Hizb’allah accusa:”Mossad dietro assassinio Hariri”

di Dagoberto Husayn Bellucci

Il Libano rimane il sorvegliato “speciale” della politica mondiale di quest’estate 2010: se guerra dovra’ essere nel Vicino Oriente potrebbe essere proprio dalla frontiera, caldissima nelle ultime settimane, tra il paese dei cedri e la Palestina occupata dall’entita’ criminale sionista che potrebbe incominciare…Ammesso e non concesso che poi la tensione degli ultimi due-tre mesi non vada, improvvisamente, scemando in un nulla di fatto. Davanti ad un mondo arabo-islamico che ha appena cominciato il suo mese santo del Ramadan sono puntati infatti gli occhi della comunita’ internazionale che continua ad interrogarsi su quali siano esattamente le intenzioni dell’accoppiata terroristica Us-raeliana: l’amministrazione Obama e’ realmente vicina a lanciare un’aggressione in grande stile (modello Afghanistan 2001 e Irak 2003) contro la Repubblica Islamica dell’Iran? Oppure gli americani lasceranno che siano i loro compari sionisti a colpire per primi le installazioni nucleari iraniane al centro da anni di un lungo e sostanzialmente inutile ed estenuante braccio di ferro tra Teheran e la comunita’ internazionale (dall’AIEA alle Nazioni Unite passando per Russia, Cina, Unione Europea e paesi arabi limitrofi e senza dimenticare chi – Stati Uniti ed “Israele” – continua a fabbricare accuse su accuse dimenticandosi probabilmente di detenere, ed e’ questo il caso dell’emporio criminale sionista, uno dei piu’ vasti e temibili arsenali dell’intera regione)?A tutt’oggi la situazione appare sostanzialmente fluida e in evoluzione: la politica mondiale cerca di scongiurare un conflitto dai piu’ ritenuto oramai inevitabile; l’Iran intensifica le proprie relazioni verso i partner strategici in zona (Ahmadinejad sara’ alla fine del Ramadan in visita a Beirut come ha annunciato meno di quarant’otto ore fa il ministro degli Esteri iraniano Mottaki) mentre a nuove offerte di collaborazione per cio’ che riguarda la situazione a Kabul e Baghdad – lanciate molti mesi or sono dall’amministrazione statunitense – qualche timida risposta inizia ad arrivare proprio in quest’ultimo periodo…non sarebbe ne’ un reato ne’ probabilmente un tradimento se la Repubblica Islamica dell’Iran intervenisse direttamente (…a dire il vero e’ gia’ – ed abbondantemente pure – intervenuta ma a qualche povero deficiente questo dev’essere sfuggito…) nelle questioni interne afghana ed irachena ma rappresenterebbe la sua logica posizione di media-potenza eurasiatica interessata a pacificare due Stati confinanti verso i quali Teheran ha interessi sia di natura politico-religiosa sia economica e con i quali ha ribadito di voler mantenere salde ed amichevoli relazioni.L’Iran non rappresenta un problema per alcuna nazione del Golfo persico ne’ ha mire di natura imperialistica rispetto agli Stati vicini: e’ questa la pluridecennale posizione geopolitica, strategica e militare sempre assunta dalla Repubblica Islamica iraniana e dai suoi dirigenti: una geopolitica che mira alla convivenza pacifica, alla stabilizzazione della zona (soprattutto adesso, eliminati due evidenti centri di crisi e di tensione regionali quali erano l’Irak saddamista e in particolare l’Afghanistan al qaedista-talebano focolaio terroristico e minaccia per tutte le nazioni vicine) e a mantenere quell ruolo di grande gendarme locale che nel Vicino Oriente Teheran ha sempre svolto ieri su delega statunitense – all’epoca della Persia imperiale dei pahlevi – attualmente in maniera del tutto indipendente dalle maglie della plutocrazia sionista e mondialista e sostanzialmente in piena autonomia rispetto all’Imperialismo yankee.

L’Iran puo’ dunque guardare agli Stati Uniti d’America (al Grande Satana di cui parlava l’Imam Khomeini) come ad un nemico storico con il quale in un modo o nell’altro si dovranno avviare forme nuove o di dialogo o di aperto contrasto bellico… da un lato perche’ e’ la situazione politica internazionale che richiede questa nuova assunzione di responsabilita’ ai dirigenti iraniani; dall’altro lato perche’ se l’amministrazione obamita insistera’ con le sue pressioni e minacce, con i diktat ed i ricatti, con nuove sanzioni economiche il destino di questo antagonismo cosmico sara’ ‘segnato’.

