Agosto caldo nel Paese dei Cedri

NUOVE RIVELAZIONI SUL “CASO HARIRI” MENTRE HIZB’ALLAH CELEBRA IL QUARTO ANNIVERSARIO DELLA “VITTORIA DIVINA”

di Dagoberto Husayn Bellucci

Resta alta la tensione nel Libano dopo gli scontri che, due settimane or sono, hanno visto alla frontiera meridionale l’esercito nazionale confrontarsi con una pattuglia israeliana.

A distanza di neanche due settimane e con le rivelazioni del segretario generale di Hizb’Allah , Sayyed Hassan Nasrallah, su nuove manovre destabilizzatrici relative ad un dossier del TSL (Tribunale Speciale per il Libano) , entita’ giuridica internazionale creata dalle Nazioni Unite tre anni or sono per indagare sulla strage che costo’ la vita all’ex premier sunnita Rafiq Hariri (ucciso nel cuore della capitale Beirut assieme una ventina di uomini della sua scrota nel San Valentino di sangue del 2005); il paese dei cedri resta “caldo”.

E’ di oggi, giovedi’ 19 agosto, la notizia della condanna a morte per cinque libanesi accusati dalla corte del Tribunale Militare di Beirut di spionaggio a favore dell’entita’ sionista. Ieri la stessa corte aveva emesso un’altra sentenza contro l’ex generale sciita dell’esercito, Osama Berri, accusato in contumacia e contro un suo complice cristiano, Antoine Atme, entrambi rei di essere entrati in contatti con elementi del Mossad ed aver passato ai servizi d’intelligence israeliani informazioni e dati sensibili per la sicurezza nazionale.

La lista dei sospetti favoreggiatori pro-sionisti si allunga: oltre una settantina sarebbero le spie libanesi arrestate nel corso di questo ultimo anno in diverse operazioni della Securite’ Generale del Libano e dai reparti speciali militari.

Intanto anche sul fronte delle indagini sulla morte dell’ex premier Rafiq Hariri si registrano novita’ con la consegna al TSL, da parte del Partito di Dio sciita, di un voluminoso dossier.

Il dossier di Hizb’Allah apre nuovi scenari rispetto alla “pista siriana” finora seguita dagli investigatori designati dalla comunita’ internazionale: come aveva largamente anticipato alcuni giorni fa lo stesso leader di Hizb’Allah e’ tempo che si punti l’indice verso sud, verso l’entita’ criminale sionista. Tra i documenti in possesso del movimento di Resistenza libanese consegnati anche un filmato realizzato dal Mossad che comprenderebbe tutte le principali zone frequentate dall’ex primo ministro brutalmente assassinato in quella strage che apri’ le porte alle forze della sovversione mondialiste per la destabilizzazione del paese dei cedri provocando una mai chiarita serie di delitti politici, il ritiro siriano dal Libano dopo ventisette anni di presenza stabilizzatrice e l’aggressione israeliana contro le basi della Resistenza ed i principali centri civili sciiti dell’estate 2006.

Il Tribunale Internazionale per il Libano dovrebbe pronunciarsi quest’anno sulle incriminazioni per l’omicidio dell’ex premier libanese: il leader di Hizb’Allah, Hassan, Nasrallah ha affermato di attendersi che fra gli imputati vi siano dei suoi militanti e ha definito la corte “un progetto israeliano” per colpire il movimento sciita.

E sempre in relazione alla possibile svolta sulle indagini per l’assassinio dell’ex premier si registra anche la possibilita’ di usufruire di una nuova testimonianza: un ex ufficiale dell’esercito israeliano avrebbe infatti dichiarato di essere in possesso di informazioni riservate e decisive relative al caso e, per questo motivo, avrebbe richiesto “asilo politico” al paese dei cedri.

E’ quanto ha riferito nella sua edizione di ieri, 18 agosto, il quotidiano libanese “Al-Diyar”, secondo cui l’uomo, un israeliano di etnia drusa, avrebbe gia’ rivolto all’ambasciata libanese a Praga la richiesta per la concessione di un salvacondotto che lo porterebbe sicuramente ad essere uno dei testimoni-chiave di tutto “l’affaire Hariri”.

La sede diplomatica libanese nella Repubblica Ceca avrebbe risposto positivamente alla richiesta dello status di “rifugiato politico” invitando l’ex ufficiale israeliano a richiedere immediatamente e direttamente al Governo libanese a Beirut tutte le garanzie per un’immediato trasferimento in Libano.

