Scribacchini, intellettuali e pagliacci di regime

di Dagoberto Husayn Bellucci

“Sono il guardiano del Paradiso
per me si va soltanto se sei stato buono
sono il pagliaccio e tu il bambino
nel circo ho tutto
e vivo solo di quel che sono
la sera quando mi sciolgo il trucco
riscopro che sono un pagliaccio anche sottoMa infondo io sto bene qua
tra le mie facce e la mia falsità
ma infondo io sto bene qua
trovando in quel che sono
Un po’ di libertà

Oh no! Non ridere perché
lo sai meglio di me
che non ho più voglia per risponderti
perché sei
sei come me

Sono la sfera di un indovino
nei miei disegni è scritto e vedo il tuo futuro
sono il pagliaccio e tu il bambino
farò pagare caro ad ogni uomo il suo sorriso
la sera quando mi sciolgo il trucco
riscopro che sono un pagliaccio anche sotto
e sullo specchio del camerino
mi faccio della stessa droga per cui vivo,
la vanità
ma infondo io sto bene qua
tra le reti del mio circo che non va ma infondo io sto bene qua
trovando in quel che sono
un po’ di libertà

Oh No! Non ridere perché
lo sai meglio di me
che non ho più voglia per risponderti
perché sei,
sei come me…”

( Cesare Cremonini – “Il Pagliaccio” – Album “Il primo bacio sulla luna” – 2009 )

L’opportunismo, il doppiogiochismo, il leccaculismo hanno – da sempre – contrassegnato la politica e, piu’ vastamente, qualsivoglia rapporto o relazione umana: non sono una novita’ ne’, peraltro, devono “sorprendere” nessuno… Chi si sorprende che esistono e’ scemo.

Precisato quanto sopra crediamo necessarie alcune puntualizzazioni in merito ad un intervento scrittorio che ha attirato la nostra attenzione: meritevole di considerazione, non foss’altro perche’ proveniente da quella brillante ‘penna’ che e’ il professor Franco Cardini come sempre lucido e serio nelle sue analisi e mai banale.

Incominciamo analizzando l’articolo del prof. Cardini orridamente titolato – ci scusera’ ma quell’”inopportunisti” e’ davvero illeggibile – “Inopportunisti contro cazzeggiatori, ovvero l’elogio del pensiero libero” uscito la scorsa primavera ma da noi visionato solo alcuni giorni fa… del resto non possiamo star dietro ad ogni articolo che passa sul web (..la rete informatica per chi non ‘mastica’ ‘english’…noi lo ‘mastichiamo’ a malapena da essere confusi in queste lande nordico-europee per peruviani …il che la dice ‘tutta’…) ne’, non dimorando quasi mai in I’tal’ya’ su cio’ che invece inonda la carta-straccia quotidiana, settimanale o mensile che sia…

Abbiamo fortunatamente una cara amica edicolaia che, una tantum, ci rifornisce – a mezzo posta elettronica – di qualche articolo…il resto lo cerchiamo qua e la’ nella “grande rete” webbistica…

In effetti ‘bastano’ e avanzano le ‘sbirciate’ informatiche a tenerci il piu’ lontano possibile dal “paese ‘cchiu stupete du munne” …

Ma veniamo a noi: scrive Cardini in merito all’attacco condotto pubblicamente dalla tribuna (…trasformata in uno scranno regale per SionSilvio Berluskippa 1.o signore di Arcore e delle mille cazzate catodiche con le quali da quindici anni a questa parte ha “magicamente” ipnotizzato milioni di italioti e inibito coscienze e cervelli sempre piu’ all’ammasso) : “Ieri, abbiamo assistito tutti al principio della fine della Dittatura del Berluskariato. E’ vero che la stampa aziendale, saldamente tenuta in mano dal personale di servizio di Arcore, ha travestito la cocente sconfitta del Berluska dal suo trionfo solo perché la Direzione nazionale di un partito-ameba che non c’è ma che coagula funambolicamente milioni di voti di cittadini disorientati, disinformati e incoscienti hanno votato, con poco più di una decina di coraggiosi, come voleva il Sciur Padrùn. Però l’abbiamo visto tutti il Sciur padrùn livido in volto, mentre minaccia dall’alto del podio la terza autorità ufficiale della repubblica rea di non voler star più al suo gioco. Berlusconi ha umiliato Fini, ha blaterato in coro la stampa asservita.”