Il problema di fondo rimane la debolezza statunitense e sionista: sono realmente cosi’ folli ai piani alti del Dipartimento di Stato USA e presso i vertici militari israeliani da pensare seriamente di lanciare una nuova aggressione contro la Repubblica Islamica che inevitabilmente metterebbe a rischio anche il delicato assetto delle alleanze faticosamente raggiunto dagli americani rispetto ai loro alleati arabo-moderati e rimescolerebbe i rapporti di forza regionali a tutto svantaggio di queste forze estranee, ostili e bellicose sempre interessate a tenere sotto scacco ed in tensione l’intera zona?

Lanceranno – americani e sionisti – la loro guerra ebraica contro Teheran? Al di la’ di cio’ che gli iraniani potranno ottenere – ed ammesso e non concesso che ne siano realmente interessati (…quello che dovevano e potevano ottenere probabilmente lo hanno gia’ ottenuto da un pezzo …) ad ottenere qualcosa – nei quadranti geostrategici iracheno ed afghano; il vero nodo gordiano da sciogliere e’ quello che fara’ l’accoppiata del terrore us-raeliana nei confronti del problema nucleare (che oltretutto l’Iran potrebbe risolvere con l’aiuto di Venezuela e Turchia e – se solo a Mosca lo volessero realmente – attraverso la mediazione russa…la nuova Russia di Medvedev pare essersi invece completamente allineata ai diktat sionistico-statunitense lasciando un po’ in balia delle “ire” e degli “strali” propagandistici a stelle e strisce quello che un tempo poteva definirsi il suo miglior alleato nella zona….ma la geopolitica russa e’, e non da oggi, sottoposta all’influenza pesantissima ed ai condizionamenti della lobby filo-sionista interna che, al Cremlino come nel resto d’Europa, quando vuole si fa sentire…e in questo caso pare proprio che abbia alzato pesantemente la voce raccogliendo i suoi frutti…) ossia se Washington e/o Tel Aviv intenderanno pigiare sull’accelleratore di una folle e suicida corsa verso una nuova conflagrazione che coinvolgerebbe inevitabilmente tutta la regione…noi non ne saremmo cosi’ certi…anzi…

I rischi anche per i plutocrati mondialisti e per gli esperti del C.F.R. che dettano legge alle diverse amministrazioni USA sono enormi…

Mentre questo e’ il panorama generale in Libano Hizb’Allah passa al contrattacco e lancia accuse contro il Mossad ed il vicino emporio criminale ebraico: dietro all’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri vi sarebbero i servizi israeliani.

Noi questa ipotesi l’andiamo scrivendo oramai da oltre cinque anni: praticamente eravamo nel paese dei cedri all’indomani immediatamente dopo la strage del San Valentino (14 febbraio 2005) che colpi’ mortalmente l’ex premier sunnita e tutti gli uomini della sua scorta aprendo una stagione di destabilizzazione politica, di scontri contrapposti e sedizione sociale e confessionale alimentate ad arte dall’esterno che si concluderanno solo ed esclusivamente con la “marcia sciita” sulla capitale della primavera 2008 e l’imposizione di un nuovo accordo interpartitico tra le diverse fazioni della politica libanese chiamate a Doha in quell’anno a confermare i patti di collaborazione e pacificazione che furono sottoscritti nel 1990 alla fine del conflitto civile.

Per evitare che la spirale dell’odio etnico e confessionale e della relativa violenza potesse degenerare in una nuova guerra civile (che e’ stata davvero ad un passo dallo scatenamento con le note provocazioni, gli agguati mortali, gli attentati e le azioni delle neocostituite milizie haririste-sunnite e quelle delle squadracce d’azione dell’ultra-destra falangista-maronita raccolta attorno al partito estremista di Samir Geagea , le Forze Libanesi, sempre pronte per un triennio a provocare i partiti dell’Opposizione) sono accorsi non piu’ di quindici giorni fa il presidente siriano Bashar el Assad ed il monarca saudita re Abdullah… vedremo nel prossimo futuro se quest’incontro avra’ o meno modificato i destini, altrimenti critici, del paese dei cedri.

