una dozzina: da HolyWar alla stessa TerraSantaLibera, da InfoPal fino al
sito dell’AAARGH (Associazione degli Anziani Amatori di Racconti di Guerra e di (H)
Olocausto) e a molti altri finiti nel mirino di questa novella Inquisizione (o
scure ebraica contro la libertà d’opinione) che rappresenta una sorta di forche
caudine per il pensiero politico non conformista. L’azione della Commissione di
vigilanza parlamentare mira infatti a colpire quei siti informatici che
propaganderebbero “violenza razzista e antisemitismo”…ora è quantomeno ironico che nessuno si sia accorto dell’incongruenza di affidare la presidenza di siffatta
commissione ad una isterica estremista ebrea, notoria per le sue posizioni ultra-
sioniste, anti-arabe (quindi …etimologicamente “anti-semite” essendo gli arabi di
origine etnico-razziale semiti) e anti-islamiche… In realtà l’obiettivo
malcelato della Nirenstein – e degli ambienti pro-sionisti che hanno
avallato questa iniziativa oscurantista e liberticida –è quello nè più nè meno di
mettere un bavaglio, operare una censura preliminare ed ostacolare la
libertà di pensiero sulla rete informatica per tutte quelle posizioni politiche,
ideologiche e culturali non allineate ai desiderata/diktat di Sion. E’
sintomatico che siano proprio questi ambienti, con il pretesto piuttosto
posticcio dell’ “antisemitismo”, che vorrebbero imporre il silenzio a
testate indipendenti e a quelle poche ultime voci libere, fuori dal coro belante
degli “osanna in lode ad Israele”…
Per fortuna, dobbiamo dire, non siamo ancora alla “marcia trionfale” dell’
Aida verdiana: i pro-sionisti nostrani stiano tranquilli che ad ogni azione
corrisponderà senz’altro un’altra azione più energica e di segno contrario
soprattutto ora che in gioco ci sono le libertà essenziali che dovrebbero
essere anche garantite dall’articolo 21 della Costituzione Italiana. Per
quanto ci riguarda non possiamo che fare nostro l’appello lanciato da un
gruppo di valenti studiosi e intellettuali, politicamente schierati su diverse
posizioni l’uno rispetto all’altro ma uniti dalla stessa decisa volontà di
resistere di fronte a questa “spada di Damocle” sionista; i quali hanno dato
vita ad un comitato di liberi cittadini raccoltosi attorno al sito www.
webnostrum.com al quale collaborano alcune delle firme più prestigiose del
panorama anticonformista italiano tra cui il giornalista Maurizio Blondet
(direttore di www.effedieffe.com) , la giornalista ed attivista pro-
palestinese dr.ssa Angela Lano (direttrice di www.infopal.it) il canonico Francesco
Peggi (direttore di www.terrasantalibera.org), il prof. Antonio Caracciolo
(responsabile e titolare del blog civiumlibertas.blogspost.com ) Vittorio
Caroselli (curatore del blog palestinanews.blogspot.com ), don Curzio
Nitoglia (sacerdote tradizionalista cattolico e direttore del sito www.
doncurzionitoglia.
com ), il prof. Carlo Mattogno (storico e giornalista), Filippo Fortunato
Pilato (gestore e coordinatore del sito www.terrasantalibera.org ) vittima
peraltro recentemente di un tentativo di aggressione e altri autorevoli
esponenti del mondo della cultura contrari a questi bavagli che la “lobby”
pro-Israele intenderebbe mettere al circuito informatico dopo quelli imposti a
livello di magistratura ( attraverso la famigerata e a tutti nota Legge
Mancino o 122 bis)… Vedremo chi, alla fine, la ‘spunterà….se i “mandatari” e
portavoce del governo d’occupazione sionista nella colonia i’tal’yota oppure
gli uomini liberi che ancora hanno il coraggio di ribellarsi e opporsi con
gli strumenti ed i mezzi legali ed in conformità con le leggi dello Stato
italiano. Personalmente non pensiamo proprio, nè ci vogliamo augurare, che
la legge inizi e finisca laddove vorrebbe la “signora” Fiamma Nirenstein…
Sostenere gli amici di webnostrum.com e le iniziative dei diversi siti
“sotto attacco” è dovere di chiunque intenda preservare la libertà d’opinione nel
nostro paese e il modo più efficace per salvaguardare un diritto sacrosanto
che è quello di manifestare il proprio dissenso e le proprie idee…”

5) Hai elaborato particolari teorie di risoluzione per raggiungere
l’indipendenza della Palestina?

“Il problema palestinese, come ben sai essendo una autorevole scrittrice ed
autrice di un ottimo saggio sulla questione palestinese, è una delle
questioni tra le più spinose tra tutte quelle relative alla politica internazionale:
investe interessi intoccabili della finanza mondialista e investe e
influenza la politica estera delle principali cancellerie europee, governando in modo
unilaterale le iniziative statunitensi e andando inevitabilmente ad
intersecarsi con l’annosa questione rappresenta dall’”eterno problema
ebraico” dal quale nasce la truffa ideologico-politica del movimento sionista, le sue
rivendicazioni anti-storiche e illegittime su di una presunta “terra senza
popolo per un popolo senza terra”, le sue aspirazioni millenaristico-
apocalittiche e le ‘visioni’ messianico-religiose che coniugano deliri di
onnipotenza di una nazione-razza autoproclamatasi “popolo eletto” con
esperimenti di eugenetica, xenofobia e discriminazioni razziali (presenti
manifestamente all’interno della società israeliana) e tendenze bellicistico-
militariste che – unite al non certo relativo particolare rappresentato dall’
arsenale nucleare nelle mani dei sionisti e presente fin dalla fine degli
anni Sessanta nel deserto del Neghev presso la base-complesso militare di Dimona
– fanno di questa entità il principale ostacolo ad una pacificazione
della regione geopolitico-strategica del Vicino Oriente e assieme il
principale “vettore” di destabilizzazione terroristica per tutte le nazioni arabo-
musulmane della zona. Personalmente sono totalmente d’accordo ed in linea
con le dichiarazioni del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e con le
traiettorie lucide e precise ‘disegnate’ contro il Sionismo dal fondatore
della Repubblica Islamica dell’Iran, il compianto Imam Seyeed Ruhollah Musawi al
Khomeini (che Allah lo abbia in gloria), e del suo successore la Guida della
Rivoluzione Islamica – Grande Ayatollah Seyeed Ali’ al Khamine’i : “Israele”
è un’entita’ criminale ed uno “stato” terrorista che occupa territori
strappati militarmente e colonialisticamente ai palestinesi.
Introduzione e domande di Antonella Ricciardi;

http://www.italiasociale.net/interviste/interviste040810-1.html  

 intervista del 31 luglio 2010

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