Tutto assolutamente vero, verissimo…come ‘titola’ una delle trasmissioni di ‘punta’ (…quelle pseudo-giornalistiche che ormai propinano esclusivamente gossip e petteguless a buon mercato..) delle reti Mediaset…

L’abbiamo ‘vista’ la scenetta – tragicomica – del Padrun di Arcore che minacciava Gianfranco Fini…ed abbiamo, proprio in quest’ultimo periodo, visto com’e’ finite la “luna di miele” del predellino tra l’imprenditore-pidduista e l’ex segretario del MSI …a pesci in faccia!

Era, d’altronde, nell’aria che l’idilio tra i due volgesse al tramonto: l’errore, a dirla tutta, l’ha commesso il segretario alleanzino quando, due anni or sono, accetto’ piu’ o meno supinamente lo scioglimento del partito della Destra italiana (la vera Destra ecchediamine…conservatrice, bigotta, reazionaria, borghesissima, a-fascista, post-fascista anche autorevolmente anti-fascista e, nel caso, sicuramente filo-sionistissima…niente da eccepire una “destra moderna”…come si ‘conviene’ alle “destre” europee …giscardiani, gollisti, conservatori brits, popolari ispanici e democristiani tedeschi….niente orpelli del passato, via le camicie nere, i labari ed i saluti romani retaggi di una stagione “che fu”….questa “destra” la si voleva liberale, liberista in economia, attenta ai problemi sociali….Fini deve aver capito forse con uno zelo in eccesso ed ha cominciato a straparlare di diritti per gli immigrati, rispetto delle regole costituzionali, ruoli superpartes al di la’ degli schieramenti della politica italiana……posizione legittima che non solo non ha convinto i forzitalioti ma ha amareggiato pure tutti i suoi ex “colonnelli” di ieri…i Gasparri, La Russa, Alemanno…che prima hanno fatto orecchie da mercante e, dopo la immaginabile “strizzatina” per le palle arrivata dal Padrone del partito-azienda PDL, si sono allineati cominciando a far la fronda al loro vecchio “capo”….beghe interne si dira’….beghe che stanno rimescolando pero’ e vorticosamente i giochi della politica italiana….c’e’ puzza di elezioni nell’aria…specie adesso che tutti dicono di non volerle…) nel calderone centro-destrista denominato Partito delle Liberta’ dove, appariva evidente a chiunque, una sola voce sarebbe risuonata ed un solo direttore d’orchestra avrebbe suonato la ‘musica’….e quel “maestro” non era, non poteva essere, non sarebbe mai stato Gianfranco Fini …anche perche’ incapace di qualsivoglia ‘spartito’….

Che sia poi finita la dittatura del Berluskariato questo e’, al momento, ancora tutto da dimostrare: noi andiamo sostenendo che, una volta eliminato (…non fisicamente…ci ‘mancherebbe’….) politicamente il “cavaliere” sicuramente si aprira’ una fase – e sara’ certamente affatto indolore…provochera’ probabilmente una selva di tensioni e scontri che, in confronto, gli attuali “botta&risposta” con i finiani saranno solamente un pallido ricordo e bazzecole – realmente nuova e difficile per tutto il paese…

Innanzitutto perche’ questo paese esce – o uscira’ quando sara’ il momento – male, malissimo, da un quindicennio di berluscocrazia… Ne esce diviso, frantumato, stuprato nell’anima, nello spirito e nel corpo molto piu’ di quanto non sia visibile: quindici anni di sediziosa conflittualita’ instillata nel corpo sociale di una nazione non passano inosservati.