Mentre accade tutto cio’ Hizb’Allah ha dichiarato che disporrebbe di prove inconfutabili che collegherebbero “Israele” all’assassinio dell’ex premier libanese Hariri.

A sostenerlo e’ stato Ibrahim Moussawi , uno dei maggiori esperti politici del Partito di Dio sciita libanese e portavoce del movimento di Nasrallah, il quale – parlando all’agenzia di stampa palestinese “Ma’an” – ha dichiarato che presto il leader del movimento islamico filo-iraniano , Sayyed Hassan Nasrallah, presentera’ delle “informazioni globali e determinate” sul coinvolgimento dell’entita’ criminale sionista nella strage del 14 febbraio 2005.

Dopo esser stato chiamato direttamente in causa il Partito di Dio reagisce ed esce da una posizione scomoda di trovarsi, di qui a qualche settimana, invischiato in una delle piu’ brutte e nere pagine della recente storia politica libanese…

Dopo il tentativo di coinvolgimento della Repubblica Araba Siriana, costretta dalla sedicente “opposizione popolare” della cosiddetta “rivoluzione dei cedri” della primavera 2005 (eterodiretta dagli Stati Uniti attraverso la loro ambasciata ad Awqar nella zona settentrionale della capitale libanese) e dalle pressioni internazionali al ritiro del proprio contingente militare (fine aprile 2005); il TSL Tribunale Speciale per i crimini in Libano , creazione internazionale “onuista” destinata soltanto ad interferire pesantemente e faziosamente nella vita politica e giuridica nazionale, avrebbe incolpato alcuni dirigenti della formazione sciita aprendo cosi’ una nuova stagione di veleni e di tentativi di destabilizzazione politica.

Hizb’Allah non e’ rimasto ovviamente alla finestra ed ha reagito: prima attraverso le clamorose dichiarazioni del suo Segretario Generale, Sayyed Hassan Nasrallah, che ha sostanzialmente accusato ONU, Stati Uniti e entita’ sionista di creare e fabbricare prove e falsificare la realta’ degli avvenimenti ed oggi con questo nuovo affondo sul “caso Hariri” che rischia di rimettere in discussione tutta la politica libanese.

Nella sua dichiarazione pubblica, davanti alle telecamere, Nasrallah ha dichiarato che “pur non trattandosi di prove schiaccianti, quelle in nostro possesso possono essere di aiuto a scoprire la verita’ sul crimine Hariri” anche perche’ – dopo cinque anni da quell tragico assassinio e dopo tre da quando venne imposto al Libano il Tribunale Speciale – non sono state prodotte ancora documentazioni tali da far fare alle indagini alcun passo in avanti in alcuna direzione.

E se la “pista siriana” era apparsa fin dall’inizio come un castello costruito in aria creato ad hoc per imporre una sorta di confinamento della Repubblica Araba Siriana dalla scena libanese e regionale (con l’inserimento statunitense di Damasco nella famigerata “black list” delle “nazioni canaglia” “individuate” dal Dipartimento di Stato e la successiva imposizione USA di sanzioni economiche per una serie di personalita’ politiche sia siriane che libanesi alleate di Damasco) – progetto mandato in frantumi dall’inutile, demenziale e sgangherata aggressione israeliana contro il paese dei cedri dell’estate 2006 – quella della eventuale “pista sionista” non sarebbe affatto da scartare…anzi.

Innanzitutto perche’ i sionisti non sono nuovi a ‘calcare’ la scena libanese con attentati e stragi: una delle loro ultime operazioni fu l’assassinio di Elie Hobeika – l’ex leader delle Falangi maronite responsabile della strage al campo profughi palestinese di Sabra e Chatila del settembre 1982 – fatto saltare per aria a Beirut poche ore prima che deponesse davanti al Tribunale Internazione de L’Aia chiamando in causa quasi sicuramente il suo vecchio alleato (ed all’epoca premier israeliano) dei tempi dell’invasione israeliana del Libano l’allora ministro della Difesa di Tel Aviv….tale …Ariel Sharon….il macellaio di Sabra e Chatila appunto!

In secondo luogo perche’ l’ipotesi “israeliana” regge anche alla luce di una storia alquanto “bizzarra” come bizzarre (…usiamo un eufemismo ovviamente…) e strane sono tutte le storie di “intelligence” in questa parte di mondo…in Libano anche i cedri hanno occhi ed orecchie e niente di quello che accade puo’ dirsi “normale”.