Sempre secondo il quotidiano libanese sia il ministero degli Esteri che quello degli Interni starebbero provvedendo alla risoluzione del caso che potrebbe aprire nuovi ed inquietanti scenari sulla morte dell’ex premier e sulla stagione delle bombe che insanguino’ nella primavera 2005 il paese.

Questo proprio mentre Hizb’Allah, il 14 agosto scorso, ha celebrato in tutto il paese con manifestazioni e incontri il quarto anniversario della “vittoria divina” che ricorda la tregua raggiunta dopo 33 giorni di bombardamenti intensivi da parte dell’aviazione sionista (che costarono la vita a quasi 1400 civili e il ferimento di altre 3000 vittime innocenti in massima parte bambini al di sotto dei dieci anni) contro il paese…l’aggressione israeliana piu’ feroce dai tempi dell’operazione “pace in Galilea” dell’estate 1982 che porto’ i tank sionisti fino alle periferie della capitale. Allora fu semplice per i sionisti avere la meglio sulle milizie palestinesi dell’OLP chiuse nell’assedio della capitale (martirizzata e sottoposta a cannoneggiamenti per tre mesi; un’agonia che costo’ oltre 25mila vittime in massima parte civili) quattro anni fa le cose andarono ben diversamente per la tenace resistenza opposta da Hizb’Allah che blocco’ gli invasori dalla stella di Davide sul fronte di Maaron al Ras e Bint ‘Chbeil a neanche tre chilometri dal confine con la Palestina occupata.

Nasrallah ha ricordato agli aggressori israeliani che “la Resistenza resta vigile lungo tutta la frontiera meridionale ed e’ pronta ad assestare nuovi colpi quando e se il nemico sionista pensera’ di attaccare”.

A surriscaldare ulteriormente un clima gia’ sufficientemente “bollente” ci si e’ messa pure una disputa “religiosa” che ha visto, in quest’inizio di Ramadan vissuto ad alta tensione dal paese dei cedri, contrapporsi musulmani e cristiani: a scatenare la reazione delle comunita’ cristiane sarebbe stata la decisione delle due principali emittenti sciite del paese (“Al Manar” = Il Faro, legata al movimento di Hizb’Allah e “NBN” di proprieta’ del presidente del parlamento, avv. Nabih Berry, e direttamente collegata all’altro partito sciita , Haraqat ‘Amal) di mandare in onda un serial di produzione iraniana sulla vita di Gesu’ dal titolo “As Sayyed al-Massiih”.

La diffusione delle prime due puntate – come riferisce un’agenzia stampa ASCA da Beirut – , riferisce la Radio Vaticana, ha provocato sconcerto nelle varie comunita’ cristiane e la ferma condanna da parte dell’Assemblea dei Patriarchi e Vescovi Cattolici in Libano (equivalente della Conferenza Episcopale) e del Patriarcato Melchita-cattolico che hanno ottenuto la sospensione del programma.

Motivo della protesta il fatto che il serial in 17 puntate, prodotto a Teheran in persiano e doppiato in arabo, sia basato sul racconto del Vangelo apocrifo di Barnaba, secondo il quale a morire sulla Croce non sia stato Gesu’ bensi’ Giuda Iscariota che lo avrebbe sostituito. Il Centro Cattolico d’Informazione ha organizzato una conferenza stampa durante la quale il presidente della commissione episcopale per i mezzi di comunicazione sociale, mons. Be’chara Rai, ha espresso soddisfazione salutando la decisione delle emittenti di sospendere la trasmissione del serial nonostante il danno economico.

Analoga reazione di condanna era stata registrata in Tunisia nei confronti di alcuni serial tv iraniani come ”Giuseppe il Giusto”, ”Il Cristo” e ”La Vergine Maria”.

Alcuni avvocati hanno chiesto al Gran Mufti di intervenire per sospenderne la trasmissione perche’ i personaggi dei Profeti sono interpretati da attori, in netto contrasto con gli insegnamenti dell’islam sunnita iconoclasta.

Altri, onestamente, sono i “problemi” che il Libano deve affrontare.

Il Ramadan “caldo” della rovente estate libanese rischia di trasformarsi in un braciere ardente….

I sionisti, a sud, sono gia’ pronti ad accendere il fuoco sotto le ceneri…

Vedremo chi si “brucera’” maggiormente….

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA “ISLAM ITALIA”

19 AGOSTO 2010

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