E l’azione politica del Cavaliere e’ servita esclusivamente a questo: accentrare su di se’ l’amore e l’odio di un’intera nazione, dividere in pro-berlusconiani e anti-berlusconiani gli italiani, spezzare in due la politica ed i suoi rappresentanti, eliminare perfino quell collante istituzionale rappresentato dalla Costituzione alla quale l’uomo di Arcore vorrebbe mettere mano esclusivamente per aumentare il proprio spazio di agibilita’ umana e politica ovvero solo per meglio ‘gestire’ i propri “lazzi, cazzi ed intrallazzi”…. Non saremo mai difensori di una costituzione scritta sul sangue di centinaia di migliaia di italiani rei di aver perso con onore un conflitto fratricida ne’ staremo certamente in prima fila alla “difesa” di liberta’ costituzionali sulle quali sputano ad ogni pie’ sospinto e quando loro maggiormente aggrada fior di penalisti, magistrati e membri del CSM …. Eppure la ‘direzione’ di marcia data alle riforme costituzionali dal centro-destra berlusconiano-leghista non solo non convince ma appare gia’ come un qualcosa di visto, scritto un trentennio fa magari nel chiuso di una certa Villa Wanda tra le colline aretine…insomma se il “sistema democratico” (ed anche ex democristiano a dirla tutta) italiota fa schifo non sara’ mai un Berluskippa qualsiasi a renderlo migliore…tutt’altro…anche perche’ – se qualcuno ha qualcosa da obiettare ‘obietti’ pure ….vorremmo proprio sapere come – non dobbiamo ne’ vogliamo dimenticarci che, all’interno delle liste pidielline e’ stata eletta al parlamento di Roma una certa “signora” (…ed usiamo un eufemismo ovviamente…) Fiamma Nirenstein alla quale proprio lui, il Berluska (… dopo il ‘viaggetto’ del febbraio scorso alla Knesseth e tra gli uliveti israeliani, tra rimembranze familiar-mammesche di salvataggi di elementi e soggetti ebrei…tra spassionate dichiarazioni di filoebraismo per ogni dove…), ed il suo partito hanno delegato la presidenza della Commissione per la “vigilanza” sul razzismo e l’antisemitismo nella rete informatica….ovvero come dare quattro ‘fanciulli’ vergini ad un orco pedofilo…. Il Partito delle Liberta’…ci piacerebbe proprio sapere di quali liberta’ ‘cianciano’ se c’e’ chi minaccia la chiusura di siti e spazi d’opinione libera e si da un sacco, ma proprio un sacco, da fare per rendere ancor piu’ odiosa la scure censoria liberticida gia’ sostanzialmente ed abbondantemente affilata dalla presenza, da diciassette anni a questa parte, della legge Mancino …(….un legge che, come ‘dice’ il nome del suo estensore palese – …perche’ poi a quell decreto provvidero eccome altri ‘estensori’ piu’ o meno “occulti”…il sen. Modigliani in lista PRI di eletta ascendenza, l’allora presidentessa dell’UCEI, Tullia Zevi, il rabbinato tutto di via del Portico d’Ottavia…ossia la “lobby” giudaica che controlla la politica e la cultura nazionali e, purtroppo, non solo quelle…- , l’allora ministro degli Interni on. Nicola Mancino…piu’ “sinistra” non poteva essere…).

Continua il Cardini, piu’ o meno dopo aver legittimamente elencato i disastri politico-istituzionali ma soprattutto culturali provocati dal berlusconismo rampante negli ultimi 15 anni di sciagurata retrocessione della politica a mero strumento di compiacimento degli interessi ‘cavalieristici’, e infine scrive: “Una settanta-ottantina d’anni or sono, quando in Italia andava di moda il “Me ne frego!”, uno che la fronda la faceva sul serio e la pagava di tasca sua, Berto Ricci, scriveva su “L’Universale” – tanto caro a Indro Montanelli; e anche a me – che no, non era lecito, non si poteva proprio fregarsene, perche stavano succedendo nel mondo cose molto gravi.

Oggi le cose sono cambiate, ma il problema di fondo resta. Non c’e nulla da cazzeggiare. E il peggior cazzeggio odierno è quello di chi accetta di star con chi vince: è secondario che lo faccia per viltà o per furbizia o per interesse o perfino per ingenuità. Dalla persona di cultura e di pensiero ci si aspettano suggerimenti seri, che aiutino a vivere e a migliorare: il che oggi equivale a prender strade difficili, in salita. Se l’intellettuale rivendica un ruolo clownesco e salottiero, se accetta e anzi sollecita il suo ruolo di gadget inutile – ma strapagato – nella società dei consumi, se invita al cazzeggio come forma di filosofia esistenziale (e la forma piu ricercata e meglio retribuita del suo cazzeggio è oggi dar ragione al più forte, soprattutto perché il piu forte riesce bene a far creder di averla), allora si deve rispondergli chiedendogli a quanto ammontano i guadagni del suo cazzeggiare. Perché il cazzeggiator cortese appartiene – in questo nostro mondo globale – al tipo di persona disposto a giustificare che i l 15% della popolazione del pianeta gestisca l’85% delle risorse e gli altri vivacchino sulle briciole che restano. Sfido che, a chi si trova bene in questa condizione, gli venga il cazzeggio facile.

Ma chiedetelo agli altri. Chiedetelo ai kosovari, ai ceceni, agli irakeni, alla gente di Timor Est, ai disgraziati costretti a lasciare il loro paese per fuggir la miseria, chiedetelo alle folle diseredate e sfruttate d’Africa e d’America, chiedetelo ai bambini che muoiono di AIDS, chiedetelo ai poveri del sud del pianeta ai quali le multinazionali stanno vendendo a caro prezzo l’acqua potabile, da “diritto” degradata” a “servizio” per la gloria della Nestle, della Danone e della Coca Cola.