Vediamo come Enrico Campofreda ha ricostruito l’intera vicenda: “ La tesi di Nasrallah punta su taluni filmati ricavati dai famosi droni che da anni Israele utilizza nella regione – i Territori Occupati palestinesi ne sono costantemente monitorati – per controllare e colpire nemici veri o presunti. Hezbollah catturandone alcuni ha raccolto il materiale video che veniva filmato, fra cui una ripresa che un aereo di ricognizione MK ha compiuto su alcune zone di Beirut: sia la cintura sud della capitale con la roccaforte sciita di Haret Hreit, quindi il piccolo colle dove ha sede il Parlamento, il centro dell’Hamra dove ci sono alcune ambasciate sino al punto del lungomare teatro dell’esplosione del camion-bomba che nel febbraio 2005 colpì premier e scorta che s’accingevano a transitare. Unico particolare: quel documento non ha data e neppure il marchio dell’Idf. Sicuramente i suoi comandi lo disconosceranno.

Che il Libano, privo di aviazione e difesa aerea, sia comunque un territorio in balìa di controlli esterni, in primis da parte israeliana, non è una novità. Satelliti e apparecchiature elettroniche aeree audio-video rappresentano un’evidente realtà, per quanto l’occhio d’osservazione tecnologico e umano abbia al tempo stesso altre nazionalità. E spie che lavorano per loro. A conferma delle proprie congetture il leader sciita mostra le testimonianze di agenti, catturati fino all’anno scorso, che collaboravano con Tel Aviv. La storia parte da lontano, da quando nel 1996 tal Ahmad Nasrallah (non un parente, solo un omonimo!) che prestava i servigi alle informazioni del Mossad veniva intercettato dalla sicurezza di Hezbollah. L’agente era in contatto coi comandi delle guardie del corpo di Rafiq Hariri e ne influenzava i tragitti, avallando le ipotesi d’un probabile attentato alla sua persona di cui da tempo il premier era al corrente. Fra i possibili attori un militante Hezbollah (un agente o un traditore non si sa) che venne arrestato dai siriani. Attraverso le voci dell’agguato e le infiltrazioni si potevano orientare spostamenti del leader e scegliere quando colpirlo. Per poi poter rivolgere le accuse a senso unico sulla componente siriana, che in effetti dopo la sua morte e le immense manifestazioni della piazza beirutina sgombrò il terreno dall’ultima propria presenza armata (Tsahal s’era ritirato dal sud del Libano nel 2000). Altre testimonianze di quelle che risultano spie al soldo sionista, pur essendo come l’agente Nasser un musulmano sciita, o l’agente Sader rivelano d’aver raccolto informazioni su residenze e tragitti extra beirutini di politici di primo piano quali il presidente Suleiman.” (1)

Ora e’ assolutamente presto per fare qualsiasi ipotesi: noi possiamo soltanto dirvi che questa idea che dietro all’assassinio Hariri vi fosse la solita mano sporca del Mossad circolava tra la comunita’ sciita ed era di pubblico dominio per chiunque praticamente fin dal…15 febbraio 2005…

Il resto ovviamente e’ cronaca di queste ultime ore con nuovi sconfinamenti di aerei spia israeliani nel sud del paese dove resta piuttosto alta l’allerta dell’esercito libanese ancora sotto choc per i fatti che hanno visto meno di una settimana fa una sua pattuglia scambiarsi tiri di armi automatiche e cannonate di tank e d’artiglieria con una confinante (o per essere piu’ esatti meglio scrivere “s-confinante” ) pattuglia israeliana….per un albero infine abbattuto dai dirimpettai dalla stella di Davide…

In Libano di norma in queste circostanze un po’ tutti si chiedono, piuttosto allarmati, “dove va il Libano?”….oramai piu’ nessuno si pone, e da anni, questa inutile domanda…

Sarebbe una domanda che probabilmente produrrebbe una risposta indiscreta perche’ – parafrasando il cult western all’italiana di Sergio Leone , “Per un pugno di dollari” – “non sono le domande ad essere indiscrete, a volte indiscrete possono essere le risposte”

….Quo vadis Libano?

E il silenzio invase la “sala”…………

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA “ISLAM ITALIA”

11 AGOSTO 2010

Note –

1 – Enrico Campofreda – “Per l’attentato a Rafiq Hariri Nasrallah accusa il Mossad” – articolo presente in rete al seguente link: http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o19161:e1 ;

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