IRIB intervista Bellucci

IRIB, la Redazione web dell’Agenzia di Stampa e Radio iraniana, intervista Dagoberto Husayn Bellucci:

“Israele sta accelerando progressivamente i tempi per una nuova aggressione generalizzata contro l’Iran”


Il leader del Movimento della Resistenza islamico libanese, Seyyed Hassan Nasrallah, in un suo recente discorso ha detto che il Tribunale internazionale che indaga sull’omicidio dell’ex premier libanese Rafiq Hariri avrebbe intenzione di mettere sotto accusa Hezbollah. Qual’è la sua opinione a questo riguardo?


Innanzitutto è molto chiaro il discorso che ha fatto, giovedì 22 luglio, il Segretario generale di Hezbolah; c’è un nuovo tentativo da parte degli Usa tramite il Tribunale speciale internazionale sui crimini del Libano per destabilizzare nuovamente il Paese dei Cedri, cioè un’evidente intromissione straniera nelle questioni interne libanesi che tra l’altro vedano il ‘Partito di Dio’ di Nasrallah al governo. Le dichiarazioni rilasciate nel corso di una conferenza stampa da Nasrallah sono chiare. Nasrallah ha detto tutto questo dopo aver incontrato il premier libanese Saad Hariri, figlio dello scomparsor Rafiq Hariri – ex premie che fu eliminato nella famosa strage del 14 febbraio 2005 -, una strage che aprì le porte per la destabilizzazione del Libano e lo precipitò per 3 anni in una conflittualità tra maggioranza filo occidentale e opposizione filo siriana e filo iraniana guidata appunto da Hezbollah. Le dichiarazioni di Nasrallah vanno in questa direzione ovvero lanciano un monito, un’allarme, a tutto il paese in quanto sembra che il Tribunale speciale internazionale dell’Onu abbia in programma di accusare alcuni membri di Hezbollah, proprio per l’assassinio di Rafiq Hariri. Nell’incontro avuto con il figlio del premier assassinato, sembra che Nasrallah abbia avuto le garanzie da parte del Saad Hariri nel senso che non ci saranno le ripercussioni e che comunque il governo e tutte le istituzioni nazionali saranno alleati con il Movimento della Resistenza. È chiaro però – come ha detto Nasrallah – che la dichiarazione del Tribunale speciale è già pronta e sarà solo -come ha dichiarato- questione di tempo. Ed è un progetto pericoloso che ha come obiettivo, come sempre, colpire la Resistenza e mettere le bastoni tra le ruote all’attività politica del partito di Nasrallah che fa parte dell’esecutivo libanese. Dall’altro lato – se permettete – bisogna ricordare che la situazione libanese in questi ultimi due mesi è sostanzialmente fluide in una fase dinamica e va progressivamente sviluppandosi in una direzione polemica. Le ultime dichiarazioni di Nasrallah indicano appunto un’aumento generale della tensione, non solo nel Paese dei Cedri ma più o meno in tutto il Medio Oriente. È la tensione che è stata provocata e diretta dall’estero e sappiamo perfettamente da quali centri di destabilizzazione ovvero gli Stati Uniti e il loro alleato sionista. E questa tensione è derivata principalmente da ormai stenuante braccio di ferro sul nucleare iraniano che vede opposti appunto Washington e Tel Aviv da una parte e la Repubblica islamica dall’altra. Detto questo vorrei ricordare altri due passaggi fondamentali che riguardano il Libano, ovvero il nuovo arresto di un’altra cellula di spionaggio pro-sionista e la condanna emanata martedì 13 luglio da parte del tribunale di Beirut nei confronti di una spia libanese, Alì Hassan Mentesh, accusato di spionaggio a favore dello stato ebraico in occasione dell’aggressione israeliana contro il Libano nel 2006. L’altro episodio riguarda il monito lanciato dal leader di Hezbollah, secondo cui Israele sarebbe in grado di controllare di fatto tutta la rete di telecomunicazioni libanesi. Un fatto questo che metterebbe in serio pericolo la sicurezza nazionale provocando anche danni insostenibili alle stesse forze armate libanesi oltre che alla Resistenza. Secondo quanto riportato dall’agenzia Asociated Press citando Nasrallah, Israele avrebbe il controllo ormai totale su tutte le comunicazioni nazionali attraverso le sue spie infiltrate negli organi generali persino nel Ministero delle comunicazioni.

Dopo l’invio della lettera da parte dell’ambasciatore israeliano all’Onu nella quale Tel Aviv chiedeva a Ban Ki Moon di intervenire per fermare le due navi libanesi verso Gaza, Ehud Barak ha minacciato che userà tutti i mezzi affinché queste spedizioni non riescano a forzare il blocco della Striscia. Israele cercherà un’altro scontro che gli potrebbe anche essere fatale?

Abbiamo già visto di cosa sono capaci, di cosa potrebbero essere ancor più capaci, i criminali sionisti, i quali meno di due mesi fa hanno aggredito le navi della Freedom flottiglia nelle acque internazionali. Un raid piratesco e banditesco che ha provocato la morte di 19 pacifisti, che volevano semplicemente portare gli aiuti umanitari alla popolazione assediata di Gaza. Non escluderei un nuovo gesto criminale da parte d’Israele anche se questo regime si sta scavando sempre più la tomba. In realtà tutto il mondo e in particolare la diplomazia internazionale continua a domandare se l’amministrazione Obama, sulle orme del suo predecessore, quel neocon nonché fondamentalista Bush, deciderà di lanciare contro l’Iran quella che sarebbe la terza aggressione dopo quella del 2001 contro l’Afghanistan e del 2003 contro l’Iraq? Saranno così pazzi gli americani da seguire o avvallare un’eventuale aggressione sionista contro Teheran per il suo programma nucleare, coinvolgendo inevitabilmente Hezbollah nel Libano -come Hamas nella Striscia di Gaza. L”attacco all’Iran probabilmente metterebbe anche in discussione la presenza militare americana in Iraq dove la comunità maggioritaria sciita -non credo che- starà a guardare inerme di fronte ad un’aggressione contro i fratelli iraniani così come la stessa Siria di Assad. Io credo che le parole più esatte e lucide come sempre sull’analisi della situazione attuale siano state pronunciate proprio dal presidente siriano Bashar al-Assad quando ha dichiarato che ci troviamo di fronte ad un governo estremista (israeliano) con il quale è impossibile qualsiasi forma di dialogo, con il quale non è possibile avviare nessun negoziato di pace perché tutto l’enturage della destra radicale sionista non ha nessuna intenzione di raggiungere alcuna forma di pacificazione nella regione ma sta accelerando progressivamente e in maniera sempre più visibile, sempre più palese i tempi per una nuova aggressione generalizzata -ripeto- non solo limitata contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

A cura di Amani

Intervista a Dagoberto Husayn Bellucci pubblicata su IRIB il 5 agosto 2010

AUDIO IN MP3 AL LINK SOTTOSTANTE

http://italian.irib.ir/analisi/interviste/item/84054-dagoberto-bellucci-israele-sta-accelerando-progressivamente-i-tempi-per-una-nuova-aggressione-generalizzata-contro-l%3Firan

Comments are closed.