I diseredati, però, c’impartiscono una dura lezione. Quella che la vita non è un premio letterario, non è un festival, non è una battuta di spirito, non è una puntata del “Grande Fratello” o dell’ “Isola dei Famosi”. La Dittatura del Berluskariato ha semiaddormentato le coscienze e si e insediata su questo dormiveglia collettivo. E’ l’ora di svegliarsi. E il primo passo dev’essere, appunto, individuare Leccaculo e Cazzeggiatori: e chiamarli con i loro nomi, anche quando – soprattutto quando – sono Venerabili Mezzibusti Televisivi oppure Signori Professori.”

Analisi perfetta non foss’altro perche’ Cardini prende di mira il “cazzeggio” forse l’ultima spiaggia di un territorio libero che – se pensiamo soltanto allo strumento informatico che ne e’ una delle principali rappresentazioni – manca a tutt’oggi di un “adeguato” controllo ovvero dell’annullamento politically correct riservato ai cerebrolesi di ogni eta’, razza e religione, nazionalita’ o etnia; e che ci trova infine consenzienti rispetto a questi ultimi “spazi di liberta’” controcorrente un po’ come, a suo tempo, poteva essere il “microfono libero” di Radio Radicale contro il regime partitocratico del craxismo degno predecessore del berlusconismo in quanto a vizi, lazzi e intrallazzi.

Il problema di fondo a nostro modo di vedere non sarebbero neanche le trasmissioni televisivo cerebrolese dell’”Isola”, di “X Factor” o del “Grande Fratello” (…abbiamo anche, en passant considerando che ci siamo ‘fermati’ assai poco, di quell programma simil-porno-soft de “La Pupa e il Secchione”….l’avrebbero anche potuto chiamare “La Troia e il Coglione” probabilmente non avrebbero ‘sbagliato’ troppo….ed era anche piu’ “accattivante” per il sonnacchioso pubblico italiota…) ma quelli che le guardano caro prof. Cardini….e, ce lo lasci dire, purtroppo se gli indici d’ascolto per puntate medie fanno registrare share da 6-7 milioni qualche cosa dovra’ pur significare….se a distanza di 10 anni dalla sua prima edizione “Il Grande Fratello” attira ancora persone che si fanno pure l’abbonamento per seguirne minuto per minuto le vicende qualcos’altro significhera’…

Forse che a seguire questo squallore mediatico sono proprio quei “diseredati” dei quali scrive…proprio quella classe di sfruttati che a malapena tireranno a campare – e pure male – ma non rinunceranno mai all’abbonamento allo stadio (con o senza tessera del tifoso) o, appunto, a conteggiarsi nella lista dei telespettatori-guardoni della “casa” piu’ famosa d’Italia…

E allora…allora forse aveva ragione, ed era piu’ coerente con il tipo-umano di cui andiamo tessendo critiche su critiche, un certo Carmelo Bene quando dichiarava: “Detesto la nazionale azzurra, pero’ lo dico. Non me ne fotte nulla del Ruanda, pero’ lo dico. Voi no, non ve ne fotte, ma non lo dite. Non sono eroico, me ne infischio di me stesso, del governo, della politica, del teatro.”

Alla stragrande maggioranza degli italiani (di destra, centro o sinistra) non gliene freghera’ mai un cazzo dei kosovari, dei ceceni, dei palestinesi o degli irakeni. Odieranno e continueranno ad odiare le “barchette della speranza” che portano e continueranno a portare ciurme di desperados sui nostri lidi e sulle nostre coste…perche’ sono diventati intolleranti e fondamentalmente sono anche stanchi di quel buonismo pacifinto e sinistroide, terzomondista e egualitarista in salsa pure “cattolico-modernista” che ha finora imperato a livello di “pensiero” dominante nei media e nella societa’….

Ecco perche’ anche se fosse realmente l’ora di svegliarsi continueranno i lunghi sonni (…parafrasando uno splendido romanzo di Raymond Chandler…) delle coscienze indifferenti degli occidentali paciosamente e bellamente ingrassati nella societa’ del niente e del consumismo sfrenato…

Esisteranno sempre gli “scribacchini” di regime (di qualunque regime), gli intellettuali-prostitute asserviti al potere e i pagliacci di ‘turno’ osannanti il potente di ‘passaggio’….ma, per piacere, i Berto Ricci lasciamoli alla storia dove stanno bene e dove meritano un posto senz’altro piu’ consono che non quello di specchio inverso dei tempi attuali.

Tempi di vergogna. Tempi di squallore. Tempi di merda!

Au revoir

DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI

Direttore Responsabile Agenzia di Stampa “Islam Italia”

28 Agosto 2010

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